Nicolò Carnesi – Ho Una Galassia Nell’Armadio
PROTAGONISTI: la prima notizia di rilievo è che Nicolò Carnesi, giovane musicista palermitano, ha suonato strumento per strumento tutte le tracce di ‘Ho una Galassia nell’Armadio’, salvo qualche mirata collaborazione importante. In ordine sparso gli ospiti sono Tommaso Colliva che è anche produttore dell’intero lavoro, i due Selton Daniel Plentz (percussioni) e Eduardo Dechtiar (basso), gli archi di Rodrigo D’Erasmo, la chitarra di Roberto Angelini, Angelo Trabace al pianoforte e Antonio Di Martino anche lui al basso.
SEGNI PARTICOLARI: son passati due anni dall’esordio ‘Gli eroi non escono il sabato’ (2012 – Disastro/Malintenti) che conteneva le quattro tracce del fortunato EP ‘Ho poca fantasia’ e un bel po’ di inediti, tra cui ‘Mi Sono Perso A Zanzibar’ con il collega Dario Brunori. In due anni, Nicolò Carnesi è passato da localini e pub semivuoti a suonare nei maggiori club d’Italia. Esemplare in questo senso la chiusura del tour al Locomotiv di Bologna (9 marzo 2013) con una grandissima festa che ha visto sul palco Dente, Brunori e Oratio. In questi due anni, Nicolò Carnesi è diventato uno dei nomi piì interessanti nel panorama musicale della penisola.
INGREDIENTI: bastano i primi quindici secondi di ‘Ho una galassia nell’armadio‘ title-track e prima canzone dell’album, per accorgersi di avere tra le mani qualcosa di importante. Un po’ per il primo verso, ‘paracaduti di piombo‘ che offre subito un’immagine parecchio apprezzabile, un po’ perchà© un inizio psichedelico non te lo aspetti per quanto la cover del disco potrebbe farlo immaginare. L’attitudine cantautoriale c’è, abbiamo di fronte un artista che ci apre il piccolo armadio di camera sua. Ma dentro, a sorpresa, non troviamo una chitarrina acustica con ballate d’altri tempi: dentro c’è una galassia colorata, rumorosa e movimentata. Con piacere ci troviamo ad ascoltare qualcosa di molto intimo miscelato con un travolgente brit-pop e un ampio uso dell’elettronica.
DENSITÀ DI QUALITÀ: i suoni sono molto piì puliti rispetto al primo disco e anche il set di strumenti utilizzato è notevolmente piì ampio. Merito della produzione di Colliva, certo, ma anche di una crescita musicale evidente da parte di Nicolò, che si è preso la responsabilità di suonare quasi da solo tutto l’album. Anche questa scelta rafforza la dimensione profondamente personale di ‘Ho una galassia nell’armadio’ che viene poi confermata dai testi.
La dichiarazione d’amore ‘Il Disegno‘ è bella per il giro di basso new wave anni ’80, ma al posto di un’atmosfera dark-punk il resto è un suono estivo à la Karibean (purtroppo da poco sciolti). àˆ interessante anche lo sviluppo del testo: dal creare disegni raccontato nella strofa iniziale ‘disegno per te un viaggio per quelli che non farai / disegno per te un amore per quello che non avrai‘ si passa al processo inverso, l’atto di cancellare, che dal ritornello in poi ‘disegno anche te / ma non so disegnare / quindi tutto mi riesce male / forse è meglio cancellare‘ caratterizza la seconda strofa e il finale della canzone ‘cancello anche me / che riesco sempre male / perdo la gomma e tutto rimane / butto la carta / comincio a volare‘.
Convincente sui due aspetti, testuale e strumentale, è anche ‘La grande fuga di Alberto‘ dove si sviluppa un argomento portante di ‘Ho una galassia nell’armadio’, la fisica quantistica. O meglio, l’interesse di Carnesi per la fisica quantistica, che gli è da ispirazione per una serie di metafore che esprimono un dualismo presente in molte tracce: un mondo macroscopico opposto ad un mondo microscopico che è governato da leggi diverse, quelle appunto della fisica quantistica. Proprio come le due prospettive antitetiche dei personaggi descritti in ‘Numeri‘: ‘io vedo solo cieli grigi / tu ti abbronzi con le nuvole‘. C’è invece molto Carnesi degli esordi nel testo, nella linea vocale e nell’ironia di ‘Proverbiale‘. Anche qui, l’impianto musicale è invece molto piì variegato.
Di solito non amo fare accostamenti e somiglianze se non sono funzionali, ma ‘Illuminati‘ due parole a riguardo le merita: chitarra slide di Roberto Angelini che introduce un urlato à la Vasco Brondi, mentre il ritornello cantato in falsetto scomoda invece nomi internazionali, da Justin Vernon al Chris Martin di ‘Midnight’. In ‘Gli Eroi Non Escono il Sabato‘, penultima traccia dell’album, torna a farsi sentire l’elettronica mentre chiude la track-list il singolo ‘La Rotazione‘, un inno alla speranza come l’ha definito Carnesi stesso e già presente su youtube con un video girato da Manuela Di Pisa.
Moltissime influenze vanno a comporre il disco e mostrano l’abilità di un cantautore nostrano di confezionare dieci ottime canzoni pop in un lavoro denso e originale. Quando esce un album così, verrebbe quasi da festeggiare.
VELOCITÀ: il disco scorre a un ritmo sorprendente.
IL TESTO: “poi uso troppo gli addii / forse per paura di riceverli” da ‘Numeri‘
LA DICHIARAZIONE: “Nella fisica esiste un dualismo di fondo: il mondo macroscopico è ordinato da leggi che funzionano in un certo modo, mentre quello microscopico, la materia, funziona in tutt’altra maniera e risponde alle leggi della fisica quantistica. Un collegamento tra questi mondi potrebbe essere l’inizio di una possibile comprensione del tutto.” da un’intervista a Rockit.it (Febbraio 2014)
UN ASSAGGIO ‘Ho Una Galassia Nell’Armadio’
IL SITO: Facebook – Nicolò Carnesi



