La rosa tatuata – Scarpe
GENERE: folk rock blues
PROTAGONISTI: Giorgio Ravera (voce e chitarra), Massimiliano Di Fraia (batteria e percussioni), Nicola Bruno (basso), Massimo Olivieri (chitarre e mandolino), Filippo Sarti (Sax e voci)
SEGNI PARTICOLARI: La storia del folk-rock italiano è ricco di gruppi che sono passati come fulgide meteore e ormai poco o niente è rimasto di loro se non i bei lavori che ci hanno laciato in eredità. A metà degli anni novanta a Genova nasceva La rosa Tatuata, gruppo capitanato da Max Parodi. Era una delle più belle realtà musicali tanto da essere coinvolti da Massimo Bubola o i Gang nei loro percorsi. La loro storia, fatta di chilometri e musica si concludeva all’apice con la tragica scomparsa di Max a neanche quarant’anni. Anni dopo Giorgio Ravera e soci cercano di ripartire dalle ceneri di quello che fu uno dei più promettenti gruppi folk-rock dell’epoca tanto che nel 2006 , con “Caino”, si guadagnò il Premio Mei come “miglior autoproduzione nazionale”, il Premio Ciampi, il Premio Augusto Daolio come “miglior testo” e la targa argento S.I.A.E.
INGREDIENTI: Coadiuvati dallo storico amico, il bluesman Paolo Bonfanti e da un pugno di ospiti anche internazionali tra cui:Martino Coppo (Red Wine), Claudio De Angeli (Birkin Tree), John Egenes(pedal steel), David Frew degli An Emotional Fish storica band irlandese e Trevor della band trash metal italiana(?!) Sadist, il gruppo genovese si è ritirato in un casale piemontese per qualche settimana e ha registrato l’intero lavoro come se il tempo non fosse minimamente passato. Storie di amori e della fatica del vivere quotidiano si avvicendano tra le tracce di questo album ricco, come detto, di tanti spunti sonori. I riferimenti rimangono i Gang, Yo yo mundi, Massimo Bubola, Fabrizio De Andrè da una parte e molto rock americano/irlandese dall’altra. La partenza di “Terre di Confine” con fisarmonica e chitarra che sostengono l’evocativa voce di Ravera, traccia già un primo profilo di quello che si sentirà dopo. “Ogni Notte D’estate” è ‘americana’ fino al midollo, disillusa nel testo frutto di una dichiarazione d’amore senza confini. L’unico brano non composto da Ravera “Ogni notte d’estate” incalzante incrocio di chitarre, porta la firma dell’amico e produttore dell’album Paolo Bonfanti. Il pezzo suona, soprattutto nell’incidere della voce, molto influenzata dal sound di Massimo Bubola ma con una marcia decisamente più pesante. La sognante e molto orecchiabile “bei tempi andati” passa veloce mentre il blues rock fa capolino (e come non potrebbe?) in brani come “In fondo allo specchio”, forse il brano che fa intravedere lo sperabile futuro suond del gruppo: campionamenti, percussioni, un gran lavoro intorno ad assoli e muro del suono, non dovrebbe servire altro. La title track “Scarpe” è un classico blues d’altri tempi e forse senza tempo. Da segnalare “Non c’e’ più fame” soprattutto, più che per la presenza David Frew che non aggiunge molto, al finale di Trevor che porta qualcosa che fa finalmente alzare la testa e tendere le orecchie. Intendiamoci non è che il gruppo dovrebbe darsi al grind metal ma uno squarcio fuori dal seminato e una ‘stortura’ musicale mostra una strada nuova e delle visioni diverse. Il resto viaggia su un binario sicuro ma senza troppi guizzi di originalità veri. La forza vera sta nella poetica, la musica, intendiamoci, ottimamente suonata, non sembra lasciare troppo il segno, spesso il suond troppo legato a stilemi ormai passati e già visti e sentiti.
DENSITA’ DI QUALITA’: riprendere un discorso così solido e riconoscibile dopo tanto tempo non deve essere stato troppo difficile visto il risultato, che può sembrare un po’ troppo figlio del tempo andato e senza troppi spunti in avanti, ma questa rentrée non sembra proprio avere questo scopo. Facile immaginare, vista la dimestichezza e la ritrovata sintonia, che dal prossimo lavoro il gruppo riuscirà a personalizzare molto di più il suono e ritornare ‘visibile’ come lo fu nel decennio scorso.
VELOCITA’: si naviga a vista, ogni singolo brano ha un suo mood.
IL TESTO: ‘niente è eterno/di eterno basti già tu/niente è eterno quaggiù ’ da ‘Ogni notte d’estate’
LA DICHIARAZIONE: “è un album bellissimo” da una video intervista di mentelocale.it
UN ASSAGGIO: ‘E’ Natale anche quest’anno’
IL SITO: larosatatuata.com



