Interview: LUK
LUK è il progetto solista di Enzo Colursi, cantautore napoletano, classe ’91. Ha sempre ascoltato i cantautori italiani sin da piccolissimo: Tenco, Guccini, De André,Battisti, Daniele, De Gregori e così via. Lucio Dalla su tutti ha cambiato irrimediabilmente la mia vita ed è colpa sua se oggi prova a scrivere le canzoni. Ad un certo punto, dopo aver passato anni ad esibirsi con il piano in situazioni acustiche, avverte il bisogno dell’elettronica e di suoni diversi. La dichiarazione di intenti di LUK è il linguaggio diretto, la descrizione di immaginari urbani, veri, i suoni distorti e una voce disperata. Il suo primo disco “Nove sigarette” racchiude tutto ciò che ha sentito dentro la pancia in questi ventinove anni ed è stato anticipato dall’uscita dei due singoli “Acab” e “Lucio Battisti”. Ecco cosa ci ha raccontato…
Te l’avranno già chiesto mille volte ma facciamo finta che tu debba presentare la tua carta di identità: chi sei, cosa fai e dove vivi…
Un fiorino!!! Sono Enzo, in arte LUK, provo a scrivere canzoni e sono nato a Napoli dove vivo tutt’ora.
Veniamo ora a “Nove sigarette”, il tuo album d’esordio. Quando sono nate queste nuove canzoni? Le hai costruite negli anni o sono uscite fuori di getto?
Le canzoni presenti in “Nove sigarette” sono nate nell’ultimo anno e mezzo. Sono uscite fuori in modo spontaneo ed aggressivo e sono contento di come poi siano state realizzate. “Lune storte” è l’unica canzone un po’ più datata, fu scritta nel 2013 e siccome non è stata mai realizzata in studio, ho deciso di inserirla in questo album d’esordio.
Cosa cantava da piccolo Luk?
LUK da piccolo cantava molte canzoni pop. La musica leggera italiana mi ha accompagnato per tutta l’infanzia fino ad arrivare ai cantautori scoperti durante l’adolescenza.
Voce 001 è una traccia del disco che hai fatto uscire in versione domestica, così come è nata. Perché questa scelta?
“voce001” è stata scritta di notte, ad agosto, mentre lavoravo come animatore/cantante in un villaggio turistico in Calabria. Stavo definendo e scegliendo le canzoni che avrebbero fatto parte del disco e dopo averla scritta, la registrai con il cellulare per sottoporla a Massimo Blindur De Vita, il produttore artistico dell’album. Quella registrazione ci è sembrata poi così potente e sincera, così abbiamo deciso di immortalare quella notte di metà agosto.
Anche se spesso agli artisti non piace essere paragonati ad altri, ascoltandoti ho ritrovato un po’ del vecchio Masini (e penso di farti comunque un grande complimento). Hai ascoltato negli anni i suoi brani o la mia è solo suggestione?
Innanzitutto, sappi che questo è il complimento più bello che tu possa farmi. Più di venti concerti visti, la collezione originale di tutti gli album, tutte le canzoni a memoria…cos’altro aggiungere? Non era solo una suggestione!
So che le canzoni sono come dei figli ed è difficile dire a quale si vuole più bene, però se dovessi chiederti il brano del tuo album a cui sei più legato, quale sceglieresti?
È veramente difficile rispondere a questa domanda. Tutte queste canzoni sono state scritte in momenti importanti e significativi ed è complicato sceglierne una. “Nove sigarette” probabilmente è il brano che più mi emoziona quando lo canto.

