Le scelte dello staff: Andrea Martella
Ogni fine dell’anno, facendo il resoconto di quello che è venuto fuori nel corso dei 365 giorni, ammetto di non essere mai particolarmente deluso dalle proposte discografiche. Anzi, puntualmente riconosco di essere felice di appartenere ai”pochi” che sostengono una scena musicale di nicchia come quella di cui ci occupiamo. Ogni artista concernente tale scena è un tassello, per carità, ma ognuno di essi nell’insieme rappresenta un mondo affascinante, uno di quelli all’interno dei quali vale la pena addentrarsi. Il 2016 non è stato da meno assolutamente, tante sono state le meraviglie che l’hanno reso piacevole (micidiale, questo è il termine che mi piace usare in questo caso!) ma tante altre, in compenso, sono state vere e proprie delusioni (mi riferisco a band che personalmente, crescendo, ho ritenuto veri colossi della musica indipendente, Perturbazione, Marta Sui Tubi e Giorgio Canali in primis). Insomma, tutto nella norma.
Qui di seguito la mia personale Top Ten, i dieci dischi che mi sono rimasti, e penso che difficilmente dimenticherò, nel cuore:
- Soviet Soviet – Endless
- Daniele Silvestri – Acrobati
- Motta – La Fine Dei Vent’Anni
- Zen Circus – La Terza Guerra Mondiale
- Spartiti – Austerità
- Sorge – La Guerra Di Domani
- Marlene Kuntz – Lunga Attesa
- Afterhours – Folfiri o Folfox
- Le Sacerdotesse Dell’Isola Del Piacere – Interpretazione Dei Sogni
- Od Fulmine – Lingua Nera
Ne elenco degli altri, in ordine sparso, che non sono stati da meno: Stella Diana, Brothers In Law, Soloperadulti, Klimt 1918, Old Fashioned Lover Boy, Birthh, Norman, Morning Tea, Ornaments, Gli Sportivi, Diaframma, Drama Emperor e chi più ne ha più ne metta.
Che dire, non resta che attendere le uscite già rese note del 2017!

