Seville – Who has decide for us?
ANNO: 2020
ETICHETTA: Costello’s
GENERE: indie-rock psichedelico (testi in inglese)
PROTAGONISTI: Band che si aggiunge alla già più che florida scena padovana che sembra immune e ben resistenza a tutto ciò che succede nel resto d’Italia e unica vera alternativa underground alla scena romana di it-pop a atmosfere disco. I Seville nascono dall’incontro tra Federico Ruzza, Sebastiano Nalin, Matteo Santaterra e Michele Tedesco, quattro background differenti che portano ad un risultato unico. Hanno aperto band come i New Candys, Mamuthones e Orange Car Crash.
INGREDIENTI: Un indie rock dal sapore vintage (dai, il 2007 ormai è vintage), a cui si aggiungono ritornelli ficcanti di chi è cresciuto con i grandi classici e i singoli immortali della storia del rock, e la neo-psichedelia che la scena veneta sembra esser in grado di metter ovunque. Tra Tame Impala e Beatles, ma dopo un concerto degli Arctic Monkeys, gli anni Sessanta che non risultano, neanche per un momento, da vecchi. I Seville registrano il primo album all’interno di un garage interrato e, anche se questo disco sembra conservare quella genuinità, come se i Seville fossero i nostri perenni vicini di casa un po’ chiassosi, ma estramemente gentili. Un disco che sembra esser fatto per esser suonato live e che, con un tempismo decisamente imperfetto, invece siamo costretti ad ascoltarci in cuffia all’interno delle nostre case, pronti ad esplodere.
DENSITA’ DI QUALITA’: Un disco che suona come una sintesi di quanto c’è stato fino ad ora, stratificato e denso, un riassunto musicale dei concerti in Europa, e di quello stesso garage che li aveva accolti, un disco che dovrebbero invidiarci all’estero e che dovremmo custodire con furbizia. Da ascoltare a piccole dosi, in questo strano periodo di clausura, perchè questo disco, diretto e spontaneo che sembra nascere da una lunga gestazione, fa tornare la malinconia dei festival e delle estati in macchina, dei concerti all’estero e degli amici che suonavano in garage.
-
Voto - 7.5/107.5/10
Giudizio riassuntivo
Un disco che sembra esser fatto per esser suonato live e che, con un tempismo decisamente imperfetto, invece siamo costretti ad ascoltarci in cuffia all’interno delle nostre case, pronti ad esplodere


