Interview: Sachertorte.

Sachertorte è  l’utimo progetto di Angelo Sava. A gennaio è uscito l’ep Venus de milo. Abbandoniamo l’atmosfera intima e intimista a cui eravamo abituati e apriamoci a scenari suburbani notturni. Post punk in cui l’elettronica domina e la fa da padrona, ed è un attimo che ci troviamo in un club berlinesi a ballare con luci a neon. Abbiamo contattato Angelo per saperne di più. Buona lettura!

Ciao Angelo! Bentrovato sulle nostre pagine. E’ passato un po’ di tempo: il tuo omonimo progetto solista, it’s raining cats and dogs, Toxoplasmosi e ora questa nuova cretura Sachertorte. Dicci, come è nato?


Nel 2023 ho “omonimamente” pubblicato  “Una Piccola Morte”, un disco con la stessa linea dinastica del predecessore “Postumo”, ovvero un capitolo figlio della necessità di espressione, ma che allo stesso tempo non ha sfiorato nemmeno lontanamente la dimensione Live, quasi volutamente ho protetto il disco dall’eventualità di metter su un setup che non stava nascendo nelle migliori delle intenzioni da parte di chi avrebbe fatto parte attivamente della carovana, e allora li credo sia scattato qualcosa dentro di me. Da tempo ero impegnato nella distruzione del mio ego e credo che da quel momento in poi le ultime rovine siano state decimate e pian piano ho incominciato a scrivere non curandomi più dell’opinione altrui, ma con l’unico fine il divertirmi, cercando nuove abitudini di scrittura. Gianluca Modica ( già Kiša e Ofelia Dorme) ha sposato la causa e dalla scorsa estate abbiamo incominciato a provare nella factory di After Glow, Saro Firrincieli ci ha ospitato nel suo studio e li sono partiti tanti processi.

Ho conosciuto un Angelo Sava più introspettivo e intimo, sia nei testi che nei suoni. Sachertorte è un duo che può definirsi post punk per il mood, che strizza l’occhio alla synth wave, all’ebm. Suoni sintetici. Atmosfere da club berlinese. Ti sentivi rinchiuso? Sentivi la necessità di un cambiamento? Un’apertura? Cosa ti ha portato qui e ora? Convivono ancora queste due anime?
Sono una persona molto sola e per quanto questo a tratti sia un corto circuito nei miei rapporti umani, è un balsamo potentissimo per la scrittura. Senza l’ego di mezzo, tanti scenari che un tempo avrei raccontato nei pezzi, si sono dati nella nebbia. Quello che ne è rimasto è una nostalgia figlia di un neon a gas/argon un pò Wong Kar-Wai, quando sono in fase di scrittura mi piace pensare a Maxi Jazz in vestaglia rossa che fissa un ford transit cappottarsi davanti a se. Non vi è luogo più influente di ambizioni personali.  

A gennaio è uscito il vostro ep Venus de milo. Quattro tracce godevolissime in cui si spazia dalle atmosfere maliconiche con sfondo suburbano (Venus de milo opener; Words in chiusura) a contesti più tirati (penso a the Hail forgave us, a metà del pezzo parte bello dritto e si salvi chi può e anche Schwarz  è bella sincopata). Come mai la scelta di un ep e non di un disco?
Con Gianluca Modica ci confrontiamo quotidianamente per quello che riguarda le modalità di erogazione dei pezzi, un disco potrebbe essere pronto presto. Schwarz, per esempio, farà parte di un uscita futura e all’oggi è fruibile solo tramite videoclip o nel gruppo telegram che teniamo aggiornato per i più affezionati. I Sachertorte sono completamente Diy, autonomamente facciamo tutto e quindi possiamo decidere liberamente come dosare le tracce una volta scritte, per ora abbiamo scelto il flusso contenuto, in futuro vedremo. 

Tre aggettivi per descrivere Venus de milo.
Mucoso, Malinconico, Mistico

Grazie!  A presto!

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