Scusate il ritardo – settembre 2015

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Bobo Rondelli – Come i carnevali (2015 – Picicca Dischi/The Cage)

Bobo Rondelli è sempre il solito guascone impertinente, performer eccezionale che non perde smalto con gli anni e dal vivo entusiasma tanto i profani quanto i suoi più esperti conoscitori: però la sua ultima fatica, Come i carnevali, ci piace meno delle cose fatte in passato. Il suo decimo album in studio offre spunti interessanti – tra tutti, Cielo e Terra, bellissimo racconto dell’amore che nasce, e Nara F. dolente ballata in ricordo di una madre che non c’è più – ma non riesce a rendersi memorabile.

La voce, soprattutto quando si lascia andare alla malinconia, è densa di sentimento e pathos, ma quello che manca in questo disco è un’armonia di fondo, una compattezza necessaria per dare ragion d’essere anche ai pezzi più ironici e rock. Più che di passo falso, possiamo parlare di occasione mancata per lasciare davvero il segno.

 

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M+A – Anyway Milkyway EP (Monotreme)

Due anni dopo These Days, disco che ha vissuto una seconda giovinezza dopo la vittoria del duo romagnolo all’Emerging Talent di Glastonbury, gli M+A si sono ripresentati al pubblico con quattro tracce che mescolano perfettamente pop, elettronica, french house e funky. Do The Shout è la miccia che fa partire il tutto, una melodia killer perfetta per il dancefloor, sopra la quale si intrecciano le voci dei due. Bouncy è una vecchia conoscenza delle esibizioni live, un mid-tempo creato da clap e cassa con sfumature blues. Le altre due tracce si avvalgono di altrettante collaborazioni: il rapper Spank Rock presta la propria voce in Ninja, la traccia più ragionata del disco, mentre Dena è presente in Habes, il brano più smaccatamente pop-house del lotto.
Anyway Milyway in fin dei conti si presenta come un piccolo assaggio dell’evoluzione degli M+A, sempre più immersi (per stile, sound e vocazione) in un contesto europeo a loro più congeniale.

Ascoltalo su Soundcloud.

 

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Sig. Solo & The Superstars – Sexsation (Garrincha)

Dietro al Sig. Solo si nasconde Andrea Cipelli, il tastierista di Dente: uscito lo scorso marzo per Garrincha Dischi, questo sophomore arriva addirittura a sette anni di distanza dal debutto Non C’è Due Senza Te. L’atmosfera del disco è sin da subito piacevole e rilassata, il musicista emiliano non forza mai l’andatura, anzi preferisce tenere il piede alzato dall’acceleratore; ci sono dei ricordi di pop anni ’70, piacevoli, creati da tastiere leggere e spesso impreziositi da fiati che gli danno un’ulteriore eleganza. Una quarantina di minuti che passano tranquilli e leggeri come un fiume calmo d’estate e un album ben prodotto, tranquillo e gradevole.

Ascoltalo su Bandcamp.

 

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Linea 77 – Oh! (INRI)

Un gradito ritorno. Nato dalle ceneri dell’EP, mai prodotto, C’eravamo tanto armati, l’ultimo lavoro della band torinese evidenzia la ricerca degli stilemi hardcore dei primi album. Complice una rivoluzione interna alla band, il nuovo assetto del gruppo mostra gli artigli con pezzi potenti e ritmati (Zero, Caos e Luce) che trattano i temi più urgenti e ricorrenti del quotidiano vivere nel nostro Paese. Non mancano i toni provocatori e autoironici tipici di una band che negli anni ha saputo conquistare palchi prestigiosi anche all’estero e che con questo album punta senza troppi fronzoli su canzoni di facile presa dal vivo.

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Pueblo People – Giving Up On People (SangueDischi – diNotte Records – Flying Kids)

Si è sentito discretamente parlare del power trio milanese nato dalle ceneri di Agatha e Vulturum nel 2012, dal principio si è detto che i tre avrebbero senz’altro fatto strada. E questo si sta rivelando. In questo disco c’è qualcosa di proprio, qualcosa per cui vale la pena parlare di un pieno stile Pueblo People, i richiami ai Dinosaur Jr. e a Neil Young sono palesi ma restano allusioni, una direttiva che si scorge, nient’altro. Una visione estremamente intimistica della musica quella dei tre ragazzi, ognuno dei brani ne da conferma, un insieme di folk e psichedelia che non lascia da parte suoni più accattivanti. Abbiamo di fronte uno di quegli esempi di band che certamente darà non poco filo da torcere a tante altre, una di quelle che già dagli esordi ha chiara ogni tappa che si farà caratteristica del proprio percorso e ne uscirà a testa alta.

Ascoltalo su Bandcamp.

 

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Valuna – Non Piove Ma E’ Come Se (Lafine – Sciroppo Dischi)

Primo grande step per la band di Frosinone. Un miscuglio interessantissimo di suoni, dal post-rock “classico”, ipnotico, quello del trittico Mogwai-Godspeed You!Black Emperor- Explosion In The Sky, al noise con tanto di fischi e cantato violento dei primi Verdena e compagnia bella. Di Non piove Ma E’ Come Se non sono tanto i testi a restare impressi in mente (semplici ma comunque molto evocativi), ascoltandolo tira fuori tutta la rabbia repressa, è un caso di quelli in cui starsene soli ad ascoltare la pioggia dalla finestra non diventa così male. Ogni brano si fa esempio del viaggio introspettivo che bisognerebbe intraprendere ogni tanto nella vita.

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