Zibba – Le Cose

ETICHETTAAlmafactory

GENEREMusica d’autore, pop

PROTAGONISTISergio Vallarino in arte Zibba

SEGNI PARTICOLARI: Zibba non ha bisogno di presentazioni, abbiamo imparato a conoscerlo negli anni, con le proprie canzoni e le canzoni scritte per gli altri (tanti altri) ed i suoi segni particolari sono tutti identificabili nelle sue note, nella sua poetica e nella sua capacità di sfornare hit con una facilità disarmante. Il suo ultimo album rappresenta a pieno la sua essenza e di questo ne siamo felici, perché, Zibba, difficilmente sbaglia un colpo.

IGREDIENTI: come i lavori precedenti e come detto sopra, Zibba in “Le cose” (suo ottavo album) non sbaglia di una virgola e sforna un album pop dalla buona intensità e dalle sfumature prettamente leggere che, però, non disdegnano e non deludono le aspettative. Anche se per un’artista arriva ad un ottavo album oggi come oggi riesce ad essere quasi un’impresa eroica, per Zibba invece risulta essere un gioco da ragazzi. Ottima produzione, album pensato e concepito con criterio e tanta roba da ascoltare e perché no, anche ballare.

DENSIT DI QUALI: L’album sembra seguire una traiettoria immaginaria in cui i brani si susseguono e vanno per la loro direzione, un po’ come se Zibba volesse indicare una strada alle loro stesse canzoni che dovranno arrivare alle orecchie ed ai cuori degli ascoltatori. Le sonorità prettamente pop danno vita ad una piccola operetta con tanti ospiti diversi che afferma ancora una delle penne più interessanti del panorama italico a dispetto di chi pensa che ormai per esser cantautori basti qualche citazione colta ed una base strampalata scaricata sul proprio Ipad. In conclusione, Zibba ha sfornato un buon album, godibile e per certi versi rassicurante, quasi come a dire che in un periodo musicalmente buio come il nostro, la speranza, ancora esiste.

VELOCIT: 12 brani, 41 minuti

IL TESTO: “Possiamo essere quello che vuoi, tutte le volte che vuoi, siamo tutte le cose che vuoi, noi lo sappiamo di noi che cosa sarà, ci scoppierà il cuore in un giorno di Marzo, Aprile, mentre parli di me, mentre mi parli di te”

LA DISCHIARAZIONE: Molto spesso la gente pensa che il lavoro dell’autore sia semplice, ma non lo è. Come tutti i lavori richiede attenzione e cura e soprattutto passione. Se è un ripiego lascia stare. Se ti fa emozionare quanto salire sul palco, allora va bene. (Allmusic Italia)

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