Simona Gretchen – Post-Krieg

GENERE: post-punk nichilista, songwriter

PROTAGONISTI: Simona Darchini, in arte Simona Gretchen

SEGNI PARTICOLARI: secondo album per la musicista faentina, seguito di ‘Gretchen pensa troppo forte’, uscito nel “009. Sarà anche l’ultimo album a portare questa firma: si chiude qui infatti il progetto solista di Simona, che nel frattempo ha fondato la DIY Label Blinde Proteus. Il disco è un concept suonato in Do minore, con il titolo che allude al periodo successivo all’uscita della canzone Krieg, contenuta nella compilation ‘La leva cantautorale degli anni zero’, promossa dal Club Tenco. la produzione artistica di ‘Post-Krieg’ è stata affidata a Lorenzo Montanà con i contributi di diversi ospiti, quali Nicola Manzan (Bologna Violenta), Paolo Mongardi (Fuzz Orchestra/Zeus!/Ronin) e Paolo Ranieri (Junkfood).

INGREDIENTI: ci si allontana dalle sonorità dell’esordio, qui si fa tutto più cupo, denso e claustrofobico; le lunghe parti declamate, più che cantate, conferiscono al tutto una certa austerità . Post-Krieg contiene al suo interno vari riferimenti post-, se ci passate il termine: dal post-hardcore in crescendo di ‘Hydrophobia‘, a momenti post-rock (‘Enoch‘), passando per la pulsante ritmica di ‘Pro(e)vocation‘, in odore di Massimo Volume. La tensione si spezza solo in rari momenti, solitamente quando gli archi, suonati e arrangiati da Nicola Manzan, entrano in scena, come sul finale della stessa ‘Enoch‘ oppure in ‘Everted (part II)‘. Quest’ultima fa parte del trittico finale, sublimazione dell’ intero Post-Krieg e della breve carriera della Darchini stessa, svariando fra il kraut-rock di ‘Everted (part I)‘ e l’apocalismo di ‘Everted (part III)‘, con la sua lunga coda strumentale a porre il punto esclamativo.

DENSITA’ DI QUALITA’: senza volere addentrarsi in un percorso di analisi psicologica dell’autrice, ci viene naturale pensare che non deve essere stato semplice scrivere il proprio funerale (o testamento artistico), a nemmeno 27 anni compiuti. La Darchini, decisa a concludere la propria avventura musicale a nome Simona Gretchen, lascia ai posteri un album di grandissimo spessore sia musicale che lirico e richiederebbe, invece di una degna sepoltura, un meritato e rapido seguito. Purtroppo così non sarà almeno per ora, anche se siamo sicuri che un talento come Simona non appenderà lo strumento al chiodo. Nel frattempo, è doveroso gustarsti questo’Post-Krieg’, un congedo davvero sontuoso.

VELOCITA’: una scheggia di 27 minuti

IL TESTO: “ingenuo è chieder scusa se a giorni alterni / si tende alla promiscuità quanto alla clausura / la verità trascende i gesti eppure morde più del cane / che ringhia senza tregua / e non accetta cura “ da ‘Hydrophobia

LA DICHIARAZIONE: “Non volevo lasciare niente di superfluo all’interno di “Post-Krieg”. Volevo fosse denso, ma anche puro, in un certo senso. Non mi importava quanto sarebbe durato, mi importava ci fosse l’indispensabile per dire ciò che volevo dire. Non una virgola di più, né una di meno. Ambizioso, forse, ma era quello che avevo in mente.“ da un’intervista a OndaRock

UN ASSAGGIO Hydrophobia

IL SITO: simonagretchen.it

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