Tanks and Tears – Aware

Genere: new wave, post punk, shoegaze.

Protagonisti: Matteo Cecchi (voce e basso), Claudio Pinellini (chitarra), Francesco Ciulli (batteria).

Segni particolari: Correva l’anno 2015 quando usciva il primo lavoro ufficiale Know Yourself EP per l’etichetta italo – svizzera Swiss dark nights e il trio toscano – da tempo attivo in ambito live – guadagnava visibilità nella scena underground post punk, wave italiana e non. Questo marzo 2017 esce Aware, disco di debutto che, possiamo anticiparlo, non solo regala conferme delle ottime premesse avute con l’EP, ma supera anche le aspettative.

Ingredienti: “Un mix tra il post punk anni ’80 ed il grunge anni ’90“: così si definiscono gli stessi Tanks and Tears. In effetti, il sound del trio presenta tutte le principali caratteristiche dei due generi, riuscendo a far convivere nella stessa canzone quel mood nostalgico e romantico tipico degli ’80 e quel ritmo nineties energico ed irruento. Breath – brano di apertura del disco – rapisce immediatamente l’ascolatore con i suoi accordi di chitarra che sembrano accarezzare e graffiare contemporaneamente e, fondendosi al cantato crepuscolare, generano un’atmosfera onirica destinata subito dopo a dissolversi con la successiva Jumping into your heart, dove la chitarra è protagonista assoluta e la ritmica si fa più incalzante. Influenze postpunk in Inca: un saliscendi di suggestioni; è la tempesta che anticipa la quiete della successiva Butterfly, in cui si raggiungono vette emozionali straordinarie (take my hand, don’t let me go, I won’t look back, not anymore). Segue la title track che squarcia letteralmente il disco in due: i Tanks and Tears abbandonano le parole e giocano solo con effetti e distorisioni per regalare un senso di  avvolgente inquietudine. Sulla stessa linea la seconda metà del disco: Temple, quasi straziante (I want to feel safe, safe in the temple where you lay); Plasticine con le sue incursioni chitarristiche, a tratti rumorose; Life is a show, con il suo basso ipnotico.

Densità di qualità: Aware è un disco particolarmente suggestivo, elettrizzante. Ritmi irruenti si alternano ad altri più distesi; momenti quasi rabbiosi e liberatori cedono il passo ad altri estremamente dolci e romantici: il risultato è un album capace di suscitare umori diversi; sensazioni contrastanti ed emotivamente intense; un disco a presa diretta, uno di quelli destinati ad essere ascoltato in loop per un tempo indefinito.

Velocità: Si viaggia a velocità variabile, attraversando splendidi paesaggi notturni.

Il testo: “Don’t try to raise your voice I won’t follow you. Now you can go ‘cause I want to stay I’ll stay. Don’t try to bury me, I’m Alive. Don’t try to shut my mouth, I’m alive. With every breath I take I feel alive, for every breath I take I am alive” (Breath).

https://tanksandtears.bandcamp.com/

 

 

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