Nuovo album di Mari Conti a ottobre

Il prossimo 8 ottobre, via Numen Records, Mari Conti pubblicherà un nuovo album, Invisible Things.

Questo nuovo lavoro è stato scritto a quattro mani con Osmond Wright (Mozez), ex frontman degli Zero 7, band pioniera del trip hop che – insieme al Bristol sound dei Massive Attack, ai Portishead e ai francesi Air – segnò un’era musicale decisiva per la musica elettronica di fine anni ’90, le cui influenze sono evidenti nella musica della stessa Mari.

Invisible Things è composto da undici brani pluridimensionali – tra cui una cover della celeberrima Amarsi un po’ del grande Lucio Battisti – che rimandano ad atmosfere ipnotiche e un po’ surreali, dal sound attuale e moderno.

L’album racconta del buio e della luce che sembrano connessi in qualche modo da un filo sottile ed invisibile, come suggerisce il titolo dell’opera.

La title track, in particolare, vuole infatti essere una riflessione su tutte le cose immateriali della vita che fanno parte della nostra esistenza e che ci guidano silenziosamente verso il nostro destino: in particolare l’aria, l’anima, la musica e i sentimenti.

C’è chi le chiama coincidenze, chi invece le definisce piccoli miracoli: questi avvenimenti sembrano accadere per caso ma, sommandoli nel loro manifestarsi cronologico, danno l’impressione di essere stati scritti per noi molto tempo prima e influenzano, nel bene e nel male, il corso degli eventi.

Altro tema importante per la cantautrice è quello affrontato nel brano Live Now, ovvero il concetto di “carpe diem”, di “qui e ora”: dovremmo vivere pensando al presente perché non conosciamo il futuro e non sappiamo cosa e come saremo e soprattutto se ci capiteranno le stesse occasioni.

L’amore e’ decisamente fra i temi essenziali del disco, in quanto motore della vita, ciò che raccoglie la sfera dei sentimenti: invisibili agli occhi ma fondamentali per l’esistenza umana. Da qui anche la scelta della cover di Battisti che canta l’amore fatto sia di difficoltà che di spontaneità (“Amarsi un po’ è come bere. Più facile è respirare. Basta guardarsi e poi avvicinarsi un po’ e non lasciarsi mai impaurire no, no”).

Tutti i brani inclusi in Invisible Things sono stati scritti diversi anni fa e ciascuno presenta un velo di nostalgia , come se in qualche modo Mari avesse presagito questo momento incerto che stiamo vivendo ora.

Il disco non vuole però essere in alcun modo un album malinconico, al contrario, il messaggio che porta è decisamente positivo: la vita è fatta di paure (Scared), di momenti bui nei quali la forza della fede o energia universale ci fa reagire e ci fa rialzare ogni volta (Shine on Me), spesso ci ritroviamo in balia del destino e degli eventi che ci portano dove vogliono (Chances), ma possiamo accettare tutto ciò, di giorno in giorno, con la luce negli occhi di una nuova alba (New Dawn).

Questo tipo di considerazione è qui più evidente e sviluppato, rispetto al precedente lavoro di Mari, grazie ad una maggiore maturità interiore e ad una più profonda consapevolezza del tempo che passa.

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