Iosonouncane - DIE - album 2005

Iosonouncane – DIE

GENERE: sperimentale

PROTAGONISTI: Jacopo Incani, in arte Iosonouncane.

SEGNI PARTICOLARI: secondo album per il cantautore sardo trapiantato a Bologna che arriva a circa cinque anni di distanza da La Macarena Su Roma.

INGREDIENTI: ciò a cui tendono la maggior parte dei musicisti contemporanei è destare stupore; è questo il sogno o meglio l’ossessione che Jacopo Incani riesce trasformare in canzoni e a condurre a proprio vantaggio in maniera naturale quale compimento di un lungo percorso di crescita artistica. DIE sorprende molti degli addetti ai lavori che (probabilmente) avevano sottovalutato l’artista a causa della sua prolungata assenza dalle scene. Eppure, l’ottima impressione destata da Incani al Premio Tenco nel 2011 e l’importante collaborazione con Stefano Bollani e Mirko Guerrini l’anno successivo, avrebbero dovuto far tenere accesi i dovuti campanelli d’allarme. IOSONOUNCANE confeziona un album che già dal primo ascolto ci appare un capolavoro che difficilmente potrà mancare nella teca dischi dei cultori del genere. Incani si è lasciato alle spalle i testi incentrati su temi d’attualità – come aveva fatto nel disco d’esordio – per passare a liriche che trattano dei rapporti umani e dell’amore in genere, il tutto con una chiave decisamente più esistenziale. L’artista sale in cattedra con questo secondo album, corposo, compatto nei sei episodi, con spunti interessanti e qualche curiosità (la sognante e delirata sperimentazione di Buio, per esempio). I momenti migliori sono nell’apertura Tanca che unisce il cantato alle scandite suggestioni elettroniche in ritmi vorticosi e ancestrali, nella spensierata e più leggera Stormi che si poggia su chitarre acustiche e cori femminili in chiara evidenza, e soprattutto nella lunga estensione acida di Carne con chitarre, organo e tromba che vive momenti trascinanti. Paesaggio è un acuto atteso: breve, ma dal timbro leggero e delicato è convincente anche se poco in evidenza e spiana la strada all’elettronica di Mandria per il gran finale.

DENSITÀ DI QUALITÀ: opera atipica nel panorama italiano. DIE è un collage di suoni strumentali e rumori presi dalla vita quotidiana a cui IOSONOUNCANE aggiunge forza con i timbri della chitarra e delle sue macchine per ottenere un suono più crudo e strano. In DIE coesistono violentissimi cambi d’atmosfera e accostamenti che vivono di assoluta naturalezza nel quadro complessivo dell’opera. Un disco insolito, originale, che combina sperimentazioni e rock; psichedelico nelle intenzioni e negli assoli di chitarra acida. E’ una contaminazione ambiziosa e difficile da etichettare, portata avanti con coraggio e buona ispirazione attraverso composizioni complesse e canzoni a tratti amelodiche, caratterizzate da ritmi dispari e frammenti sonori. L’album si candida a diventare una delle icone della stagione neo-sperimentale. Lo stile è efficace, il carattere è sfuggente e tormentato per questo lavoro che ha una trama concept. DIE è un disco straordinario, nel quale hanno prestato la propria opera una schiera di amici e collaboratori fra i quali spiccano Mariano Congia alla chitarra (classica e elettrica) e al supporto tecnico, Serena Locci presente nei brani come voce e cori, i due Junkfood, Paolo Raineri alla tromba e Simone Cavina alle percussioni, oltre al musicista d’avanguardia Paolo Angeli e al compositore Alek Hidell quest’ultimo specializzato in elettronica.

VELOCITÀ: trentotto minuti intensi che scorrono via gradevolmente nel fitto tessuto sonoro che riempie gli episodi

IL TESTO: Batte scirocco sulle prore / batte alle porte e prende il mare / Ogni giorno si sveglia e muore / ogni giorno si sveglia e cade.” da Carne. 

LA DICHIARAZIONE: “Il giorno è alto sulle rive e un uomo in mezzo al mare teme di morire. Nello stesso istante una donna guarda dalla terra ferma gli ultimi scoppi di burrasca al largo vivendo il terrore di non rivederlo mai più. DIE è il racconto dei loro pensieri in una manciata di secondi. Il racconto è strutturato in sei parti, con due brani corali ad aprire e chiudere il disco, e 4 brani centrali in prima persona, due per ognuno dei protagonisti.” dal comunicato stampa.

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