Interview: Hoka Hey

Piacere di conoscervi Hoka Hey. Parlateci del vostro nuovo singolo Aria. Quali sono state le vostre ispirazioni? 

Il piacere è nostro, grazie.  Aria è un brano con cui diamo voce ad un’esperienza personale di trasformazione interiore che ha prodotto inevitabilmente anche importanti cambiamenti esteriori.

In virtù del fatto che la vita delle persone, oggi, è dominata dalla mente, associata proprio all’elemento aria, con questo pezzo abbiamo cercato di mostrare come la malcomprensione sia divenuta ormai, il terreno su cui poggiano tutte le relazioni umane.

Potete spiegarci meglio questa distinzione che fate nel brano tra ego, anima e mente? 

Innanzitutto grazie per questa domanda tutt’altro che banale e che meriterebbe veramente un’ampia trattazione in risposta. Per farla breve, l’essere umano è un’anima che utilizza una “macchina biologica” (cioè un ego) per  vivere in questa dimensione terrestre basata sulla dualità (bene e male, bello e brutto, luce e ombra …) e la mente è il ponte di connessione fra le due. La sua natura è duale e dispone di una parte logica e razionale connessa all’ego, mentre l’altra intuitiva ed immaginativa è correlata all’anima. Purtroppo, oggi, siamo tutti identificati solo con la prima e viviamo, quindi, come “macchine biologiche” e non come “scintille incarnate”: un vero dramma. 

Rispetto alle vostre influenze musicali, quali sono i generi e gli artisti che vi accompagnano lungo il vostro percorso artistico? 

Siamo sempre stati ispirati da grandi artisti che avevano realmente qualcosa da trasferire in termini di contenuti e bellezza: Jim Morrison, Jimi Hendrix, Johnny Cash, Franco Battiato, Giovanni Lindo Ferretti, ma anche Verdena, Pearl Jam, Nirvana, RHCP, Joy Division, Ravi Shankar o grandi cantautori italiani.Negli anni passati, ogni genere e ogni forma musicale con uno spessore e una sfumatura da donare poteva offrire un’ispirazione. Oggi, in realtà, prediligo ascoltare musica classica e lasciarmi ispirare dall’alto. 

State pianificando altre uscite? Dopo l’ep che avete pubblicato di recente, quali sono i vostri programmi futuri? 

Io sono sempre più per la qualità e la non pianificazione: quando arriva l’ispirazione giusta l’accolgo con grande stupore e gratitudine e mi metto a servizio per offrire al  mondo creazioni artistiche e bellezza che possano permettere a chi ci ascolta di ricontattare l’Anima.


Se vi dicessero di cancellare uno dei brani dalla vostra discografia a quale rinuncereste? 

Ogni pezzo parla di chi siamo stati e, in realtà, ha una sua ragione d’esistere. Però, per chi sono ora, direi che sarei pronto a rinunciare ad “Abuelo Blues” anche se so che è uno dei brani più apprezzati dal pubblico, perché l’energia che porta con sé è davvero molto distante, se non addirittura dissonante con quella che mi caratterizza oggi. 

Cosa significa per voi proporre un certo tipo di tematiche in un momento storico così complicato e come pensate di arrivare alle persone? 

Si tratta semplicemente di coerenza interiore. In un periodo storico come quello che stiamo vivendo ora presentare tematiche così importanti e profonde è, per certi versi, anche un atto di grande coraggio. L’umanità non vive, sopravvive miseramente, schiava di una meccanicità appresa: non si onora la vita perché la coscienza si è sopita. Per questa ragione noi cerchiamo di richiamare l’attenzione su un nuovo modo di pensare che si discosti nettamente da tutto ciò che nutre l’inconsapevolezza e l’illusione. E non adottiamo strategie particolari per arrivare alle persone: confidiamo che il richiamo venga percepito da chi è pronto ad accoglierlo.

Quali sono i vostri punti di forza come duo? 

Io creo io testi, o meglio, mi occupo della stesura di testi per i quali Marcos riesce sempre a cucire abiti musicali perfettamente risonanti Questo è il principale punto di forza. Poi, di fatto, siamo anche  la perfetta espressione di due modus vivendi opposti e complementari: due facce della stessa medaglia, e in un periodo di separazione come questo, l’intenzione di lavorare per integrare è uno stimolo di crescita, che a livello sottile, si trasforma in valore aggiunto nella nostra musica.

www.facebook.com/hokaheyrock/
https://www.youtube.com/watch?v=_dBXhD_Lkco

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