Wolther Goes Stranger – Love Can’t Talk
PROTAGONISTI: Luca Mazzieri (voce ed “altro”), Massimo “Colla” Colucci (trapano, latta e rullo) e Linda “Bru” Brusiani (voce femminile), con la partecipazione di Stefano Cristi (sessioni di sax)
SEGNI PARTICOLARI: ‘Love can’t talk’ è il primo album dei Wolther Goes Strager, trio modenese che ha alla testa Luca Mazzieri, chitarra e “partito maggioritario di tatuaggi” degli A classic Education; il disco è da loro stessi definito bizzarro come l’amore. Nelle poche tracce il fil rouge è la sensualità riverberata dalle voci poliglotte ora maschile ora femminile, in una amalgama di elettropop. A fare da cornice all’album è l’etichetta con cui escono, la Barberia è, come dice lo stesso nome, una piccola bottega artigiana che ha scelto di promuovere i Wolther con un EP ‘Lovely Boy’ fatto uscire anche in tiratura limitata di 100 musicassette)
INGREDIENTI: su uno sfondo composto da una pop-elettronica che ricorda tanto gli anni novanta, si inseriscono chitarre shoegaze, seghe circolari (sì proprio loro #1), trapani (sì proprio loro #2), contenitori vuoti di latta (sì proprio loro #3) e a coronare il tutto una batteria neubatiana (da Einstürzende Neubauten gruppo industrial degli anni 80, per gli analfabeti come me). Tanti rumori, tanto futurismo musicale per piantare per bene i piedi sul cosiddetto dancefloor.
DENSITA’ DI QUALITA’: si avverte una fortissima dicotomia tra ciò che viene proposto all’ascoltatore in forma scritta (la press page per intenderci) e l’album stesso. L’altisonanza delle parole crea l’illusione di essere in procinto d’ascoltare, oltre che un disco sofferto nella composizione (vero dato il lungo work in progress) anche denso, carico di pathos, finemente perfezionato e non scontato.
I Wolther Goes Stranger hanno apparecchiato la tavola di tutto punto: bella presentazione, l’attesa dell’esordio c’era. Mazzieri con gli A Classic Education ha fatto grandi cose, per di più ci sono nomi altisonanti come Alessandro Raina (Amor Fou) che ha scritto ‘I’m sorry‘ nonché Federico Fiumani. Quest’ultimo ha voluto ricambiare la profonda stima che Mazzieri ha per lui, prestando la propria voce in ‘Sometimes‘. Insomma questo album porta su di sé non poche aspettative. Una volta ascoltate tutte e nove le tracce scatta la dicotomia, dov’è l’amore? Cosa c’è oltre alla sensualità ? Gli originali strumenti che ruolo hanno? Raina in una canzone dal titolo ‘I’m Sorry‘ in un album che suona d’amore è possibile che scriva questo: “Un animale non si morde mai/ i’m sorry/i’m sorry again/intanto armiamoci non si mai“?
I Wolther Goes Stranger sono una promessa interessante, ma forse di elettropop ne abbiamo avuto abbastanza il secolo scorso, c’è da rimarcare che sono nove tracce eleganti e lo sforzo di avere un quid in più c’è e si sente. Rimane in testa un loro pensiero riguardo all’amore, secondo cui “comprenderne i meccanismi è ben diverso” e forse anche della musica a lui legata.
VELOCITA’: nove tracce che scorrono tranquilli a ritmo della più classica delle drum machine
IL TESTO: “si sa/ a volte può succedere che/ la bocca scivoli su di me/ e ti chiedi se si sposterà ” da ‘Sometimes‘
LA DICHIARAZIONE: “Ci sono voluti quelli di Luca, di Massimo e di Linda, quelli degli ospiti di questo disco, oltre alle macchine di Davide Cristiani per catturare il suono e quelle di Andrea Suriani per mixarlo e masterizzarlo. Il risultato è elegante e trascinante allo stesso tempo, è un battito continuo sottopelle. Un battito che non parla, ma che si fa sentire.“ dal presskit.
UN ASSAGGIO: I’m Sorry
IL SITO: Wolther Goes Stranger



