Interview: Lil Alice

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Lil Alice, cantautrice vicentina che ha pubblicato da pochissimo il suo nuovo singolo dal titolo Oceano, un nuovo capitolo che fonde influenze blues dalle sonorità liquide e profonde, la cui struttura non convenzionale ha preso ispirazione dalle onde del mare. Un flusso simile a quello che si prova quando ci si innamora, una condizione talvolta agro-dolce che ci trascina ad un’esplorazione profonda delle proprie emozioni più pure, dei dubbi e delle incertezze, ma anche del desiderio e l’attrazione magnetica che ci spinge a cercare l’altro anche quando i contorni non sono del tutto nitidi. Questo è Oceano.

Ecco cosa ci ha raccontato!

Oceano è in realtà un brano che nasce in realtà qualche anno fa. Che cos’è successo nel frattempo?

Tanto per restare in tema, di acqua sotto ai ponti ne è passata molta. Quando ho scritto OCEANO ero giovanissima, mi sentivo divisa tra il belcanto, la chitarra blues/jazz e il teatro, discipline apparentemente molto differenti, ma questo brano è stata la scintilla che mi ha fatto capire quale sarebbe stata la strada che volevo inseguire, ovvero un’unione di tutte queste cose. In quel momento ho capito che ero alla ricerca di una performance totale, che racchiudesse tutti i differenti aspetti che coesistono in me: mi sentivo autrice ed interprete allo stesso tempo. Così ho deciso di continuare a scrivere e comporre. E poi è arrivato l’incontro con la musica antica, che avevo avuto modo di cantare spesso in formazioni corali. Specialmente da questo repertorio ho ereditato un gusto per la polifonia, la ricerca di timbri particolari e l’importanza del rapporto parola-musica. Tutto quello che studiavo ed eseguivo in concerto ha cominciato a riflettersi anche nei miei brani. La ricerca, inoltre, di un mio punto di vista è sempre stata una necessità e ho continuato a cercarla.

Chi è Lil Alice quando non suona?

Alice quando non fa concerti in realtà suona sempre, perché lo studio e la preparazione sono cose che non trascuro. Lavoro quotidianamente al perfezionamento della voce e allo studio di repertori specifici. Molto del lavoro lo dedico anche al comporre i miei brani: scrivere i testi e le musiche è un processo che ha bisogno di tempo, di svuotare la scatola e raccogliere gli elementi più interessanti che vi trovi dentro. E’ appunto un lavoro di ricerca, di conoscenza anche, se vogliamo, perché permette di esplorare se stessi. Diciamo anche che nella mia musica cerco di far confluire tutto quello che mi piace e mi appartiene oltre ad essa, come i libri che leggo, i film che ho amato, i pittori che adoro, le persone e le situazioni che incontro…è un grande contenitore dove metto tutti i colori e le sfumature che colgo nel quotidiano. Molto imparo anche dal fatto di essere madre, che mi permette di avere sempre i piedi ben piantati alla realtà. Solamente, ho scelto di avere una vita sempre piena di musica e stimoli belli e positivi.

Che correlazione c’è tra oceano e amore?

OCEANO è una scena di me ai bordi di una “fondamenta” in un luogo poco frequentato di Venezia, ascolto le onde nel momento in cui la marea si alza, mi faccio cullare da questo suono avvolgente e penso alla persona di cui sono innamorata. Immagino di dialogare con questa persona, ho dubbi e paure sulla relazione che potrebbe anche non nascere ma il desiderio di manifestare il mio amore è grande, così come la speranza di essere corrisposta. E’ un dialogo tra me e me, un viaggio interiore che porta in luce anche le mie insicurezze; ma è anche un’immaginaria dichiarazione d’amore, la ricerca di una conferma nell’altro. Un sentimento che cresce poco a poco come un’onda del mare e diventa travolgente…dal suono dell’acqua ho avuto l’ispirazione di costruire un brano che ne seguisse il flusso e il risultato ne è stato uno dalla struttura non convenzionale della canzone ma che segue un flusso, appunto, emotivo.

Leggiamo che tra le tue influenze ci sono anche Franco Battiato, Joni Mitchell e PJ Harvey. C’è invece qualcosa che proprio non ci aspetteremmo?

La mia schizofrenia musicale non ha limite ma forse potrei sorprenderti affermando che mi piacciono le composizioni religiose di Francis Poulenc, le opere di Claudio Monteverdi, la musica ancestrale di Alì Farkatourè, le folk songs di Benjamin Britten, le chitarre di Baden Powell, i paesaggi sonori di John Coltrane e Miles Davis…

Cosa c’è nel futuro di Lil Alice?

Nel futuro c’è l’uscita di un vero e proprio album, di cui sto curando non solo la scrittura ma anche la produzione artistica. Ci saranno musicisti meravigliosi che suoneranno al mio fianco e la cosa mi dà un’energia immensa. Avevo realizzato un ep nel 2013 e da lì l’idea di fare un album era sempre rimasta nell’aria. Dopo essermi dedicata nel frattempo anche ad altri progetti musicali, ho finalmente deciso di realizzare questo lavoro raccogliendo una serie di brani scritti negli ultimi anni. Oltre alla musica sto lavorando anche alla realizzazione dei videoclip annessi, altra cosa che mi riempie di energie positive, di cui ne abbiamo veramente bisogno soprattutto in questo momento storico.

Qual è la domanda che non ti ho fatto ma che invece avrei assolutamente dovuto?

Forse quanti anni ho ma, in verità, hai fatto benissimo, perché è sconveniente chiedere ad una donna l’età. 😊

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