Brunori SAS-Vol.3 – Il Cammino Di Santiago In Taxi

GENERE: cantautorato.

PROTAGONISTI: Dario Brunori: Voce, Chitarre acustiche ed elettriche, pianoforte, toy piano, vibrafono, solina, piano elettrico; Dario Della Rossa: Fender Rhodes piano bass, Jen SX 2000 synthetone, Microkorg, solina, pianoforte, organo C.E.I. prestige, Toy piano, Wurlitzer 200. Massimo Palermo: Batteria acustica, batteria elettronica, percussioni, timpano a soffio, lastra di metallo, cori; Mirko Onofrio: flauti, clarinetto, sax, percussioni, vibrafono, armonica a bocca, cori; Simona Marrazzo: Cori, percussioni, ocarina e batteria elettronica ,Stefano Amato: Violoncello, basso elettrico e semiacustico, Korg MS10, cori.

SEGNI PARTICOLARI: terzo capitolo per Dario Brunori e compagni che con ‘Il Cammino Di Santiago in Taxi’ chiudono il cerchio della trilogia iniziata nel 2009. Il disco uscito il quattro febbraio, per la calabra Piccica dischi, è stato prodotto da Taketo Gohara e interamente registrato in presa diretta. Le registrazioni sono avvenute in una location d’eccezione: una chiesa seicentesca, all’interno di ex Convento dei Cappuccini a Belmonte Calabro, in provincia di Cosenza.

INGREDIENTI: il terzo volume della saga rappresenta dal punto di vista tecnico e musicale un momento di cambiamento per Brunori e soci: non stiamo parlando di nessun stravolgimento epocale, vi assicuriamo che non vedrete il cantautore calabrese e la sua band vestiti e truccati come i Kiss. Se, però, si avvicina l’orecchio alla cassa è facile capire che la band è cresciuta sia come peso sia come presenza, soprattutto nell’arrangiamento dei brani. Meno preciso, più vivo, meno celebrale e più suonato, sono questi i cardini che dettano il passo del disco e che vengono esaltati dalla scelta della registrazione in presa diretta. Anche i generi a cui attingere ispirazione subiscono questa metamorfosi moltiplicativa, e così sparse per le 12 tracce troviamo strizzatine d’occhio ad una certo elettro pop, facili ammiccamenti al rock targato sixsties e seventies, e rimandi a ritmi tropicali di spiagge lontane. Questa ricchezza d’ispirazione si materializza tecnicamente e musicalmente con l’utilizzo di bassi elettrici, synth, batterie fisiche e non più solo piano bassi, rifiniti da vere proprie corazzate di fiati e archi da far impallidire una piccola filarmonica.

DENSITA’ DI QUALITA’: ‘Il Cammino di Santiago in Taxi’ è un titolo controverso che esprime in poche parole un deciso senso di straniamento. Un contrasto di contrasti, sacro e profano, ragione e sentimento, nella più classica fenomenologia dell’artista romantico ottocentesco. Le tracce che compongono questo cammino di redenzione con la direttissima percorrono, all’interno di un percorso musicale per certi versi codificato, due strade distinte. Una polverosa e consumata dal calpestio dei piedi dei pellegrini, e una più nuova e inesplorata, di quelle che si inerpicano per territori vasti e per le quali ti serve, forse, un taxi. E così ci si trova davanti a brani che fin dalle prime battute ti rassicurano con loro gusto patinato e dolciastro, che ti lascia con lo sguardo perso verso un passato di cui non hai memoria. Il papà  pianoforte e la mamma chitarra danno il la a melodie semplici e lineari che trasmettono calore, strappano un sorriso, fanno ondeggiare la testa e fanno di Dario Brunori un ottimo interprete delle contraddizione moderne. I racconti toccano temi diversi, l’amore non manca mai anche se è quello infelice a ritmo di valzer di un promesso sposo lasciato all’altare in ‘Sol Come Sono Sol‘, c’è l’eterna lotta tra ragione e intelletto di ‘Arrivederci Tristezza‘, per non dimenticarsi degli ironici corsi e ricordi di ‘Le Quattro Volte‘, che ci lasciano un piccolo spiraglio di salvezza solo nel ritornello. ‘Maddalena e Madonna‘ è il giro di boa del disco che, ariosa ed estemporanea per stessa dichiarazione dell’autore, rappresenta quel miscuglio nuovo tra scrittura da cantautore e musica suonata con ricchezza di cui prima si parlava. La seconda strada, quella del tassista scanzonato, imprime velocità , brio e ritmo ai brani. Percussioni, piatti, una batteria più viva che ci trasportano da movimenti di bacino tropicali di ‘Mambo Reazionario‘, allo zapping seriale e bulimico di immagini randomiche de ‘Il Santo Morto‘, al nonsense retrò, un po’ rumoroso e un po’ folle di ‘Pornoromanzo‘.

Il Cammino di Santiago in Taxi non è un album che si consuma tutto di un fiato, di quelli da ascolto compulsivo, anzi un tipo di ascolto massivo potrebbe addirittura sortire l’effetto contrario e annoiare l’ascoltatore. Ogni brano merita il suo ascolto in quanto vive di vita propria e racconta la sua storia senza necessariamente doversi incastrare perfettamente in un contesto di più ampio. La capacità  di arrivare al pubblico, di raccontare storie, di muovere o commuovere facendolo con una certa leggerezza e leggiadria è una di quelle peculiarità  che fanno di Dario Brunori un valido artista e del ‘Cammino di Santiago in Taxi’ un album da ascoltare come scaccia pensieri dopo una frenetica giornata.

VELOCITA’: andante con brio, un mix di ritmo e melodie che fanno sognare.

IL TESTO: “ e la voglia di andare ancora e c’era l’amore che cambiava il colore del cielo, il sapore del vino, l’odore dell’aria al mattino era solo per te che scrivevo cazzate su un foglio a quadretti” da ‘Maddalena e Madonna

LA DICHIARAZIONE: “Il Cammino Di Santiago In Taxi è, anzitutto, una storia vera. Storia di una signora “bene” che decide di coniugare, a suo modo, ricerca spirituale e massimo comfort. Ma non di lei si parla in questo disco. Tanto meno del cammino di Santiago di Compostela.” dal press kit.

UN ASSAGGIO ‘Kurt Kobain’

IL SITO: brunorisas.it

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