TACØMA – “Tratto da una storia vera”

Il 6 febbraio 2026 TACØMA ha pubblicato Tratto da una storia vera, un ep di cinque tracce che segna un passaggio centrale nel suo percorso solista. Il lavoro chiarisce una direzione: ridurre la distanza tra esperienza personale e forma musicale, lasciando che siano le canzoni a sostenere il peso del racconto senza sovrastrutture evidenti.

Il titolo è esplicito e non lascia spazio a interpretazioni fuorvianti. Tratto da una storia vera non costruisce un concept, ma definisce un metodo. TACØMA sceglie di lavorare su materiali autobiografici, su frammenti di vita vissuta che vengono tradotti in musica senza essere filtrati da una ricerca di universalità forzata. Il risultato è un ep che si muove lungo una linea emotiva coerente, dove ogni brano contribuisce a delineare un equilibrio tra esposizione e controllo.

L’apertura è affidata a Ottobre (1988), uno strumentale che prepara il terreno con un’atmosfera sospesa e leggermente malinconica. È un’introduzione funzionale, che non cerca di imporsi ma di suggerire un clima, anticipando la tensione emotiva che attraverserà l’intero lavoro. Il passaggio a Amore Immenso è netto: qui l’elettronica entra in modo più deciso, con un impianto ritmico che spinge il brano verso una dimensione più dinamica, pur mantenendo una scrittura che resta ancorata all’interiorità.

Serena prosegue su coordinate simili, ma con un approccio più riflessivo. Le sonorità si aprono a richiami anni Novanta, mentre il testo costruisce una narrazione fatta di piccoli spostamenti, di tensioni sottili che emergono nel rapporto tra due persone e nel contesto che le circonda. È uno dei momenti in cui l’equilibrio tra forma e contenuto appare più centrato, senza eccessi né forzature.

La traiettoria dell’ep cambia leggermente con Mama, realizzata insieme al producer e beatmaker alto. Qui la produzione introduce una componente lo-fi più marcata, che rende il brano più raccolto e diretto. La scrittura si fa essenziale, quasi trattenuta, evitando derive retoriche e mantenendo un tono misurato anche nel trattare un tema potenzialmente esposto come quello familiare. La collaborazione con alto non altera l’identità del progetto, ma ne amplia il raggio espressivo.

La chiusura è affidata a Il mio canto blue, che rappresenta il momento più radicale dell’intero ep. Registrato in presa diretta, voce e chitarra, in un’unica take, il brano rinuncia a qualsiasi intervento correttivo. La scelta è evidente e si riflette sull’ascolto: ciò che emerge è una traccia imperfetta, ma proprio per questo credibile, capace di fissare un istante senza mediazioni.

Dal punto di vista produttivo, il lavoro svolto da TACØMA insieme a Lorenzo Dolci mantiene una coerenza precisa. Il suono è caldo, mai ridondante, costruito per accompagnare la scrittura senza sovrastarla. Non ci sono elementi superflui: ogni scelta sembra rispondere a una necessità interna al racconto.

Tratto da una storia vera è un ep breve, ma strutturato con attenzione. Non cerca effetti immediati né soluzioni facili, preferendo lavorare su una dimensione più raccolta e consapevole. TACØMA conferma così una traiettoria coerente con il percorso avviato dopo l’esperienza con i Platonick Dive, portando avanti un’idea di pop che resta accessibile ma non semplificata. Un lavoro che trova il proprio punto di forza nella capacità di restare fedele a un principio semplice: raccontare senza aggiungere ciò che non serve.

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