I Fading Into Silence: parlando di “Woman On My Mind”

Dove il metalcore diventa qui linguaggio primario, ma è un “metallo vissuto”, cicatrici e pochi rancori, contaminazioni e lontane radici che oggi si emancipano e diventano consapevolezza. E poi i palchi e i suoni di questo nuovo disco firmato dalla produzione di Federico Ascari. E sono classiche le soluzioni che ci riportano ai grandi cliché del genere, rivedendo da vicino gli Evanescence e compagnia cantando, fortissimi i qui presenti Fadig into Silece che sfoggiano anche una sicura dinamica vocale quando doverosamente devono recarsi “ai piani alti”. Eccolo “Woman On My Mind” che dimostra anche di saper spaziare leggero dentro derive più accomodanti come la title track che cala sul tavolo una romantica veduta pop (dal retrogusto inglese) con tanto di drilling a dialogare con i tempi (quasi) moderni.

E persino la successiva “All that I Know” sembra uscire tantissimo dai binari di questo metallo ruvido: potendo, il pop diviene persino più accomodante nell’ottima produzione che fiero di un mix visionario, cinematografico anche. E poi “Decay”che rimette in chiaro ogni cosa: diviene epica, cinamotgrafica, rivelatrice la voce – che a tratti si mescola e sprofonda doverosamente nel mix di queste pareti di solennità distorta. E volendo unire a se questi mondi, dalle melodie pulite alle casse dalla punta velenosa, le sospensioni evocative da una parte e, dall’altra, muraglioni invalicabili di suoni che non lasciano spazio a contraddittori, allora arriva la chiusa con un brano dal titolo “Beneath the Love” a far da sintesi a tutto questo. Un disco pregno di spunti e di grandi route percorse dal finire degli anni ’90. Ottima produzione…

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