Interview – Elia Truschelli

Disponibile dal 12 settembre “Felici con niente”, il nuovo EP di Elia Truschelli. Quattro canzoni che raccontano la sua vita tra passato e presente. Tra gratitudine verso la famiglia di origine e sogni per il futuro. Elia Truschelli aveva iniziato questo percorso già nel disco “Sembrano Favole” dove raccontava principalmente storie legate al suo passato. In “Felici con niente” c’è un po’ un mix con dediche alla sua famiglia che richiamano momenti legati alla gioventù, a quello che ha vissuto negli ultimi anni.

Il cantautore sa conquistare il pubblico con il suo stile da cantastorie. Ogni brano è una fotografia e una storia dipinta, impressa e indelebile. “Felici con niente” è un tuffo in questa vita e un momento di riflessione per l’ascoltatore. Un EP che si ascolta con piacere dall’inizio alla fine, con delicatezza e dolcezza. Una piccola coccola che il cantautore regala al mondo.

Elia, il tuo nuovo EP Felici con niente è uscito il 12 settembre. Puoi raccontarci da dove nasce questo progetto e cosa ti ha ispirato negli ultimi due anni?


E’ una raccolta di momenti di riflessione in cui ho dedicato molta attenzione e meticolosità nella scelta della composizione dei brani. L’idea è nata man mano che il materiale ha preso forma, ogni brano mi ha portato a pensare una sorta di evoluzione nel corso del tempo. E’ contraddistinto da stati d’animo specifici e possono essere riassunti in: gratitudine, preoccupazione, indecisione ed infine felicità nell’acquisire consapevolezza nel prendere decisioni importanti.

Rispetto al tuo disco precedente Sembrano favole, questo EP sembra più intimo e personale. Quali differenze senti nello stile e nei contenuti?

Indubbiamente è più personale, e devo dire che riascoltandolo e confrontandolo ai precedenti lavori ho cambiato il modo di scrivere: è più sintetico, più scorrevole e meno sofisticato. Lo apprezzo perché amo la semplicità, un aspetto che mi contraddistingue da sempre. Anche gli arrangiamenti mi rispecchiano di più e nel suonarli mi sento più a mio agio.

Hai detto che ogni brano segue un filo cronologico della tua vita recente. Come hai deciso quali momenti raccontare e quali invece lasciare fuori?

Ho tanti brani nel cassetto che ho scartato, quelli che ho scelto per l’EP sono quelli più significativi e rappresentano al meglio quello che è accaduto recentemente. Da tempo, i due brani dedicati ai miei genitori, premevano per uscire e mi sono imposto di concluderli il prima possibile. Quando si tratta di parlare della mia famiglia tendo sempre ad avere la sensazione di non dire mai abbastanza oppure ho il timore di non esporre le cose nel modo giusto, ma con queste due canzoni credo di aver chiuso un triangolo importante. Nello scorso album ho parlato di mio fratello, in questo di mio padre e mia madre. Le altre canzoni indubbiamente sono dei passi importanti verso la maturità. Sono molto felice di aver raggiunto serenità e tranquillità e di aver preso decisioni importanti. Queste canzoni mi hanno aiutato molto a fare chiarezza.

Hai detto che scrivere non è mai stato un dovere ma una necessità. Come nasce un tuo brano, dalla prima idea alla versione finale?

Parte quasi sempre dalla parte testuale, poi costruisco la musica intorno al testo cercando di sentire come posso esprimere le parole al meglio. Il vestito musicale dev’essere su misura, se c’è qualcosa che non quadra lo rifaccio daccapo. E’ successo più di una volta di rifare completamente la musica perché non mi convinceva del tutto, mentre la parte testuale non la cambio quasi mai, o meglio non cambio il concetto, se proprio tengo l’intera canzone nel cassetto se non mi piace abbastanza per pubblicarla.

Come ti rapporti con le emozioni più delicate o difficili quando le trasformi in canzoni?

E’ una domanda per niente facile, provo un senso di pudore nel riascoltare o suonare le mie canzoni, mi vergogno un pò ad esprimerle perché sono tanto personali. E’ come essere nudi davanti a migliaia di persone. Però sono consapevole che questo è il mio lavoro. Un cantautore deve fare i conti con questo: le esperienze personali, come i sentimenti sono al servizio di tutti coloro che sentono la necessità di immedesimarsi e che hanno bisogno di essere capiti. Attraverso la musica, si cresce, ci si emoziona, e lasciare un segno attraverso di essa credo che sia meraviglioso. Quindi sono ben disposto a farlo, anche se c’è questo senso di inadeguatezza.

Quali sono i prossimi passi per te e per la tua musica dopo l’uscita di questo EP?

Sto preparando un concerto con i brani dell’EP e dell’album scorso, con alcune cover. Spero di poterle suonare in contesti importanti, se lo meritano sia le canzoni sia i musicisti che hanno suonato in questo progetto. Ovviamente continuerò a scrivere e a cercare di migliorare, mi entusiasma sapere che qualche brano potrebbe nascere da un momento all’altro. Il processo creativo è affascinante e quando accade succede qualcosa di magico.

ASCOLTA SU SPOTIFY: https://open.spotify.com/intl-it/album/1kKG0DB4xvL2D1X8JuSU1m

One Comment

  • Roberta Fava ha detto:

    Ho letto l intervista e ascoltato tutti o brani di questo bravissimo cantautore, ho trovato tutto coerente ciò che ha detto con le canzoni! Merita veramente di poter avere il giusto merito, perché chi scrive con semplicità e col cuore merita sempre;inoltre ha una voce stupenda!
    Continua così Elia!!

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