Franky Selector: il tour e il nuovo disco

Si intitola “Italians do it (Never) Better” questo nuovo disco di Franky Selctor che nasce dalla lunga collaborazione con Roberto Forlano per la O’Live. Ispirazione vincente quella di rifare “Never Better” che però potesse questa volta ospitare nuovi suoni, nuovi arrangiamenti… tutti italiani. E sarà in tour in Italia da domani 15 Aprile il polistrumentista di Montreal con un live in quartetto e tante sorprese. Ecco le date aggiornate:

15 Cesena – Cantine di Villa Nellcôte

16 Bologna – Gallery 16

19 Ferrara – Circolo Blackstar

20 Monticelli (PC) – Circolo Amici del Po

21 Roma – Barfly

22 Frosinone – Terra Madre

23 Koi – Vallo della Lucania (SA)

24 Battipaglia (SA) Monkey

25 Succivo (CE) Bartò

28 Pagani (SA) – Cinquanta Spirito Italiano

29 Manduria (TA) – Angelè

30 Massafra (TA) – New Magazine Pub

In tour ancora una volta in Italia. I legami si stanno rafforzando. A cosa devi questa tua deriva?

Sì, di nuovo in tournée in Italia; i legami si rafforzano e la famiglia musicale si allarga! Suoneremo praticamente ovunque, al nord e al sud. In attesa della Primavera Italiana!

Che poi la nostra tradizione musicale è assai lontana dal tuo mood… vedi ad esempio quella partenopea di cui il disco sembra contaminarsi molto. Come ci arrivi e soprattutto cosa ci peschi dentro di buono per te e per la tua scrittura?

Penso che la musica italiana abbia una grande tradizione di funk, soul, jazz anche disco. Amo Napoli Centrale e James Senese, Pino Daniele (è un gigante), tutta la roba di Piero Umiliani con le sue colonne sonore. In questi giorni mi piacciono davvero tutti gli artisti dell’alubm di remix: Banda Maje, Walter Celi, C’ammaFunk, Little Wrangata, Buubble Gun e Fabko, Zi-Cka. Penso che abbiamo molto in comune in termini di suono, approccio groove e senso dell’umorismo.

Trovo che la scena napoletana (e tutta la zona) sia musicalmente molto stimolante. C’è una grande musicalità con capacità di scrittura e produzione di canzoni di alto livello. Puoi davvero sentire il mare, il sole e l’atmosfera nella musica e posso identificarlo.

Che poi, se non erro, per la prima volta ti sentiamo anche cantare in italiano, anzi in napoletano… vero?

Sì, canto in napoletano grazie a Peppe e alla banda di Banda Maje!

Hanno scelto di adattare la mia canzone “Wait For Me” in napoletano e mi hanno chiesto se fossi interessato a cantarla come protagonista, cosa che ho fatto con il buon coaching di Peppe!

Il brano è fantastico con groove contagiosi, ottimi arrangiamenti e voci di Chiara e Cristina.

Questo disco è comunque un viaggio dentro un passato glamour del pop, del funk… dal futuro invece che cosa peschi?

Uso strumenti vintage e apparecchiature di registrazione analogiche, ma anche computer, diversi software musicali e plug-in, molti effetti digitali e trucchi, ecc. Qualunque cosa funzioni per la musica, non importa se vintage o moderna. Non cerco di riprodurre alcun genere musicale del passato, ma di collegare i buoni suoni analogici e le capacità di scrittura di canzoni del passato con la tecnologia moderna di oggi. Non chiamerei la mia musica “vintage” ma “futuro vintage”. Tutti gli artisti ospiti dell’album hanno un tocco moderno che ci tiene concentrati sul futuro.

In scena in Italia dunque dal 15 Aprile… cosa porterai sul palco? Anche live ti circonderai del suono e del mestiere degli italiani?

Vengo in quartetto con amici musicisti di Montreal e Marsiglia/Italia. Possiamo aspettarci sorprese dagli ospiti italiani a seconda di dove suoneremo. Quindi ci saranno sassofono, flauto, percussioni, basso, chitarra e un sacco di voci supportate da alcuni ritmi al computer per suonare e improvvisare sul momento. Ci piace lasciare le strutture aperte e seguire il solco ovunque ci porterà.

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