SeMiSuona @ L’Impegno, Milano

SeMiSuona è un’idea mesa in piedi da tre appassionati, operatori nel settore musicale a diverso titolo, che ha come base la voglia di confronto tra le diverse realtà di un mondo nel quale sempre di più si pensa alla salvaguardia delle proprie posizioni senza tenere in considerazione le necessità delle altre parti, con cui volenti o nolenti si deve avere a che fare. Per concretizzare questa idea, una volta al mese viene messa in piedi una serata con otto gruppi/musicisti singoli che suonano un paio di brani a testa e successivamente viene lanciato un dibattito tra tutti i presenti, partendo da alcune domande rivolte a un ospite particolarmente conosciuto, dalle cui risposte poi si può sviluppare la discussione tra i presenti, tra i quali si suppone ci siano o semplici appassionati o anche altri operatori come giornalisti e/o organizzatori di concerti/gestori di locali.

Questo era il terzo appuntamento e era il primo a cui mi recavo. Ho apprezzato molto tutti gli aspetti della serata, a cominciare dalla location scelta. L’Impegno, infatti, ha uno spazio concerti molto adatto a queste situazioni nelle quali, per forza di cose, è necessario un set piuttosto scarno dal punto di vista strumentale. La sala ha le dimensioni e la struttura giuste per creare la necessaria atmosfera intima e raccolta ma allo stesso tempo molto rilassata. Le band si alternano con molta tranquillità sul palco, senza problemi tecnici o eccessivamente lunghi line check prima di suonare, così la serata gode di un bel flow complessivo che fa stare davvero bene tutti i presenti.

Venire a partecipare a una serata del genere è importante per capire che il sottobosco italiano continua a contenere tantissime cose di valore. Certo, non metto in dubbio che accanto a esse ci sono tante altre proposte che invece sono decisamente trascurabili, ma se otto su otto tra quelli che hanno suonato qui erano indubbiamente interessanti, allora non dobbiamo smettere di scavare nel torbido perché qualcosa di bello salta sempre fuori. C’era anche una bella varietà stilistica: alcuni erano classicamente cantautori, però avevano tutti un’impronta musicale propria e soprattutto ci mettevano sempre tanto cuore senza che mancasse il talento, mentre altri hanno proposto cose diverse: chi aveva un taglio più pop, chi invece puntava molto su suoni elettrici cupi e poco accomodanti, chi nelle sue canzoni dava un grande ruolo alle atmosfere create dal pianoforte, chi infine è semplicemente un suonatore di disco armonico, senza cantare.

Il dibattito si è svolto in modo un po’ diverso da come ci si immaginava. L’ospite previsto era Xabier Iriondo, che però non ha potuto esserci per problemi personali, così nominalmente avremmo dovuto essere io e un’altra collega a rispondere alle domande per dar vita alla discussione. In realtà, tutti hanno avuto voglia di dire la loro fin dall’inizio, quindi è stata una cosa molto collettiva e che personalmente ho trovato interessante proprio perché, dal mio punto di vista di persona appassionata che scrive di musica, ho visto esposte certe situazioni vissute sia dai musicisti che dai gestori di locali delle quali sicuramente potevo immaginarmi l’esistenza, ma è sempre un’altra cosa sentirle raccontare dai diretti interessati. Ovviamente si è finiti in alcuni casi su tematiche già discusse infinite volte, ma ripeto, la conversazione è stata tutt’altro che standardizzata e un confronto così diretto non può che aver arricchito in qualche modo chi vi ha preso parte.

Dopo due ore di live e altrettante di discussione, nessuno si è accorto dell’ora tarda, altro segnale che la serata è perfettamente riuscita. Se siete milanesi, vi invito caldamente avenire ai prossimi appuntamenti, ne uscirete senz’altro con tanta soddisfazione.

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