Bugo – Nuovi Rimedi Per La Miopia

GENERE: come sempre, a sé.

PROTAGONISTI: Bugo.

SEGNI PARTICOLARI: Stupire, sempre. Dopo “Contatti”, disco pieno di trovate geniali, pietra miliare nel cantautorato di fine anni ’00, ci si aspettava da Bugo la consacrazione come erede della più spudorata vena sperimentale italiana, quella che inventa il futuro facendotelo passare per canzonette pop. C’è riuscito? Sì e no.

INGREDIENTI: Un pezzo eccezionale in apertura, questa ‘Non ho tempo’ che si attacca alla memoria inconscia un po’ come il ritornello di ‘Love boat’ o di ‘C’è crisi’. Poi si prende il discorso più alla larga: ballate come ‘I miei occhi vedono’ o ‘Il sangue mi fa vento’, o bugate classiche come ‘In Pieno Stile 2000’, ed alla fine non si capisce bene cos’è successo: si resta perplessi. Sembra un disco troppo facile per essere un disco di Bugo. Va riascoltato. E solo al terzo, quarto ascolto si capisce: è davvero un disco facile. Bello, ascoltabile, canticchiabile. Certo il Bugatti ha affinato parecchio le proprie doti di scrittura e soprattutto di strutturazione del disco. Non ci sono più quei crolli di attenzione, quei bughi di inascoltabilità che infilava pour épater le bourgeois con regolarità ormai prevedibile. Non ne ha più bisogno. Dicevo sopra che non so se sia riuscito ad affermarsi come nuovo sperimentatore in capo del cantautorato: perché penso che non sia questo che gli interessa, ma solo fare musica bella, che gli piaccia riascoltare, non necessariamente una figata che lasci l’ascoltatore a bocca aperta. Diciamocelo, confratelli bughiani: Gratta, Lofai e Sentimento per quanto si possa esserci affezionati non sono più dischi che ascoltiamo volentieri dall’inizio alla fine: li abbiamo consumati e si sono consumati. Contatti è durato tre anni e durerebbe ancora. E questo? Questo ci piace. Piace a me che ormai galoppo verso i quaranta e piace probabilmente molto anche a Bugo che ci arriverà prima di me. Cosa volete che vi dica? E’ un bel disco. A me è piaciuto. Ma scordatevi, ancora una volta di classificare Bugo ed una sua opera. E non chiamatelo l’erede di Battisti, a meno che non pensiate a quello che lavorava con Panella. Bugo ha una cultura musicale devastante e si sente.

DENSITA’ DI QUALITA’: OK, direte voi, ma quanto vale questo Bugo? Il prezzo sicuramente. Credo che questo disco durerà almeno fino al prossimo. Lapalissiano, sì, ma perché solo il prossimo potrà farvelo cadere a noia. Probabilmente al secondo o terzo ascolto penserete, come ho pensato io, “ancora uno e poi non lo ascolterò più”. Poi ancora uno. E un altro. E alla fine il disco vi è entrato in circolo, e non ci pensate proprio più a buttarlo. Perché per i motivetti o per i loop, o per le frasi ripetute fino a perdere il senso, o per le frasi “alla Bugo” che spuntano qua e là, non è un disco facile da smettere di ascoltare. Non da martello e scalpello, ma nemmeno da lancio dal finestrino. E tutto questo senza aver scritto un capolavoro o senza aver ribaltato le logiche della produzione musicale.
Ah, e poi c’è ‘Non ho tempo’. Capolavoro assoluto, hit totale. Imperdibile.

VELOCITA’: medio-bassa dopo il primo pezzo. Ma non è questo il punto.

IL TESTO: Non ho tempo di capire se sono un po’ felice, ma vediamo il mio orologio cosa dice

LA DICHIARAZIONE:Tutto il cd è il tentativo di trovare soluzioni per vivere meglio, per superare la miopia che rappresenta la mia incapacità di vivere la quotidianità. E per me star meglio vuol dire fare musica e arte

IL SITO:Nuovirimediperlamiopia.com

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