Interview: Orsini
Abbiamo intercettato ai nostri microfoni Vincenzo Orsini, in occasione della sua nuova vita artistica e del suo nuovo singolo intitolato “La città di carne”. Questo il risultato della nostra piacevole chiacchierata virtuale.
- Ciao Vincenzo, cosa rappresenta per te questo nuovo progetto “Orsini” dopo tutte le svariate e passate esperienze musicali?
Questo è un progetto nato dalla voglia di differenziare dei percorsi musicali (quello cantautorale e quello del producer) e indagare delle tipologie di sound diverse (l’elettronica e il rock con chitarre basso e batteria).
Il fatto è che Five Tons of Flax è diventato un progetto di musica elettronica, il cantautorato che ho in mente è molto distante, almeno al momento, In questo periodo ho avuto una forte attrazione verso la synthwave: In particolare Carpenter Brut, Master Boot Record , poi anche l’elettronica Vitalic, ho approfondito meglio la musica dei Daft Punk, riascoltato Nathan Fake, quindi tutti questi ascolti stanno facendo parte del bagaglio culturale del prossimo disco, che ho faticato a inquadrare e mi ha mandato in crisi svariate volte in questi anni.
Collateralmente io continuo a suonare in una cover band locale: i Nebula Pop e ho ricominciato a scrivere alla vecchia maniera: con carta, penna e chitarra, sarebbe stato estremamente confusionario fare uscire tutto questo magma di roba con un unico progetto, quindi eccomi qua: Orsini, perché mi urta spiegare i significati degli pseudonimi!
- Cosa ti ha ispirato maggiormente nella realizzazione del nuovo singolo “Città di carne”?
Ho scritto questo pezzo anni fa, infatti è uscita nel 2018 una versione di FTOF più elettronica e Io-fi.
L’ ispirazione è stata Bologna e quello che ho visto quando sono andato a trovare una carissima amica, la sera del ritorno avevo già nostalgia, così ho scritto la poesia che sarebbe diventata quasi per intero il testo del pezzo.
La città di carne è sia un riferimento al colore delle mura nella zona universitaria di Bologna, sia un invito a vedere le immagini del testo come qualcosa di interiore.
- Cosa ti aspetti adesso da questa nuova fase musicale?
Sicuramente una dimensione più incentrata sulla partecipazione e la dimensione live. Questo progetto ha dei collaboratori molto validi con cui sto collaborando: Lorenzo Giannì, Giovanni Spadaro e più recentemente Davide Calafato; quindi mi aspetto un sound molto più ricco di quello che riesco a creare da solo. Abbiamo provato dal vivo questo progetto ed è andata ben oltre le mie aspettative, quindi spero proprio di portarlo in giro e suonare il più possibile.
- Pensi che il panorama sia saturo di cantautori o che ci sia ancora spazio?
Forse nell’ambito nazionale, ma il confine tra “finto” e “autentico” ormai è diventato talmente sottile che mi sono stancato di quasi tutti,in questo periodo sto attenzionando molto più la musica locale, ci sono molte persone interessanti nella mia zona, recentemente ho visto Mattia Gallazzo, un ragazzo di Solarino molto giovane e interessante come autore, per non parlare ovviamente di Marco Castello che ha avuto un meritatissimo successo. Poi ho il piacere di avere due cantautori nella stessa formazione di Orsini: Lorenzo Giannì, che sta continuando a pubblicare ed evolvere costantemente a livello musicale e un giorno vorrei pubblicare qualcosa in collaborazione; poi Davide Calafato ha un progetto cantautorale con
cui ho avuto il piacere di suonare la chitarra che si chiama Nerodiluna; infine poi ho sviluppato un “guilty pleasure” che si chiama Tony Pitony, dove suona anche Giovanni Spadaro, perché è quel tipo di produzione certosina e fatta bene che mi piace, e lui è un personaggio pop meno banale di quanto possa sembrare a una prima occhiata. last but not least: dal vivo quando stacca l’autotune sa cantare veramente.
- Abbiamo apprezzato “Città di carne” per la sua originalità ed autenticità, cosa dobbiamo aspettarci di nuovo da questa nuova “era” musicale?
Credo una varietà sonora più ampia e una produzione meno cervellotica di Five Tons of Flax, ma anche più parole che vogliono suscitare una reazione emotiva. in sostanza più “me” e meno il mio inconscio. “E vedere di nascosto l’effetto che fa” (cit.)
- Dicci pure (se vuoi) i tuoi prossimi passi. Insomma, spoileraci qualcosa.
I miei prossimi passi sono la pubblicazione a Settembre del secondo EP con due canzoni, sono ancora indeciso su quale darà il titolo e quale sarà la “B-SIDE”. Nel frattempo sto producendo una colonna sonora con Matteo Cavagnacchi per un cortometraggio, una volta finito tornerò a fare i miei lavori per i prossimi EP di Orsini e Five Tons of Flax. Vorrei fare anche una cover a nome di entrambi i progetti.
https://youtu.be/_2x957Y9Hec?si=5Np6ApdO8F626vY1
https://youtu.be/_2x957Y9Hec?si=5Np6ApdO8F626vY1

