Gazebo Penguins @ Circolo Kessel, Cavriago (RE), 11/01/2020

Il loro quarto album, Nebbia, ha ormai tre anni, ma i Gazebo Penguins stanno lavorando per dargli un seguito: nel frattempo, però, la band reggiana torna on the road per un nuovo tour.

Il gruppo di Correggio, infatti, vuole celebrare un traguardo importante, vale a dire i quindici anni di attività con ben quindici concerti in cui suonerà quindici canzoni prese da tutti i lavori della sua carriera.

La prima serata è quasi casalinga perché gli emiliani stasera suonano al Circolo Kessel, delizioso club Arci di Cavriago, piccola cittadina a poca distanza da Reggio Emilia: la curiosità verso la band capitanata da Capra è piuttosto alta come dimostra il buon numero di fan stasera nella sala del Kessel e la maggior parte dei presenti ha un’età piuttosto giovane, segno che la musica della band correggese ha saputo avere un impatto importante anche sulle nuove generazioni.

Considerazioni a parte, quando, verso le undici e quarto, il trio reggiano, accompagnato come al solito dal sempre bravo Daniele Rossi alla seconda chitarra, sale sul palco, l’entusiasmo è subito elevato.

E’ Bismantova, estratto dal recente Nebbia, ad aprire i giochi oggi: dopo un intro strumentale molto atmosferico, nessuno riesce a fermare la grinta emo-punk di Malavasi e compagni, che regalano i primi momenti di eccitazione della serata ai propri fan.

L’adrenalina continua anche nella successiva Nebbia, malinconica e dalle ottime melodie, e procede con la rabbia punk di Casa Dei Miei.

Ricordando che l’album da cui è estratta la prossima canzone, ovvero il loro primo LP, The Name Is Not The Named (2008), ha la stessa età di sua figlia, Capra introduce Mary Mongò Used To Call Me Igino: se l’intensità non accenna a diminuire, ci stupiamo, invece, per l’emotività dei vocals del musicista reggiano e, dopo l’ennesimo violento attacco punk, il brano si chiude con atmosfere post-rock che non ci saremmo aspettati.

Incendiaria e distruttiva la successiva Cinghiale ci mostra il lato più cattivo dei Gazebo Penguins, che non fanno fatica a scatenare l’ennesimo pogo della serata.

Si pesca dagli albori della storia del gruppo reggiano con Comodino Whattafuck?, estratta dal loro primo EP, Invasion! del 2007, mentre la violenza punk non viene a mancare nemmeno per un secondo.

Piuttosto Bene ci dà l’illusione per qualche attimo che le cose si siano calmate, ma appunto era solo un miraggio perché la crescita è dietro all’angolo e la band correggese vira ben presto verso duri e pesante lidi emo-punk; la conclusiva Pioggia, infine, parte con un lungo intro di synth dalle atmosfere particolari prima di diventare più potente, ma non perde comunque un briciolo di emotività.

Settantacinque minuti che ci ricordano quanto i Gazebo Penguins ci abbiano fatto divertire regalando scosse di elevata intensità, ma gli emiliani hanno anche saputo scrivere momenti dal forte impatto emotivo: la serata è sicuramente segnata da un po’ di nostalgia e di malinconia, ma ci lascia comunque ottime sensazioni e fantastici ricordi.

Gazebo Penguins Setlist Circolo Kessel, Cavriago, Italy 2020, 15 Anni, 15 Date

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