Limbrunire @ Apollo Club, Milan

Il lunedì sera a Milano è sempre un po’ strano, tutto è in stand by, con le luci natalizie che già hanno invaso tutto. E così anche un po’ Porta Genova, che si svuota delle chiacchiere, e tutto tace. Ci si addentra nelle stradine notturne, di co-working e uffici silenziosi. Poi c’è sempre quel posto un po’ strano che è l’Apollo, che tu ci entri e sembri sempre fuori luogo, che ti sembrano tutti modelli e le ragazze sembrano tutte super belle e super ricche, e i Moscow Mule costano 10 euro (questi però non è che sembrano costare 10 euro, costano davvero). É tutto un brulicare di persone un po’ strano, per chi è abituato ai localini e il massimo della gente cool milanese la ritrova al Mi Ami. Comunque non spaventatevi per queste premesse, anche se non è tra i locali indie più gettonati, la sala concerti dell’Apollo ha in realtà una bella programmazione, e sicuramente quando vi chiedete che fine ha fatto Nicolò Carnesi, lo potrete ritrovare lì che fa le serate tributo a Lucio Battisti.

Stasera comunque suona Limbrunire, cantautore electro-pop dal nome d’arte post-punk, un po’ alla Vedo la gente Joy Division. Sul fondo del palco è proiettato al copertina del suo album dal titolo, altrettanto post-punk, La Spensieratezza. Inizio concerto ore 22.30 circa. C’è un po’ di Franco Battiato, con tutte le dovute distanze, in quella voce fragile e allo stesso tempo convinta e calda, e tutte quelle tastierine diffuse. Ed è sempre bello quando un cantautore riesce a scatenare il dance-floor. É sempre tutto molto strano, perchè non sembra veramente il concerto de Limbrunire, quando un fine serata di un locale dei tizi a caso a suonare sullo sfondo. Prima che Francesco, questo il suo vero nome, salga sul palco, colgo commenti sparsi, di chi non sa neanche chi sia. Beh, peccato che quei tizi a caso, piazzati lì a suonare, in un locale di gente con tacchi alti e glitter, abbia conquistato chiunque con poche note. La Spensieratezza, è un album malinconico che non dà lezioni di vita, e che guarda alla fine dell’adolescenza senza rimpianti, e sul palco suona proprio così.

In sintesi. Ascoltate La Spensieratezza, se siete tristi vi farà stare meglio perché suona molto anni 80, e negli anni 80 si stava meglio. Se riuscite ascoltatelo in un locale un po’ fuori contesto, come può essere l’Apollo, per ritrovare la sintonia perfetta senza sentirsi mai fuori luogo. Augurare il meglio a questo ragazzo di talento, perché in un’oretta scarsa di concerto ha dimostrato tanto, se lo merita. Seguitelo, e non perdetevelo qualora capitasse in zona!
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