Carlo Martinelli: quel suono lontano dai cliché
Quello che colpisce prima di ogni cosa è questo modo di lavorare per Carlo Martinelli, ex Luminal… un disco che sostanzialmente potremmo inserire nel cestone delle tante prove indie pop moderne. Ma qui, cosa che leggo come manifesto sociale contro l’egemonia delle macchine moderne, questo disco è stato fatto sostanzialmente quasi con suoni improvvisati, registrati anche con telefoni, con liriche raccolti da flussi di coscienza e immaginari liberi. Il risultato? Si intitola “Sbaglia Porco” ed è un disco davvero davvero interessante…
Quando dici che “Dubai ma non nel senso di Dubai” riprende qualcosa di “Automatic for the People” dei R.E.M. ti stai riferendo a “Monty Got a Raw Deal” giusto? Perché nel caso ovviamente il riferimento è quasi dovuto…
In realtà no! Cioè, risentendola ok, capisco cosa intendi, ed è uno dei brani più belli di un album pazzesco, ma nel pratico mi riferivo più genericamente all’atmosfera e agli arrangiamenti di un po’ tutto il disco… sempre al netto di un’incapacità programmatica che per fortuna non mi permette di fare la cover di un paio di dischi interi mettendoci anche del mio all’interno di un singolo brano. Però la stessa incapacità mi consente di fare paragrafi lunghi e incomprensibili tipo quello precedente, e di lasciarli come se niente fosse senza neanche rileggerli, ed è così nel fallimento e nell’ottimismo che esce una cifra stilistica al di fuori delle Grandi Band Americane. Ed è così che siamo qui.
Quanta allegoria dentro la tua produzione… quanta irriverenza e quanto senso “punk” anche non avendo più niente di questo stile. Che alla fine non si smette mai di essere punk?
Credo che parlare del punk sia un po’ come parlare dell’amore, più ne parli più sei ridicolo e fallisci. Non ho mai ascoltato musica strettamente ‘punk’ a parte i Sex Pistols da ragazzino; da più grande mi incuriosivano le varie robe post-punk e simili ma anche lì senza mai avere troppo interesse per le ‘scene’ nel loro raggio intero… In generale trovo più piacere nel trovare del ‘chiamiamolo punk’ in musica che ha una sua forma differente, ed è indifferente quale sia il ‘genere’. Non so se ho risposto ma forse sì.
Quanta provocazione c’è nel raccontarsi in questo modo? Quanta provocazione c’è nel costruire improvvisando?
50% provocazione e 50% necessità. Ora… non so se la provocazione genera la necessità o se è il contrario o se le due cose esistono indipendentemente… Di sicuro ormai sono talmente assuefatto a questo modo di fare e di essere che mi sembra tutto molto blando e costruito, quindi per il futuro temo andrà peggio/meglio (meglio?). Andrà diversamente.
Che poi è proprio un messaggio di vita se vuoi: nel tempo che viviamo, la nostra generazione può programmare poco del suo futuro… deve ingegnarsi, improvvisare… l’ho letta anche così o sbaglio?
Secondo me per gran parte delle persone che non hanno parenti ricchi o altro, e anch’io non ho niente di questo, la sola programmazione che possiamo fare sta nella ‘scelta’ all’interno di confini molto rigidi, e di solito non è neanche una scelta nel mondo reale ma è una scelta di come vogliamo reagire e definire quello a cui assistiamo; è una scelta su come vogliamo e riusciamo a sentirci davanti all’ennesimo sopruso, apocalisse, orrore. Detto questo, ogni generazione ha avuto il suo inferno personale; personalmente nell’improvvisazione, nel tentativo, nel fallimento, mi sento di cercare una mia strada percorribile, senza preoccuparmi troppo della destinazione.
Quanti pupazzi… anche questa è una provocazione? E qui l’ho letta come un’allegoria all’omologazione sociale…
È una coincidenza! Mi sono accorto di recente per caso anch’io di questo fatto che ho messo peluche ovunque (copertina, video, anche una copertina di un album precedente) ma giuro che è una coincidenza! Il concept per la copertina dell’album era dare carta bianca all’artista (not399093) togliendomi ogni potere decisionale e chiedendogli anzi di fare qualcosa potenzialmente diverso dal mio gusto, ed è uscita questa foto che aveva fatto a Istanbul. Nel video di Roma ecc. la presenza di Kermit era dovuta in quanto ‘cover’ del video degli LCD Soundsystem. Ovviamente però le coincidenze non esistono e quindi anch’io mi sto dando tutta una serie di interpretazioni… Spero entro il prossimo disco di avere le idee più chiare e di essermi liberato dai pupazzi, fino ad allora la tua spiegazione può essere quella Ufficiale.



