Absolut Red – A Supposedly Fun Thing We’ll Probably Do Again

GENERE: indie rock

PROTAGONISTI: Daniele Raffaelli (basso), Luca Lovisetto (chitarra e voce), Simone D’Avenia (chitarra), Samuele Rossi (Batteria)

SEGNI PARTICOLARI: album d’esordio per questa giovane band bolognese.

INGREDIENTI: c’é tanto di british dentro questo disco, d’altronde un certo sound d’oltremanica é modello dichiarato degli Absolut Red. E come non accorgersi di certi intrecci alla Libertines o dell’approccio sfrontato simile ai primi Monkeys? Certo non mancano le ingenuità e il derivatismo appare evidente, ma, una volta pagato il prezzo dell’ esordio, restano le buone canzoni.

DENSITA’ DI QUALITA’: c’é del gusto per la melodia dentro a questo lavoro: fosse solo una brutta copia di altro, lo si accantonerebbe in fretta, mentre qui la voglia di approfondire l’ascolto c’é e difficilmente ci si stanca delle canzoni. Premettendo che un certo cantato dohertyano é presente in tutto il disco, non é difficilissimo capire quali possano essere state le influenze maggiori della band: il brit rock, da quello ‘alto’ dei Radiohead (‘Embryology‘), a quello più popolare, nel senso positivo del termine, riscontrabile in ‘Sunday‘ o ‘Life in Black and White‘. C’é tempo anche per una scappatella al di là dell’Atlantico (‘A Love Story From Outer Space)’, giusto per sporcare un po’ di più i suoni; solo quello perché l’orecchiabilità delle canzoni non perde mai di efficacia. Fra un riferimento a Montale e uno a Dostoevskij, é singolare come una band giovane tratti così spesso il concetto di “tempo” nei testi: non nell’ottica del tutto e subito, del “do it now”, come ci si potrebbe aspettare da ragazzi di circa 20 anni, ma già sotto un velo di nostalgia, il tempo visto attraverso il suo inesorabile trascorrere, mentre qualcosa va perdendosi. Non la musica, quella resta.

VELOCITA’: buon e costante. Ma attenzione, la guida é a sinistra qua.

IL TESTO: “Minutes after minutes I grow old, it’s time to change our lives, to take decisions and to say goodbye to lies” da ‘African Savannah

LA DICHIARAZIONE: “Così tutto ha avuto inizio: compravamo dischi, li ascoltavamo e li copiavamo. Scimmiottavamo le mosse di tutti quei ragazzetti anglosassoni (o giù di lì) che, con quelle loro giacchette e con tutto il loro meraviglioso aplomb riuscivano a svegliarci da un torpore quasi fastidioso.” dal presskit.

UN ASSAGGIO: 'Life in Black and White'

IL SITO: facebook.com/absolutred

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