Andrea Tich: in anteprima “Uccello 2018”

Mettetevi comodi che scocchiamo un dardo infuocato ai perbenisti della pubblica piazza. Un passo indietro: era il 1978 e dalla CRAMPS di Gianni Sassi arrivava un disco come “Masturbati” che a dirlo coraggioso e provocatorio è dir poco. Andrea Tich siglava a fuoco un lavoro dal fortissimo impegno sociale e artistico, dove l’emancipazione verso l’omosessualità e la libertà sessuale in genere era ancora un concetto a dir poco primitivo. Si lottava e si pagavano duramente scelte e tendenze… era dissensi gravemente repressi, anche con la violenza. Quelli che oggi, per stare alla moda, chiameremmo “coming-out”. Nel riascoltarlo ancora oggi, questo disco ha tutta l’aria di aver con se la forza di un manifesto politico a tutto tondo. Sono passati quasi 50 anni: Andrea Tich torna ad illuminarlo pubblicando “Masturbati prima e dopo”: ha ripescato alcuni provini originali prima che cadessero nelle sapienti mani del produttore artistico del tempo, un magistrale Claudio Rocchi. Ha ripescato qualche versione dal vivo e qualche remix nato negli ultimi tempi. A proposito di Remix: raggiungiamo Tich e ci facciamo raccontare questa storia… con la scusa, vi presentiamo in anteprima il video, per niente comodo, di questo “Uccello 2018”, una versione moderna di quel brano pubblicato nel 1978. Non affrettatevi su Spotify: di tutta questa gloriosa storia, ci sono solo CD e VINILI. Roba che il futuro non riesce a capire, tecnologico com’è…

Tornare oggi… sono passati quasi 50 primavere da quel disco, da quella Cramps Records, da quell’Italia. Perché riproporlo oggi? Qual è il vero messaggio che custodisce questa nuova release?
Di conseguenza, Ho pensato di recuperare i provini originali, registrazioni dal vivo, versioni alternative, remix e aneddoti e racchiuderli in un nuovo album che racconta la storia della produzione dell’album originale. Perché quel disco è stato negli anni, un vero e proprio oggetto di culto e molti hanno sottolineato la grande influenza che ha avuto su gruppi come Afterhours e cantautori come Liberovici e Bugo. In molti lo ritengono un caposaldo della cultura alternativa anche per l’anno in cui uscì, il 1978. Oggi con questa nuova produzione, sono convinto che ci sia ancora molto da dire, sopratutto perché è un disco senza tempo. Non affettatevi su Spotify: di tutta

Credo che molti provini abbiano in sè un’energia decisamente più potente? Li sento più liberi e affamati delle versioni poi messe su disco… cosa ne pensi?
È vero. Ho voluto dimostrare che i provini (restaurati a dovere), non si discostano dalle canzoni riprodotte nell’album, anzi nel brano “la primavera nel bosco” l’intro era talmente complessa, che si è pensato di usare quello originale. I provini sembrano più liberi perché sono stati scritti senza ostacoli commerciali, puri, semplici e anche un po’ naive. A quel tempo vivevo in Sicilia.

E secondo te in questa Italia di oggi, che posto ha un simile disco? Rumore di fondo come ormai tutta la musica oppure ha ancora la forza di una qualche rottura?
Fedele alla “resistenza musicale”, penso che anche oggi questo disco, abbia una sua collocazione precisa. Con tutti gli esperimenti e fasulle trovate di alcuni artisti che credono di sconvolgere le menti, il mio album precorre i tempi, nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma è ancora di sicura rottura/censura e può destare curiosità per gli amanti della musica non allineata e sono davvero tantissimi.

E anche questa versione non finisce su Spotify o almeno non c’è ad oggi… altro elemento di rottura con la situazione attuale?
In parte, perché lo si trova su bandcamp. I mezzi messi a disposizione dalle nuove tecnologie sono apprezzabili perché ti permettono di divulgare la musica e renderla più fruibile e trovabile da tutti. Un tempo se cercavi un particolare album, eri costretto ad ordinarlo per posta oppure andare in un negozio di una città più grande.

Presentiamo questo video… “Uccello 2018”… sei d’accordo se ti dicessi che per me è questo il momento più provocatorio di tutto il disco?
Ci credo, tutte le canzoni contenute, sono state scritte istintivamente, senza “organizzarle”. Uccello, parla del sesso maschile in maniera bizzarra come un cartone animato. Il video è stato ideato da me e Diego Pascal Panarello (nipote di Claudio Panarello mio fido batterista e produttore da sempre). Questo video ha un forte impatto che forse potrebbe disturbare, ecco perché all’inizio, non consiglio la visione a coloro che sono facilmente impressionabili…

E questi nuovi suoni o comunque remix degli ultimi tempi? Riscrivono il brano e il suo messaggio o senti di averlo amplificato?
Quando Francesco Martini (autore dei tre remix), mi chiese se poteva “mettere mano” alle mie canzoni, ho avuto un senso di gelosia e scetticismo, pensavo che non si potesse snaturare l’intento, ma per gentilezza, acconsentii anche perché era la prima volta che mi accadeva una cosa simile e non nascondo che avevo anche una certa curiosità. Il risultato è stato folgorante perché l’essenza delle canzoni era rimasta, ma vestivano un nuovo abito. Amo quelle versioni.

Domande che forse esce dai binari di questo disco o forse li amplifica, tanto per restare in tema. La musica e l’omosessualità: secondo te oggi che storia stiamo raccontando in merito? Esiste ancora la discriminazione in ambito artistico?
Non ho mai pensato all’omosessualità come limitazione nel mondo artistico, anzi. A quei tempi ero molto ingenuo. I temi personali si combinavano con i ricordi, le sensazioni con il sogno, con la favola, la fantasia. Il mio album si prestava ad una lettura immediata ad un ascolto che voleva essere “sereno” senza la ricerca di significati reconditi o di specifici messaggi.

E per chiudere con una domanda assai più diretta: oggi, Andrea Tich, viene (o verrebbe) censurato?
Oggi censurato come allora. Vi racconto un aneddoto successo poco tempo fa; si organizza una intervista radiofonica (ovviamente non faccio nomi), ma scopro che l’intervistatrice non se la sentiva di pronunciare “quella” parola…?? La sessualità è ancora vissuta come qualcosa di sporco, la vera forza sta nel mostrare chi sei davvero. Non è cambiato nulla!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *