Le-Li – Album

GENERE: twee pop, songwriting.

PROTAGONISTI: Leli: voce, chitarra classica ed acustica, contrabbasso, sitar, dilruba, glockenspiel, harmonium; John: voce, chitarra acustica ed elettrica, percussioni, tastiere, sinth, diamonica, glockenspiel, batteria; Andrea Bergamin: clarinetto, organetto, diamonica, glockenspiel, toy piano; Elia Dalla Casa: sax. Collaborano poi numerosi ospiti, tra i quali Alessandro Grazian e Nicola Manzan.

SEGNI PARTICOLARI: terzo album per questo progetto che vede un nucleo centrale composto dalla vicentina Leli e dal bolognese John, attorno al quale gravitano altri musicisti più o meno fissi.

INGREDIENTI: come nei due album precedenti, l’attitudine di questa proposta musicale è essenzialmente fanciullesca, nel suono, nelle melodie e nei testi. Ci si basa molto sulle interazioni tra la chitarra acustica ed i fiati, con le percussioni a dare il giusto tiro e gli altri strumenti citati a colorare adeguatamente il tutto. Il songwriting è molto semplice ed immediato, sia dal punto di vista melodico che dei testi. Rispetto al passato, viene lasciato da parte quasi completamente il mood scanzonato e le sensazioni espresse sono piuttosto cupe per la maggior parte dei brani, pur mantenendo un certo disincanto di fondo; c’è, inoltre, un maggior uso della lingua italiana, protagonista in poco meno della metà dei brani. In accordo con questo cambiamento emotivo, il suono è meno colorato ed anche più semplice nella struttura, con un minor numero di elementi che concorrono alla sua costruzione. Non manca, come nel disco precedente, una cover molto personale di un classico del rock: allora era ‘Lithium’ dei Nirvana, ora c’è ‘No Fun’ degli Stooges.

DENSITA’ DI QUALITA’: questo disco potrebbe essere sottotitolato ‘Elogio della semplicità’. Che non significa banalità o scarsa attenzione ai dettagli, anzi, c’è molta cura affinché ogni cosa sia al proprio posto e se il suono contiene meno elementi rispetto al passato non è certo minimalista nel senso stretto del termine. Però le interazioni tra gli strumenti non vedono particolari complessità ed il risultato globale è comunque snello e mai sopra le righe, ponendosi, così, sempre come un complemento delle melodie vocali e strumentali. Per valutare la qualità del lavoro, quindi, occorre esaminare due elementi: la brillantezza e l’ispirazione delle melodie stesse e del cantato e la capacità del suddetto complemento di valorizzare al meglio questi due elementi principali. L’esame è superato in entrambi i casi nel migliore dei modi: il songwriting è solido, centrato, esteticamente bello ed emotivamente coinvolgente; il cantato ha la giusta espressività ed ogni volta si basa sulle tonalità giuste per concretizzare le sensazioni proprie del singolo brano; la parte strumentale ha una propria vitalità ed interagisce con gli elementi sopra citati in modo corretto, arricchendone i pregi senza mai prevaricarli. Leli e John sono sempre stati in grado di portare quasi fisicamente l’ascoltatore nel mondo che vogliono rappresentare, ma stavolta sono più concreti e realisti che mai.

VELOCITA’: ci si muove tra tempi lenti ed altri a media velocità.

IL TESTO:Malamente rammendata, una bambola di pezza usata, seminata di carezze e baci ma presto lasciata ai suoi stracci.” l’inizio di‘Bambola’ è particolarmente esplicativo dell’umore prevalente del disco.

LA DICHIARAZIONE: dalla biografia su Facebook: “Le-Li si propone di essere un ponte tra la musica dell’infanzia, il mondo degli strumenti giocattolo ed un songwriting che si rifà alla musica pop degli anni sessanta”.

IL SITO:Myspace.com/worldofleli’.

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