Vergine: il track by track del disco di debutto
Lo scorso 9 aprile è uscito il debuto omonimo dei bolognesi Vergine, che propone un electropop elegante e che, dietro l’apparente aura di innocenza emotiva, nasconde un’introspezione arguta e stimolante. Siamo molto contenti che la band ci abbia concesso in esclusiva questo loro racconto scritto, molto esaustivo, di come loro stessi vedono questo disco.
VERGINE, CHI SONO
Mi chiederai chi sono, ti chiederai più volte chi sono, il mio significato.
Sono un segno zodiacale, uno status sessuale, un’entità cristiana, un disco non ancora scritto, una giovane donna in cerca di marito. Sono tutto, non sono nulla di tutto ciò, sono molto altro. Puoi farmi essere chi vuoi, posso essere chi vuoi che sia, puoi idealizzarmi, so che lo farai, ti hanno insegnato ad idealizzare, idealizzarti, a vedere ciò che vuoi vedere, ad essere come loro vogliono, siamo stati educati a mostrare ciò che gli altri vogliono vedere, il consenso, l’approvazione, ti piace, non puoi farne a meno ma la domanda che ti pongo è, sei felice? Sei felice per davvero? Ti senti leggero? Sei davvero tu?
VERGINE, CHI SEI
Ti ho appena detto chi è Vergine, ora ti chiedo chi sei tu. Hai mai provato a restare in silenzio e sentirti, la frequenza a cui risuoni, ti sei mai guardato, non intendo i capelli, il colore, gli occhi, la forma delle tue labbra carnose o sottili, il neo di fianco alla tua bocca o le folte sopracciglia. Io intendo, ti sei mai guardato, ti sei sentito, hai sentito quel colore indefinito, scomodo, sotto la tua pelle, il colore che hai paura di mostrare perchè non è tra le palette di colori che usiamo per guardare ciò che ci circonda, hai sentito il pensiero che odi pensare, il pensiero che ti disturba ma che fai continuamente, quello di cui ti vergogni, quello scomodo, quello che non verrà mai accettato, quello sicuramente criticato, quello che non puoi mostrare, non dire a nessuno. Ti sei mai sentito ti chiedo, ti sei mai accettato, per davvero, hai mai cercato di sentire quella che definiresti la tua melma ma sai, potrebbe essere un lago d’oro liquido in cui nuotare e splendere, risplendere, più di ogni altra cosa?
VERGINE, CHI SIAMO
Vergine chi sono, Vergine chi sei, Vergine chi siamo.
Siamo uguali, si, noi siamo uguali, questo è il motivo per cui sono qui a scriverti, lo so che lo siamo, siamo cresciuti così, vergini, puri, da principio soli con la nostra essenza, così ti invito a ritornare.
Io sono cresciut_ in nome della timidezza, dell’educazione, del silenzio, forse anche troppo talvolta e dopo anni ho iniziato a capire che non ero così, sono cresciut_ convincendomi di ciò che gli altri vedevano di me, fuori, ho finito con il crederci, io sono timid_, silenzios_, educat_, no, io non lo sono, quella è l’idea che gli altri avevano di me e con cui io mi sono sempre guardat_ allo specchio, io avevo quelle sembianze ma sotto, sentivo l’opposto, un’opposizione netta, una forza ingombrante, sapevo che ciò che guardavo allo specchio non ero io, o meglio, del tutto io.
“VERGINE”, perchè
Vergine è qui per raccontarsi e raccontare le parti più nascoste della sua e della tua mente. Vergine è qui per darti coraggio, per aiutarti a sentirti te stesso, a sentirti più vergine, colmo della tua purezza priva da ogni condizionamento.
Vergine è qui per mostrarti i suoi pensieri, mostrarti i tuoi e farli crescere, sono fiori che nascono sul bordo delle strade, sui tetti, in mezzo ad aridi deserti, in posti impensabili, contro ogni senso, fuori dalle aiuole, lontano dall’acqua, al buio, sono fiori colorati che vogliono essere solo nutriti per colorare la tua pelle e renderti diverso, unico, semplicemente te stesso, del colore che vuoi.

“VERGINE” di Vergine (il disco)
VERGINE di Vergine è musica, un bouquet di fiori, un mix di forme e colori, pensieri contrastanti, forme d’onda differenti. VERGINE è in sintonia con la sua diversità, sfaccettato, poco generico, astrale, sognante, in esso passato presente e futuro si muovono in equilibrio. Ama le proprie parti oscure e accetta ciò che sembrano produrre nel mondo là fuori. VERGINE ha coraggio ed energia per portare alla luce ogni segreto angolo della sua mente, ogni affranto buio della sua personalità, ogni convinzione, ogni decisione. VERGINE parla d’amore, di vita, con cuore, mente e istinto. In VERGINE non c’è regola o genere. Ci sono sintetizzatori e intuizione. C’è necessità di creare suggestioni sonore dinamiche e altalenanti a tratti molto forti.
Capitolo 1: Vergine
Vergine, sognerai te stesso, la tua vera essenza, appena chiuderai gli occhi, che tu sia uomo o donna non importa, chiuderai gli occhi e vedrai la tua vera essenza e al tuo risveglio sarà li nella tua testa e non potrai fare a meno di averla vista, sentita, percepita, la ricorderai.
Capitolo 2: Gin Lemon
È tutto nella tua mente, in potenza, l’atto è incerto, timoroso, hai gli occhi puntati su di te, o forse stai solo immaginando, probabilmente sei condizionato dal giudizio altrui, cosa penseranno di te se quel pensiero in potenza divenisse atto. Siedi su una poltrona, sorseggiando freneticamente il tuo cocktail preferito, uno dopo l’altro e le tue labbra sanno di limone e i tuoi occhi si fermano sulle sue labbra, pensi al loro sapore e osservi. La mente viaggia, entri nella tua dimensione, chi hai difronte sa, ti desidera, li accade tutto, tutto ciò che vorresti, ma li, finisce tutto, nel fondo di un bicchiere, nella tua dimensione, nella tua mente. È stato bello, se solo fosse stato vero, se solo avessi avuto il coraggio di conoscere il vero sapore delle sue labbra e non solo delle tue.
Capitolo 3: Fragole
Fragole, simbolo di passione, una passione che ormai non ci appartiene più. Ciò che amavi non era solo tuo. Un vestito rosso è l’unico ricordo ancora nitido nella tua mente indossato da un corpo di cui ormai non riesci più a vederne il volto.
Capitolo 4: Caro caro
Un giorno di fine luglio a Milano, tra pensieri e un afoso caldo potrebbe rivelarsi il giorno, quel giorno in cui incontri gambe in pantaloncini e calzini bianchi e le vedi fuggire da te e tu vorresti fuggire da te, è amore, no, ma è l’immagine che mi resta di te.
Incontro i tuoi calzini in un’altra città e non li dimentico no, non mi dimentichi nemmeno tu. Fraintendimenti, forse troppi, non riesco mai capirti, capirmi, anche tu non hai il coraggio di viverti e vivermi, vuoi portarmi a bere qualcosa ma non lo fai, dici di volermi ed io non capisco.
Al buio, mentre la musica suona, finalmente ci guardiamo negli occhi, guardo i tuoi occhi che non hanno il coraggio di affrontare i miei e capisco solo in quel momento che non siamo in due…il tuo è un gioco in tre.
Bye bye Caro Caro, abbi anche tu il coraggio di venire alla luce, abbi il coraggio di mostrare chi sei.

Capitolo 5: Amore mio
Amore, una parola grande, una parola importante, una parola piena di significato, una parola che puoi attribuire ad oggetti, persone, a lui, a lei, a te stesso. Amore mio è l’amore per me, è il volersi bene, è il ribadirsi quanto “io sono l’amore”, quanto noi siamo importanti, in noi risiede la capacità di scegliere, di decidere ciò che essere, quando essere e come essere, in noi risiede la verità, la vita, noi siamo gli artefici, noi possiamo essere ciò che vogliamo. Ogni mattina, appena apri gli occhi urlati dentro “ io sono l’amore”, poi tutto ciò che ti circonda lo sarà di conseguenza.
Capitolo 6: Viole
“Viole” è profondo, viscerale, introspettivo, le viole sono un palliativo da inserire tra le rose per evitare che le spine possano far del male, possano pungere noi e chi ci sta intorno. Un mazzo di rose e viole una volta stretto in una mano potrebbe non pungere, le viole mediano quello che potrebbe diventare causa di un dolore.
Capitolo 7: Fiore Giallo
Ci sono pensieri che nascondiamo per il timore d’esser scomodi, inappropriati, non adatti al contesto, alla società, alla situazione che viviamo. Il nostro atteggiamento è remissivo, tendiamo ad oscurarli, a far finta che non esistano e continuiamo a vivere sentendoci sempre non pienamente noi stessi. Quel pensiero però, per quanto tu possa nasconderlo è li nella tua mente e non aspetta altro che le tue attenzioni, ha un potenziale grandissimo ed è giallo come la gelosia che potrebbe attrarre a sé se mai fosse visto da chi ti è intorno. Potrebbe essere il pensiero più bello della tua vita ma devi scoprirlo. Come un fiore, innaffialo e lascia che sbocci dentro e fuori di te.
Capitolo 8: Chiamami Valentina
Valentina non è una donna, non è un uomo, Valentina è una persona stanca di essere vista come uno stereotipo, stanca di esser vista da una sola angolazione, Valentina vuole che sia apprezzata per ogni suo lato ma soprattutto vuole non essere idealizzata. Valentina canta l’indecisione che vive in ognuno di noi e lo fa con leggerezza, come una bimba spensierata che corre e canticchia melodie pur sapendo che quel gioco non potrà mai averlo e forse non lo vuole nemmeno, può averne tanti altri.


