Barbara Cavalieri-So Rare

GENERE: elettro-folk.
PROTAGONISTI: Barbara Cavaleri, Alberto Pirovano, Ugo De Crescenzo, Giuseppe Fiori, Leziero Rescigno.
SEGNI PARTICOLARI: dopo due album (uno in italiano nel 2006 e uno in inglese del 2008) il terzo lavoro di Barbara Cavaleri giunge dopo una lunga gestazione. Al ritorno da una fruttuosa trasferta di qualche anno a Londra Barbara porta in dote, tra l’altro, un pugno di canzoni in lingua inglese. Con piglio DIY Barbara decide di chiedere aiuto ai ‘raisers’ e tramite la piattaforma di crowdfunding Musicraiser e in soli sette giorni di campagna riesce raccogliere il necessario (alla fine sarà raddoppiato l’obiettivo) per permetterle di entrare in studio e dare una forma ai suoi sogni.
La aiutano il produttore/musicista di lungo corso Leziero Rescigno (La Crus, Amor Fou, Mauro Ermanno Giovanardi) e i musicisti sopracitati, in un lavoro che alla fine sorprenderà per lucidità e perfezione. Tra i brani escono vari riferimenti musicali che spaziano dai toni eterei di Feist, alle atmosfere pi๠elettroniche care ai Radiohead, come St. Vincent ma senza dimenticare le radici blues e jazz nonchè un gusto personale che si rivela solo alla fine del disco.
A conferma del concreto talento, Barbara viene scelta come partner musicale da Mauro Ermanno Giovanardi nel tour con i Sinfonico Honolulu oltre partecipare a diversi progetti, ultimo dei quali il bel contributo nel brano ‘Il Soffio’ del progetto Vessel (Corrado Nuccini dei Giardini di Mirò  + Emanuele Reverberi).
INGREDIENTI: voci. Sono il perno di tutto il lavoro e il loro sovrapporsi continuo, uno strato sull’altro, caratterizzano tutto l’album. Ogni brano ha una sua direzione ben precisa ed è sorprendente quanto siano cresciute queste canzoni dai primi demo che ebbi l’onore di ascoltare.
I testi sono scritti in maniera libera: sogni, sensazioni, speranze, sono senza tempo e aperti alle pi๠disparate interpretazioni. Sorprende la varietà che si trova tra un brano e l’altro: dall’eterea intro alla pop-folk’Desire‘ che farebbe bella mostra in un album di una Pj Harvey di qualche anno fa, alla incalzante ‘Holes‘ sempre tesa sull’onda folk-pop ma con una serie di sonorità ricche e spontanee.’Just do it again‘ porta nei pressi di Feist mentre la title track si inoltra in un terreno dove la voce di Barbara riesce ad emergere forse nella maniera migliore accompagnata dal tappeto sonoro che batteria elettronica, tastiere e controcanti tessono per un’accattivante melodia che contiene comunque un’impronta folk.’Rainbow‘ potrebbe essere il brano che Ani diFranco non riesce a comporre da anni, il misto tra arpeggi e tastiere che colpisce fin dal primo ascolto.
Di altro spessore è ‘November‘ totalmente avvolta in una nuvola elettronica, la voce di Barbara galleggia leggera dando respiro al brano in contrasto con i suoni quasi claustrofobici che la sostengono.
I due brani che chiudono l’album: la bella ‘Home‘, un bel racconto sui ricordi d’infanzia e la personale ‘Don’t diasppear‘ dai suoni aperti e caldi riesce a riprendere le sonorità elettro-acustiche dei primi brani dell’album.
Un lavoro frastagliato da mille particolari che segue un percorso fatto da tanti frammenti, come succede nei sogni.
DENSITA’ DI QUALITA’: il talento cristallino di Barbara Cavaleri e l’ottima produzione portano il disco a un livello, anche semplicemente di qualità del suono, veramente sorprendente e ad ogni ascolto un nuovo particolare esce allo scoperto, rivelando una nuova peculiarità di un lavoro che nulla ha da invidiare rispetto a produzioni ben più ambiziose.
VELOCITA’: quella dei sogni.
IL TESTO:I just want to stay in the fields/ Where no one will blow away my days/ And I’ll eat my air and my time/ Today I want some joy” da ‘Desire‘.
LA DICHIARAZIONE:Mi risulta sempre difficile dire di cosa parlano le mie canzoni. Sicuramente prendono spunto da quello che ho vissuto in un paese che non ਠil mio. Al di là delle esperienze personali, di vita sono venute anche dall’osservazione del mio Paese dall’esterno.
Ad esempio in Desire si parla appunto di questo:’guarda dove siamo arrivati, guarda cosa siamo diventati’. Questo brano prende spunto da quello che è successo in Italia negli ultimi anni visto dall’esterno.
” dalla nostra intervista.
UN ASSAGGIO ‘Desire’

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