Budavari – EPfauno

GENERE: progressive rock, musica classica

PROTAGONISTI: Alessandro Re (tastiera, chitarra, sassofono), Giacomo Servi (basso, sintetizzatore), Andrea Todisco (chitarra), Elia Zenoni (batteria, xilofono).

SEGNI PARTICOLARI: Imre Budavari, storico centroboa del Vasas, squadra di pallanuoto ungherese, presta il suo nome a questo quartetto milanese. La citazione é di origine morettiana: l’atleta interpreta se stesso in Palombella Rossa, film-manifesto della comicità demenziale e supponente di Nanni Moretti.

INGREDIENTI: la musica dei Budavari é la musica del caos. Milioni di suoni, atmosfere, influenze, tutto viene impunemente mescolato insieme senza un apparente criterio. Tempi dispari e spezzati tipicamente prog, melodie baroccheggianti di richiamo classico (si veda ‘Kazan‘, che sembra uscito dal clavicembalo di Mozart), accelerazioni rock ‘n’ roll. E’ impossibile ridurre ‘Epfauno’ a un genere specifico; i Budavari centrifugano ogni possibile forma e linguaggio, compilando una breve summa di tutto quello che negli ultimi due millenni é stato definito “musica”. Il linguaggio espressivo di questi quattro ragazzi milanesi é nuovo, piacevole ed articolato, frutto di un’evidente ricerca stilistica e teorica su quello che significa oggi comporre musica.

DENSITA’ DI QUALITA’: i Budavari sono ragazzi giovani, ma, con queste 4 mini suites dimostrano già di possedere una notevole maturità compositiva, che tocca punte di vero e proprio virtuosismo in pezzi come la già citata ‘Kazan‘, con quella melodia dal vago sapore orientale che si stampa in testa e non ne esce più. La tavolozza espressiva dei Budavari é veramente sterminata e in queste quattro brevi composizioni viene mostrata in tutta la sua caleidoscopica varietà . Poco importa che la produzione sia poco curata (il disco é stato registrato con pochi mezzi e si sente) o che ci siano ancora alcune imperfezioni tecniche qua e là : il risultato é comunque strepitoso. La musica totale dei Budavari é frutto di ricerca, dedizione e studio, un lavoro che merita un auditorium adeguato e un’orchestra completa per essere gustato al meglio ma che, al contempo, dimostra una vitalità e una freschezza sconosciute ai più blasonati indie-rocker della scena milanese. Visioni di mondi lontanissimi ed esotici vengono dipinte con grazia ed ironia da sintetizzatori giocosi e al contempo malinconici (si pensi ad ‘Hawaii‘), piccoli mosaici sonori tenuti insieme da ritmi incalzanti e da onnipresenti pianoforti che donano una grandeur esagerata e volutamente grottesca. E’ impossibile prendere sul serio questi pastiches strumentali (scherzosi a partire dai titoli delle canzoni, come “Phowno” o “Bachanale n°2″ neologismi nella sempre viva lingua del non-senso), ma é anche impossibile restare indifferenti di fronte a questo Ep così breve eppure così monumentale, così imperfetto eppure così audace. E’ questa la musica totale del terzo millennio?

VELOCITA’: 4 canzoni 4. Il disco fisico contiene anche una ghost-track, ma ce ne sono poche copie. Fate in fretta!

IL TESTO: n/a

LA DICHIARAZIONE: a quanto sembra, i Budavari non hanno nulla da dichiarare

UN ASSAGGIO ‘Kazan’

IL SITO: Pagina Facebook dei Budavari

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