Interview: Maple Death Records

Maple Death Records è una neonata etichetta indipendente italiana ideata da Jonathan Clancy (His Clancyness / Locusta Booking); in questo brevissimo periodo di vita è stata capace di attirare l’attenzione dei media e del pubblico con due uscite: lo split Havah + His Electro Blue Voice su LP 12” verde trasparente e la cassetta gialla del debutto discografico di Stromboli. Abbiamo contattato Jonathan per una breve intervista e per cercare di capire le dinamiche di questa interessantissima realtà italiana con stile internazionale.

 

Ciao Jonathan, com’è nata l’idea di formare un etichetta? È stata una scelta dettata da qualche esigenza particolare?

Sono dieci anni che la sogno e me la immagino in testa. Ho sempre pensato che sarebbe una cosa che avrei fatto, mi piace l’idea di poter gestire la propria musica al 100%. Anni fa dovevo stampare il debutto di Stefano Pilia, poi per colpa mia la cosa non si concretizzò mai. Ora eccomi qua.

Maple Death Records è un nome particolare, mi ha incuriosito fin da subito, ha un significato specifico?

È una metafora sulla mia vita, sono un canadese che vive qua da tantissimi anni e mi sento ovviamente anche italiano, pian piano l’acero che è in me sta morendo. Ovviamente scherzo, ma mi piaceva il suono, l’accostamento delle parole, il fatto che suonasse cattivo e scuro, ma se poi pensi realmente a cosa è, si rivela innocuo. Se vedi il logo ha un elemento anche fumettoso.

Di cosa ti occupi praticamente all’ interno della label, hai qualche “socio” che ti aiuta?

Di tutto. Poi ovviamente ci sono amici che aiutano sulla parte grafica e cose di questo tipo. Da poco c’è anche un ragazzo Michele che mi dà una mano soprattutto sulla promo in Italia.

Ho avuto il piacere di ascoltare le anteprime delle prime due uscite, Stromboli e lo split Havah + His Electro Blue Voice, sicuramente due produzioni stilisticamente diverse tra loro ma con qualcosa che le accomuna; come decidi di produrre qualcosa e cosa cerchi in una band..

Sarò banale ma per produrlo mi deve convincere al 120% tutto, cerco ancora quel concerto o quel disco che mi stenda per terra o che mi faccia dire “questi hanno qualcosa di speciale che altri non hanno”. Penso e spero che la linea dell’etichetta si intuirà dopo dieci uscite, pian piano si vedrà la visione dietro.

Se dovessi invogliare all’ascolto come descriveresti i tuoi lavori o cosa esalteresti della produzione..

Non so sono solo all’inizio. Spero che con il tempo MD possa essere sinonimo di qualità e anche di “inaspettato”. Musica sempre densa.

Cosa dobbiamo aspettarci nel prossimo futuro, puoi anticiparci qualcosa?

Sicuramente un LP album di Stromboli, forse qualcosa sempre con Havah, una band inglese che si chiama Bad Meds. Le altre cose ancora non mi sento di anticiparle finché non sono sicure.

Grazie del tempo dedicato..

Grazie a te!

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