Interview – Virginia Veronesi

Dal 17 settembre sarà disponibile in rotazione radiofonica e sulle piattaforme di streaming “DOVE NON MANCA NIENTE”, il nuovo singolo di VIRGINIA VERONESI.

“Dove non manca niente” è un brano ritmico e incalzante che adegua i passi di chi lo ascolta al viaggio della canzone. Le strofe – più liquide – permettono di immergersi nelle pieghe del testo e in quel luogo dove non basta nient’altro che l’amore, stare bene. Il significato del testo è stratificato e può essere letto in diversi modi, ma ciò che emerge in modo inconfondibile è la condizione comune degli esseri umani fatta di fragilità e ricerca spasmodica che a volte fa perdere le tracce di ciò che davvero ha valore: riconoscersi per non sentirsi soli. 

Partiamo con una presentazione di stampo classico: chi sei, da dove vieni, come descriveresti il tuo progetto artistico a chi ti scopre per la prima volta?

Ciao, sono Virginia Veronesi, una cantautrice di Lodi ( ma nata al mare ). Dove non manca niente è il primo singolo di un nuovo percorso musicale, fatto di sonorità elettroniche ed eleganti. Il ritmo è incalzante e profondo, come se fossero la vibrazione dei passi di un gigante sulla Terra. E’ un brano che parla di fragilità, di ricerca costante e spasmodica che a volte fa perdere le tracce di ciò che ha valore: riconoscersi per non sentirsi soli.
Parliamo un po’ del tuo background musicale: quali sono gli artisti che ti hanno maggiormente influenzato e quali sono state le esperienze maggiormente rilevanti nel corso della tua formazione?Tutta la musica che ho ascoltato fino ad oggi ha influenzato il mio modo di scrivere musica. Ho un bagaglio ampio di ascolti: dal cantautorato classico di De Andrè, al cantautorato americano femminile: Carole King, Jony Mitchell, Tori Amos. Amo anche il rock come i Biffy Clyro e i Foo Fighter, oltre ai più recenti progetti elettronici di St. Vincent o Lorde. Non definisco dei confini e devo solo capire se in quel brano mi riconosco. Da piccola ho ascoltato anche tanta musica classica e barocca. Anzi ho iniziato proprio da lì! Le esperienze maggiori e che hanno dato un bel segnale al mio percorso sono stati il progetto da voce-testimonial per X factor 8, con una reinterpretazione del brano Try di Pink e il successivo progetto per l’azienda Chicco col singolo in inglese When I was you, che mi ha permesso di cantare anche all’estero, tra cui: Valencia e Maldive. 

Come dovrebbe essere secondo te un live perfetto?
Il live perfetto è che si possa avere una formazione adatta alle proprie esigenze e non la necessità di ridurre la formazione per mancanza di budget !Partendo da  questa situazione ideale, il live perfetto è comunicazione tra i musicisti, momenti di libertà espressiva sul palco, emozioni ed energia. Amo molto anche i live acustici, dove il cuore dei brani è talmente scoperto che, se ha valore, arriva subito. 

Quali sono, secondo te, i pro e i contro della scena musicale in Italia?
I pro sono la tenacia, la voglia di non mollare e di risollevarsi sempre – soprattutto dopo un periodo così difficile come quello che abbia passato. Chi crede nell’espressione artistica ( e non parlo sono di musica) e ci prova con tutto sé stesso, contribuisce a generare movimento e novità con la propria esperienza. Ed è essenziale stare in movimento. I contro sono che la musica è influenzata dal mercato e dalle case discografiche maggiori che sono in forte difficoltà e che hanno poca possibilità di investire su progetti meno di tendenza per poterli far crescere. La musica ha un ruolo molto importante nella vita delle persone e credo che serva visione e un po’ di coraggio in più da parte di chi detiene ancora delle risorse per fare la differenza. 

Come è nata l’ispirazione per “Dove non manca niente” e qual è la situazione ideale per ascoltare questo tuo pezzo?
E’ nata dalla sensazione di frenesia che nell’ultimo periodo sentivo influenzare la mia vita quotidiana. Poi paradossalmente, mentre scrivevo il pezzo, ci siamo trovati dentro la prima ondata di pandemia e il mondo è come se avesse avuto una brusca frenata d’arresto. La paura ha paralizzato tutti e l’unica cosa che mi ha “rassicurato” era la sensazione che fossimo tutti sullo stesso piano. E in qualche modo, dovevamo riconoscerci come ciò che siamo: fragili, ma con grandi risorse da poter condividere. Dove non manca niente è uno spazio che si è creato e che abbiamo l’opportunità di poter riempire con qualcosa che faccia bene: l’amore, per esempio. Suggerisco di ascoltarlo mentre si cammina, con le cuffie. Sentirete che il vostro passo, si adatterà al ritmo del brano. 

Cosa puoi raccontarci del tuo disco in uscita?
Non c’è ancora l’idea di fare uscire un disco intero, ma è quello che mi auguro succederà col tempo. Ora voglio iniziare a farmi conoscere e a far capire il mio modo di fare musica. Spero che questo primo brano ci avvicini un po’. Ma non sarà l’ultimo… 

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