Interview: Moderno
Moderno è un cantautore romano, Fedenco per gli amici, e se vi state aspettando l’ennesimo nome enigmatico per un progetto uguale a tutti gli altri, forse dovrete prepararvi a qualcosa di diverso e a dare un ascolto. Ha di recente pubblicato un nuovo singolo dal titolo Non dimenticare e abbiamo scambiato quattro chiacchiere con lui.
Che cos è un amore postmoderno? E come riconosciamo se ne siamo vittime?
Nei tre singoli che ho fatto uscire ci sono tre sfaccettature diverse dell’amore postmoderno: un amore clandestino (Le prime volte), un amore mai compiuto (2 Soli) e infine un amore consumatosi per colpa di una partenza (Non dimenticare). Oggi vedo intorno a me due tipi di amori, uno a bassa percentuale di rischio, l’altro ad alta percentuale di frustrazione. Nessuno dei due è sano, perché utilizziamo gli altri come tappo dei nostri buchi neri. Poi iniziamo a shakerare…
Presenti Aku, a modo tuo, per chi non lo conosce ancora? Com’è andata la vostra collaborazione?
Aku nasce nel mondo del rap, è attivo da anni e ha un approccio che reputo originale, visto che studia anche strumenti e generi musicali diversi. Non ho mai conosciuto il rap in profondità, ma notavo nelle sue canzoni quel quid in più, così ho pensato che sarebbe stato interessante inserire una sua strofa sulla mia canzone. Inoltre, siccome siamo anche compaesani, mi piaceva l’idea di riconciliarmi con le mie origini (più volte rinnegate in passato) grazie a questa collaborazione. Augusto ha accettato con un sorriso e con una generosità incredibile! Non potevamo non diventare amici.
Non dimenticare è un imperativo?
Si. Non dimenticare mai! Il bene e il male.
Qual è un genere moderno?
Tutto ciò che stravolge i canoni e li rinnova è da considerarsi per definizione moderno. Voglio sempre trovare strade non battute e gli attuali mezzi a disposizione danno questa possibilità, ma un genere che secondo sarà sempre moderno e propulsore di energia nuova è il punk.
Qual è la tua formazione musicale? Qualcosa che non ci aspetteremmo?
Anche se oggi per comodità mi si può identificare come “cantautore”, non sono affatto cresciuto con la scuola cantautorale italiana. Sono cresciuto con le chitarre “strummate” in cantina, il pogo, ma anche con arpeggi e riff in grado di farti lacrimare (Mineral, American Football, Red House Painters). Poi ho iniziato a scrivere i testi e lì è cambiato tutto. Il primo embrione di questa direzione è stato Canzoni da spiaggia deturpata, scoperto sai dove? Su Myspace! Oggi mi ispiro alla poesia “sociale” di autori come Clementi, Fabi, Truppi, Contessa, Canali ecc.
Cosa c’è nel futuro di Moderno?
Sono andato a ondate nell’ultimo anno e mezzo, alternando momenti di determinazione a momenti di spegnimento. Ora non voglio più fermarmi, voglio uscire dalle mie zone di confort e vedere che succede. Con la curiosità e la leggerezza di un bambino 😉 Tutto questo per dire che uscirà un disco, a inizio 2020!


