DCAVE Records: ad Euphonica 2026

Il nome di Daniele Grasso ormai da tanto è sigla di una certa indipendenza e libertà nel modo di pensare alla produzione musicale e, soprattutto, a quel certo suono che ha poi reso riconoscibile la DCAVE Records, label che nasce a costola e corredo dei suoi storici The Cave Studio. Tutti ad EUPHONICA 2026: l’occasione è ghiotta per portare in scena anche il progetto Amennula che approderà presto con un disco di inediti. Per ora il duo formato dallo stesso Grasso e da Elisa Milazzo, presenterà sul palco di Euphonica il singolo “Tinnairi (loop di sale)”: la contaminazione, quel sentire “rock” fuori i cliché, il folk e il sapore di terre antiche, di strumenti della tradizione…

L’appuntamento è per il prossimo 16 maggio al Palco Silent Verde – Pad. 33, dove dalle 15:00 alle 16:30 si terrà l’incontro “Essere indipendenti oggi: tra passato, presente e futuro”, organizzato dal MEI. L’appuntamento ospiterà anche la premiazione dei 25 anni di attività di Dcave Records, e The Cave studio e lo showcase di presentazione live proprio del progetto Amennula.

Essere etichetta discografica oggi… cosa significa per te, per voi? Di cosa davvero si sente il bisogno? Ricerca, sperimentazione… o il recupero delle tradizioni?
Ciao, domanda interessante e necessiterebbe di più spazio e tempo. Provo a condensare la cosa. L’etichetta… quello è, e per noi dovrebbe essere, un marchio, un segno sotto il quale raccogliere cose che ci sembrano vive e vitali e non strettamente legate ad un genere o a un altro, certo abbiamo delle preferenze e i “paletti” per quanto laschi, li abbiamo anche noi. Quello che cerchiamo sono “forme&contenuti” particolari, sinceri e possono essere cantautorali o etno, elektro o di pura improvvisazione strumentale, l’importante che chi ci sta dietro, passami il termine, non sia un impostore. Insomma, l’arte della musica registrata è un meraviglioso aspetto dell’espressione umana, delle sue forze e delle sue debolezze e pensiamo che sia ciò che vogliamo cogliere e trasmettere, a partire da Rosy Galeano, anima reale dell’etichetta, finendo a tutti quelli che con noi collaborano. Per il resto, c’è bisogno di tutto un po’ e da parte di tutti un po’. Il rimescolare le carte, esser meno modaioli, diventare più esigenti, i musicisti e prima ancora il pubblico. Affinare e usare l’istinto musicale e artistico Prima di tutto, ché ormai si vedono così tanti musicisti “ragionieri”, (indipendentemente da età e formazione) del tipo “faccio un po’ così, metto un po’ di quello, bisognerebbe far questo” anche in progetti che non sono prettamente commerciali ma che sono assemblati con troppa testa e poco cuore. Per le tradizioni… quando sono la base di un percorso di crescita, di consapevolezza e di evoluzione sono forza vitale, quando intraprese con rigore filologico possono diventare un freno

Perché con questo progetto nuovo Amennula penso si mescolino molto le carte… la contaminazione diventa trasversale, non solo in forma di tecnica e strumenti della tradizione ma anche si vengono a mescolare culture diverse. Non trovi?
Penso di sì. Amennula è frutto di un percorso che, come etichetta e come musicisti, abbiamo intrapreso diversi anni fa. Evoluzione di un progetto speciale chiamato NiggaRadio trasformato in RadioSabir (per questioni di politically correct). La contaminazione per noi deve essere trasversale per esserlo veramente. Deve esserlo in termini di suono, di luoghi, di epoche, di genti. Riesci ad immaginare posto migliore della Sicilia per questo? Qui convivono anime, culture, DNA, persino epoche differenti. Qui se percorri la SS 115 sei su uno dei confini fra nord e sud del mondo, le radio tunisine entrano potenti con le loro musiche e ti accompagnano. Siamo la quintessenza della contaminazione, come produttore e musicista è la mia arma, io stesso lo sono, figlio di madre di New York e padre siciliano, Elisa Milazzo (voce percussioni e synth) lo è, in maniera differente ma lo è. Figlia della montagna in un’isola che è immaginata più per il suo mare, mescola conoscenze delle tradizioni arcaiche dei canti sacri e una passione per la musica urban, la sua voce a volte è ululato doloroso, a volte carezza per l’anima. Credo che Amennula sia per lei un percorso di sublimazione delle sue anime, di spoliazione degli orpelli e delle maniere tipiche di molte voci odierne e che attraverso questo desterà sorpresa in molti.

Il suono della Dcave sembra attestarsi attorno ad un concetto assai “blues”, assai dell’anima… è come se trovassi spesso molta “presa diretta” nelle vostre produzioni, molto suono lasciato libero più che impacchettato per il grande commercio… se ha senso questa mia fotografia…
Ha molto senso. Personalmente il miglior complimento ricevuto qualche anno fa fu “ è come se la Fat Possum si fosse trasferita in Sicilia arricchendosi di nuovi profumi di nuovi colori”. Il “grande commercio” quello è, qui cerchiamo di fare altro, crediamo che ci sia, ci sia stato e ci sarà spazio ma soprattutto bisogno di musica reale. Non siamo utopisti, idealisti, solo che crediamo… crediamo nel suono, nello stare insieme a farlo, nella gente che investe tempo e vita Per farlo e non staremo mai a limare piccole cose rischiando di grattar via tutta la vita dalla Musica. Per far questo c’è Suno e compagnia AI cantando o migliaia di ragazzi dietro un telefonino che cercano di farvi credere che quella parte suonata sia “buona la Prima”.

Dunque, in Sicilia si deve restare?
La domanda giusta sarebbe “dunque dalla Sicilia bisogna andarsene?” Oppure “ dalla Sicilia dobbiamo andarcene?”. Partire, viaggiare, vivere altrove è una meravigliosa abitudine dei sapiens e non v’è nulla di male se è una scelta libera, desiderata. Il Problema si verifica quando è un’imposizione, un obbligo disperato, quando diventa una spoliazione di una parte vitale di un popolo, ancor peggio quando viene instillato come convinzione in quelle genti.

Perché questo monito ad andarsene invece?
Molte risposte possibili, te ne do una. Lo sentiamo dire sin da ragazzi, “se vuoi fare questo devi andartene, se vuoi essere quest’altro devi fuggire”. Sai di certo che questo paese nel suo essere artificiale marcia su due binari a velocità differenti, sembra che quasi nessuno pensi alla possibilità, al diritto di equilibrare le velocità, ma solo a saltare sul lato più veloce, da qui quindi “Tinnairi”.

E del disco che arriverà in autunno? Quanta Sicilia e quanto “resto del mondo” troveremo?
Oh, il disco… il disco è venuto fuori irruente, quasi senza controllo nella sua urgenza. Stavamo lavorando ad un altro progetto con una band in studio quando alcuni brani ci sono sembrati necessari, urgenti per una cosa nuova, altra e a seguire sono venuti fuori gli altri e ancora. Sicuro è scattata una scintilla poderosa che ci ha presi quindi è un disco che ci sta emozionando e che speriamo emozionerà. La Sicilia è in noi ma noi siamo anche cittadini del mondo e di oggi, sarà un disco arcaico e moderno insieme, un disco da mandar giù tutto insieme a dispetto degli usi attuali.

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