Interview: wLOG

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con wLOG, un atipico cantautore che riesce a combinare perfettamente un animo da discotecari degli anni Novanta, con quello di chi vive a pane e Indie Italia su Spotify. Il suo ultimo singolo è uscito da meno di due settimane, s’intitola Un colpo solo e promette davvero bene per il futuro. Ecco quello che ci ha raccontato!

Si può dire che hai unito un’attitudine dance a canoni strettamente indie?
In realtà ho cercato , ed il progetto è ancora in evoluzione, un vero e proprio nuovo sound. Sicuramente l’idea è una fusion tra ritmiche e melodie che faccia smuovere, e muovere, sia i corpi che le emozioni. Ci sono stati brani più intimi e slow come Amsterdam Arena ed altri ancora ce ne saranno. Chiaramente il focus è sul nuovo sound che fonde suoni, ritmi, metriche e melodie un po’ lontane dal consueto. E’ un progetto certamente sperimentale. Questo lavoro è stato fatto senza seguire canoni precisi dance o indie, ma seguendo una ispirazione del tutto spontanea e naturale.

Chi è wLOG, da dove arriva e che cosa racconta?
wLOG è un uomo poliedrico che ha tantissimo da raccontare. Un artista che vuole dare. Da sempre ispirato nella scrittura sia di testi che di canzoni. La mia vita è un forte concentrato di esperienze romanzesche. Ho colto il momento ideale per partire con il progetto solista. Ho voglia di fare e dare qualcosa di nuovo mettendo al servizio del progetto stesso tutta la mia esperienza senza aspettative. L’ unico intento è quello di divulgare e sperimentare.

Come è stato registrato il brano? Qualche aneddoto dallo studio?
Il brano è stato registrato in studio. Il processo creativo è atipico e fuori dai canoni. Come quasi tutti i brani nasce sulla mia chitarra già con una certa predisposizione al nuovo sound, ed in seguito viene creato l’abito migliore. In realtà quel giorno dovevo fare una delle varie prove del Partyamo seconda tappa. Mi sono presentato però con il testo finale del pezzo ed abbiamo deciso di chiuderlo anticipando di qualche giorno. Tutto in modo scorrevole e spontaneo.

Quali sono le tue influenze musicali? Qualcosa che non ci aspetteremmo?
Per il mio progetto sviluppo solo ciò che la mia radiolina interiore mi propone come spunto. Mi piace l’idea di cercare cose nuove. Strade non battute. Trovare soluzioni armoniche e di stesura un po’ lontane dal resto. Detto ciò influenze ce ne sono per forza. Sono cresciuto spaziando tra classica, prog, pop, punk, techno, jazz e cantautorato nostrano ( Lauzi, Battiato, Concato, Vecchioni, Dalla, Zero, Jannacci). Influenze del passato che non vi aspettate? Alberto Camerini, Aznavour, 2PAC, Morricone, Genesis, Rush, Ozzy Osbourne, Teenage Funclub….to be continued…..

Ma… l’idea del tram? Ce la spieghi?
Per il tram è molto semplice. In primo luogo volevo un evento diverso che mettesse le persone che partecipano al centro dell’evento stesso. Una festa che facesse emozionare in modo genuino. E’ bella la sensazione che si prova ad essere osservati dalla città, Il tram spara luci e suoni! Da dentro si vede la città e si sente la musica. Sembra di essere su una navicella spaziale. E’ una festa che serve a stare bene e ad uscire dai soliti contesti. Suono e canto a contatto con tutti. In simbiosi con il pubblico che in questo modo mi sta conoscendo per quello che sono: una persona che non crede nella “starizzazione” , ma solo nella purezza dei sentimenti, nella semplicità, nell’indipendenza e quindi dell’arte.

Partyamo è una festa che si sta evolvendo verso nuovi orizzonti.

Un colpo solo è una canzone triste?
Secondo me non esistono canzoni di default tristi o allegre. Ci sono sfumature che si soggettivizzano in base alla sensibilità e la storia dell’ ascoltatore. Diciamo che è un racconto di un viaggio e di una fuga che certamente propone il dramma di un ambiente che frena e che può condizionare. Lo sfondo di un passato complesso, ma anche l’idea che esiste sempre una possibilità di cambiamento. In questo caso il coraggio di chiudere con il passato lo si trova nell’amore. Un colpo solo vuole anche ricordare che non sempre ci si deve omologare all’ambiente che ci circonda, ma che si può cambiare. La vita è un ‘avventura che va vissuta anche con un po’ di follia. E’ la mia dedica a tutti i viaggiatori.

La domanda che non ti ho fatto ma che avrei dovuto farti?
Prossimi progetti? Sto lavorando ad un EP che spero uscirà presto! Un abbraccio

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