SoundRights: dalla richiesta al permesso, la gestione delle licenze per gli eventi musicali diventa digitale
Trattando di musica indipendente, siamo sempre molto interessati a tutto ciò che riguarda i concerti di piccole dimensioni, spesso organizzati da appassionati che, rispetto alle realtà più consolidate, rischiano di dover affrontare qualche difficoltà negli aspetti legati alla burocrazia, che, come sappiamo, in Italia non fa sconti a nessuno. Siamo, quindi, molto contenti di aver appreso dell’esistenza della app di cui parliamo qui sotto e riteniamo molto utile diffondere il più possibile la conoscenza di questa possibilità, convinti che possa rivelarsi utile per rendere meno problematica l’organizzazione dei concerti che ci piacciono tanto.
Ridurre a pochi passaggi la richiesta delle autorizzazioni necessarie per utilizzare musica durante un evento. La rivoluzione è SoundRights, un’app che nasce proprio con questo obiettivo e porta in Italia un modello di Licensing Automation Platform dedicato alla gestione delle licenze musicali. A firma di Simone Prandin, produttore musicale con profonda conoscenza del settore, e Fabiano Buongiovanni, imprenditore seriale e fondatore del venture builder Pley Ventures, SoundRights parte dalle informazioni sull’evento: tipologia, luogo, data, orario e modalità di utilizzo della musica. Sulla base dei dati inseriti, il sistema individua le licenze da richiedere e avvia le relative pratiche presso le collecting, concentrando l’intero procedimento all’interno della stessa piattaforma.
«Siamo partiti da pochi mesi e abbiamo già gestito quasi 1.000 licenze su quasi 700 eventi, ma c’è un elemento importante da considerare: finora abbiamo gestito esclusivamente eventi privati, che rappresentano oggi l’unica tipologia disponibile in piattaforma. Da settembre allargheremo il perimetro agli eventi negli esercizi pubblici e nelle strutture ricettive, gli eventi aziendali, gli eventi di piazza e la musica d’ambiente. Quindi sì, abbiamo trovato dei bug, come è normale che accada quando una tecnologia così complessa viene messa nelle mani degli utenti e confrontata con situazioni reali. Ma la cosa interessante è che i bug informatici sono probabilmente la parte più semplice da risolvere. Quello che ci interessa di più sono i casi in cui l’utilizzo reale ci fa scoprire che una nostra ipotesi può essere migliorata, che una casistica non era stata interpretata nel modo migliore o che un passaggio può essere reso ancora più semplice. Ogni richiesta che gestiamo, ogni operatore con cui lavoriamo e ogni interlocutore con cui ci confrontiamo ci permette di aumentare il patrimonio di conoscenza della piattaforma e alzare l’asticella del livello d’innovazione tecnologica che portiamo sul mercato. La nostra ambizione non è costruire un’infrastruttura capace di imparare, adattarsi ed evolvere insieme al mercato e alle sue regole». Fabiano Buongiovanni , Co-Founder & CEO
Il progetto si rivolge sia ai privati sia alle imprese e agli operatori professionali: dagli organizzatori di eventi ai wedding planner, fino a locali, hotel, ristoranti e attività commerciali. Per chi gestisce numerosi appuntamenti durante l’anno, le richieste possono inoltre essere conservate e amministrate attraverso lo stesso account. Al centro resta un’esigenza molto concreta: ridurre errori, tempi e frammentazione di un sistema nel quale stabilire quali autorizzazioni siano necessarie può rappresentare già di per sé una parte consistente del lavoro.
«Oggi ci rivolgiamo principalmente al settore musicale ma non perché pensiamo che il problema che stiamo affrontando appartenga esclusivamente alla musica. La musica è il nostro punto di partenza perché è qui che abbiamo scelto di entrare in profondità, fino a comprenderne gli ingranaggi, le inefficienze e le dinamiche che stanno alla base del sistema. Ma quello che stiamo costruendo è, in realtà, un modello più generale: un’infrastruttura capace di prendere una complessità normativa e amministrativa che oggi richiede competenze specialistiche, interpretarla e trasformarla in un’esperienza semplice, guidata e accessibile. Se ci riusciremo nella musica, sarà interessante capire quanto questo paradigma possa essere trasferito ad altri ambiti del diritto d’autore e, più in generale, ad altri sistemi nei quali la complessità delle regole è diventata una barriera per chi dovrebbe semplicemente poterle rispettare. Non stiamo quindi cercando un altro settore in cui portare SoundRights. Stiamo cercando di capire fin dove può arrivare il modello che stiamo costruendo. Ma oggi abbiamo ancora molto da fare nella musica. E preferiamo dimostrare prima di tutto che qui possiamo davvero cambiare qualcosa». Fabiano Buongiovanni , Co-Founder & CEO




