Noyz Narcoz – Monster

GENERE: Hardcore Rap

PROTAGONISTI: Emanuele Fresca aka Noyz Narcos viene accompagnato da una folta squadra di produttori, da DJ Sine – beatmaker esclusivo nel precedente album -fino ai monumenti tricolori come Friz da Cat, Don Joe e Shablo passando per The Ortopedic.

SEGNI PARTICOLARI: era l’inizio del millennio quando a nella capitale si fece notare il messaggio dei Truceboys, quattro ragazzi sballati da una spada d’angoscia iniettata dritta nella giugulare: da lì la crew si espande e arriva la notorietà  all’interno della nicchia hip-hop romana grazie a lavori come “Sangue” e “Non Dormire”. La punta di diamante del klan torna a tre anni di distanza da “Guilty” con il lavoro della consacrazione.

INGREDIENTI: “Gimme one beat / faccio da solo“. Noyz centra la ricetta: il rap più crudo della penisola si cucina con un matraccio colmo d’odio e una buona dose di rancore rivolto in primo luogo verso se stessi, per le occasioni perse per strada (“Ritornasse il ’99, avessi Roma di quel tempo indietro mi prospetterei un futuro meno tetro” da ‘Attica‘) e in secondo verso lo stato Italia che, quelle occasioni, non le rimpiazza. Le conseguenze? Non-morti per le strade. Storie di disagio amalgamate con una soluzione liquida a base dal sangue delle vittime di Donato Bilancia.

DENSITÀ DI QUALITÀ: “Cinque, quattro, tre, due, uno, chi va meglio di me? Nessuno!\”. Di certo il lavoro targato Propaganda Records non passa inosservato nel panorama dell’hip-hop italiano che, stando alle ultime classifiche di iTunes, comincia a prendere il largo anche a livello commercia(bi)le, scrostandosi di dosso quella fastidiosa puzza di nicchia. Salvo qualche eccezione – ‘My Love Song‘ e ‘Zona D’ombra‘ su tutte – il disco procede dritto come una sprangata sui denti, malgrado qualche beat stagnante grazie al super-flow torbido e sporco dello Zombie del Verano.
Brillano ‘Via Con Me‘, il pezzo più sentito di tutto l’album, una sorta di testamento diretto alla sua persona che, dopo “una vita al limite”, si augura di cambiare vita e la title-track ‘Monster‘, le classiche barre del truce concentrate fra pitch down e senso di non adattamento. Tutto sommato il taglio scelto da Narcos funziona, si percepisce infatti la maturazione artistica nelle liriche che, pur restando fedeli alla linea, riescono a far breccia nelle orecchie di più persone trasportando la \”merda truce\” da Roma alla più sperduta cittadina di provincia.

VELOCITÀ: 16 bombe a mano spalmate in 53 minuti

IL TESTO: “La tua famiglia affonda, tira a fine mese, si trasforma in dramma” da ‘Notte Insonne

LA DICHIARAZIONE: “Comunque noi affrontiamo temi che sono pesanti, a volte con leggerezza, perché questo è lo stile del truceklan\”

UN ASSAGGIO Count Down

IL SITO: facebook.com/Noyz Narcos (Truceboys / Truceklan / Propaganda rec) official page

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