Francesca Lago – Mirrors against the sun
PROTAGONISTI: Francesca Lago, Zeno Gabaglio,Leziero Rescigno, Max Lotti
SEGNI PARTICOLARI: terzo lavoro per Francesca Lago che si ripresenta con dieci canzoni di diverso spessore e profondità, in compagnia di musicisti di tutto rispetto.
INGREDIENTI: Siberian Dream Map, il suo ultimo lavoro del 2011, era stato un vero fulmine nel panorama del cantautorato rock. Pur avendo molte caratteristiche in comune con altri progetti simili, il lavoro di Francesca Lago era stato qualcosa di diverso: più intenso e più vissuto: lo si poteva considerare un punto di riferimento.
Mirrors against the sun non ardisce a tanto. Pur essendo allo stesso tempo crudo e raffinato, totalmente fuori dagli schemi, non riesce e sembra non volere essere così decisivo. Sarà che Leziero Rescigno (ex Amor Fou) non sbaglia un colpo in fatto di cantautorato (vedi Barbara Cavaleri, Mauro Ermanno Giovanardi) ma anche qui, dà un apporto monumentale alla ritmica e ai suoni . Già dalla cadenzata Where do we go si segna il solco su cui si muoverà l’intero album: psichedelia, new wave, rock e noise. Ogni traccia racconta qualcosa e di volta in volta ci si ritrova a visitare i luoghi cari ai Peter Kernel meno estremi o ai Blonde Redhead (più ispirati) di qualche anno fa.
Non mancano gli episodi più malinconici (Out in the blue) o meditativi (la pianistica DNA o la lenta New Song) che il violoncello di Zeno Gabaglio, voci sovrapposte, suoni fuori dal tempo e atmosfere rarefatte, danno un senso alle parole che Francesca è capace tanto di sussurrare quanto di urlare. Tra i diversi mondi a cui si viene introdotti c’è The desert un episodio sognante e lontano, che esplode in un finale dilaniante dando, più di altri brani, il senso a tutto il lavoro: si alternano potenza e profondità, senza veramente prevalere l’una sull’altra, è forse questa la vera forza del disco.
DENSITÀ DI QUALITÀ: la cantautrice milanese (ormai a Lugano da anni) dimostra che le diverse anime che si annidano dentro di noi non sono mai sole e isolate ma spesso si sovrappongono dando una sensazione di discontinuità continua: del resto, la vita (vera) non è così?
VELOCITÀ: Discontinua: dal nervoso al sognante.
IL TESTO: “where do we go / tell me a story while the sun / is setting low / at dusk we float / I’ll hear your story while the sun / is setting low” da Where do we go.
LA DICHIARAZIONE:“…nel deserto, qui sembra non succedere nulla. E’ necessario affinare lo sguardo ed acuire la propria sensibilità per percepire ogni segnale che possa aiutarci a comprendere le regole di vita di questo nuovo luogo. La lingua è la nostra ma non si capisce il senso di quanto ci viene detto, allo stesso tempo bisogna attenersi ai compiti dati, perché questo ci salverà la vita…” dal commento traccia per traccia di The desert su DLSO .




Caro Raffaele, sono Max Lotti, ho registrato il disco di Francesca Lago. Vorrei chiederti per cortesia di documentarti sui credits di un album prima di fare una recensione : ” ma anche qui, insieme a Alessandro Gabini, dà un apporto monumentale alla ritmica e ai suoni ”
Non è vero. Alessandro Gabini in questo disco non ha suonato una nota.
Scusa ma è doveroso.
Grazie per la tua attenzione.
corretto è stato un refuso, grazie