Did – Bad Boys
GENERE: electro-pop
PROTAGONISTI: nati come four-piece band, ora i DID si sono dimezzati: sono rimasti solo i due cattivi ragazzi, Andrea Prato e Guido Savini.
SEGNI PARTICOLARI: i Did sono una realtà torinese risalente ai primi anni zero, che viene alla luce nel 2008 con la release ‘Ask U 2’ per Kirsten’s Postcards, e la successiva pubblicazione di un secondo Ep formato da 4 pezzi, ‘Time For Shopping’, l’anno successivo per Circolo Forestieri Label. Nello stesso anno i quattro piemontesi (la precedente formazione, ndr.) entrano nel roster dell’etichetta mantovana Foolica, la quale decide di dare alle stampe il loro debut-album, ‘Kumar Solarium’, nel quale vengono esaminate più declinazioni del punk-funk, risultando un punto d’incontro tra la vecchia scuola anni ’70 capitanata dai Gang Of Four e le sonorità contemporanee più vicine alle tendenze danzereccie à la !!!. Intercorreranno tre anni di silenzio artistico tra questo lavoro e ‘Belong To You EP’, una grande dimostrazione di personalità nella quale é riscontrabile un primo tentativo da parte dei torinesi di esularsi dall’approccio meramente punk-funk del predecessore. Un percorso che riprenderanno Prato e Savini per ‘Bad Boys’, disco la cui gestazione é durata quasi quattro anni, in quanto gli undici brani presenti nel full-length sono stati scritti quasi a ridosso di ‘Kumar Solarium’ mentre i DID erano impegnati in una tournée per l’Europa. I DID infatti hanno saputo farsi conoscere anche al di fuori dei confini nazionali: il brano di apertura di ‘Kumar Solarium’ (‘Hello Hello’) é stato il primo a circolare all’estero, distribuito in Regno Unito in formato 7″ con il remix di ‘Another Pusher’ prodotta dagli acclamatissimi These New Puritans, e in seguito l’album, grazie alla collaborazione con Saboteur Records, é riuscito a fare il giro del mondo. Una notorietà che li porta sui palchi di Austria, Germania, Svezia, Turchia e Slovenia, dove, in quest’ultimo caso, hanno condiviso lo stage con niente meno che gli MGMT.
INGREDIENTI: “[…] abbiamo deciso di andarci giù pesante e abbiamo fatto il disco meno italiano possibile pur decidendo di farlo uscire prevalentemente nel nostro paese“. Ed é così, in ‘Bad Boys’ compenetrano stili e influenze diverse, una formula poliedrica che fa risultare questo full-length coraggioso e innovativo. ‘Bad Boys’ é infatti un disco meticcio, che fa tesoro di tutta l’esperienza fatta dal duo: permane l’impronta punk-funk e new wave del suo predecessore, le esoticherie e la solarità alla Vampire Weekend, ma in questo lavoro i due ragazzi vanno ad indagare una gamma di nuove soluzioni, come l’hip-hop.
Un album pop che non suona come tale, il quale si allontana dai deliri ritmici del debut per costituire un sound più adulto, in cui la passata vena funk si amalgama all’elettronica mentre chitarre delay-iate e cantati acuti e vocoderizzati fanno da leitmotiv.
DENSITA’ DI QUALITA’: ‘Bad Boys’ recupera dal passato due brani già presenti in ‘Belong To You EP’, ossia la title-track e ‘Voci Pazze‘. ‘Belong To You‘, la quale vanta l’importante collaborazione della band post-punk Liquid Liquid, irretisce con il suo ritmo funkeggiante e la sua linearità pop mentre ‘Voci Pazze‘ riproduce un clima d’Oltremanica. Ad indagare su nuove soluzioni sono sicuramente le due tracce collocate tra i due interlude, ossia il singolo di lancio, ‘MVP‘ (nella quale mette mano anche Daniele Mana, in arte Vaghe Stelle, uno dei talenti del panorama dell’elettronica italiana) e la trasognante ‘Coin Slot‘, le quali presentano un’accentuata batteria sintetica dalla metrica hip-hop. L’altro singolo proposto, antecedente alla release dell’album, é invece ‘Second Chance‘, un pezzo psych/dream-pop chiuso da luminosi giri di chitarra. Tuttavia l’album é un esplosione di colori, suoni e voci, e ci si sposta dagli africanismi di ‘You Read Me‘ all’outro senza avvedersi; congedo affidato a ‘All We Desire Slightly Happens‘, una conclusione celestiale e mid-tempo che sembra uscita da un lavoro degli Animal Collective.
Insomma, ‘Bad Boys’ ha un identità forte, che si sradica definitivamente dalla tradizione indie italiana per elevarsi ad una dimensione internazionale, risultando un sophomore ben congegnato che avvalora la maturità dei due artisti torinesi.
VELOCITA’: 11 tracce per quasi 34 minuti di lunghezza.
IL TESTO: “People all around are scaring me, scaring me but they are the ones for me” da ‘Belong To You‘
LA DICHIARAZIONE: “Siamo una ex band punk che si é messa a fare pop in modo punk, tutto il disco parte da questo presupposto. Ci abbiamo messo 4 anni, l’abbiamo scritto e registrato in giro per mezza europa, alcune take a sono state fatte con il registratore di memo dell’iphone, addirittura alcune take di voce sono le originali, nel senso che nell’istante in cui la voce é stata ideata é stata subito catturata in registrazione e buttata sul disco, ne risentirà la qualità ma in questo modo viene fuori molto più spontanea. In fondo quando entri in studio per registrare una voce che hai scritto 2 anni prima diventi la cover band di te stesso. Questo é di sicuro il primo motivo per cui abbiamo chiamato il disco Bad Boys.” dal comunicato stampa
UN ASSAGGIO Voci Pazze
IL SITO: did-badboys.com



