Interview – Bohris
“Panico” è un sentimento che può catturarci durante la notte e il nuovo singolo di BOHRIS, disponibile su tutti i digital store dal 11 aprile. BOHRIS apre il 2025 con un brano elettro pop che segue le orme dei precedenti. Atmosfere malinconiche si intrecciano e abbracciano un ritornello incalzante in grado di catturare l’attenzione del pubblico. La notte fa da sfondo a pensieri e tormenti. Un loop ben rappresentato dal sound della canzone e dalle parole stesse.
Lo stile di BOHRIS è un mix di profondità e voglia di lasciarsi andare alla melodia. “Panico” racchiude perfettamente l’essenza del musicista.
l sound di “Panico” è molto curato e avvolgente. Da dove sei partito nella produzione: testo, melodia o atmosfera sonora?
Grazie mille, è anche e soprattutto merito dei miei produttori (Fabio Balestrieri e Luca Marchignani), però panico è nata una domenica nella mia camera mentre stavo suonando, questo giro (musicale) mi piaceva molto e mi sono messo a scrivere il testo con la melodia ed è così che è nata “Panico”
Quando costruisci un ritornello, pensi “deve rimanere in testa” o “deve farmi piangere mentre ballo”?
In realtà non penso “deve farmi ballare”, cerco di mettere nei miei pezzi tutto quello che provo, è un mezzo di sfogo e una necessità che ho, amo scrivere amo fare musica e amo fare questo lavoro
La notte è centrale nel tuo immaginario. Credi che ci sia un suono “notturno”? Come lo cerchi o lo crei?
La notte amplifica tutti i rumori, nel silenzio i suoni assumono un sapore diverso. Mentre il giorno con il caos non assaporariamo i suoni che sono intorno a noi, durante la notte i suoni diventano più riconoscibili. Per esempio mi piace scrivere o suonare di notte perché mi concentro più sui suoni e da lì parte la creazione, dal silenzio. Non lo so quella rottura che c’è tra il silenzio e il suono mi fa da musa e mi permette di creare. Un suono che mi ricorda la notte è per esempio il suono dei grilli durante l’estate.
Hai un approccio preciso quando scrivi i testi? Parti da frasi che ti colpiscono, da immagini, o lasci fluire le parole?
Sono una persona che si lascia andare molto dal flusso delle parole, ovviamente dando un senso compiuto al testo, però mi piace crearmi delle immagini in testa e lasciar fluire le parole e l’emozioni
Guardando al tuo percorso, senti che “Panico” rappresenta una maturazione nel tuo modo di scrivere e produrre?
Sì penso che panico sia un brano dove si vede la mia maturazione a livello di scrittura e anche dal punto di vista musicale, ovviamente ogni volta che scrivo un brano mi sento sempre più maturo, non si smette mai di imparare e di crescere.
C’è qualcosa che hai imparato lavorando a questo brano che ti porterai nei prossimi progetti?
Abbiamo lavorato con i produttori tantissimo. Ho imparato quanto è importante costruire il tutto con pazienza, la bellezza nel vedere il brano prendere forma e arrivare al punto in cui si dice “è pronto”, è un momento bellissimo. Non mi sono mai piaciute le vie facili e quando si arriva alla fine e si guarda indietro il finale è più bello e si vede tutto il percorso con occhi diversi

