Cappie @ Bachelite cLab, Milano, 17/09/2025
Il 17 settembre 2025, grazie alle temperature miti di Milano, il Bachelite cLab ha ospitato il release party all’aperto del primo EP di Cappie, Come sarebbe se cambiassimo il passato. Il palco, rivolto verso la strada, ha incuriosito i passanti che si sono fermati a vedere “tutto quel casino” con un sorriso, trasformando la via in una piccola arena urbana e dando al concerto un senso di festa condivisa anche con chi non conosceva ancora l’artista.
In formazione elettrica (che di questi tempi ormai non è per nulla scontato), Cappie ha presentato brani come Forse È Il Destino, Soli Al Mondo, Rètina, Pensieri Notturni e Felicità, che esplorano temi come il destino, l’isolamento, la comunicazione digitale e la ricerca della felicità. Il sound è ancora una volta caratterizzato da batterie esplosive, bassi distorti e chitarre che creano un muro di suono, mentre la voce graffiante dell’artista trasmette vulnerabilità e rabbia. Federico Carpita (Il Corpo Docenti) era presente anche come produttore, curando personalmente ogni dettaglio del live e della resa sonora dei brani. La cosa più evidente del progetto di Cappie è il richiamo a un periodo storico preciso: l’adolescenza in cui molti ascoltavamo i Ministri e il rock come strumento di salvezza. Oggi quell’energia si trasforma in un momento Amarcord, fatto di comprensione e accettazione della vita adulta. Questo equilibrio tra il passato e il presente dà all’EP una dimensione emotiva intensa, capace di far risuonare la nostalgia senza mai risultare retorica.
Milano ha ucciso la sua scena musicale tradizionale, costringendo molti artisti a rifugiarsi in nuovi spazi continuamente. Il Bachelite, famoso per le sue jam session e la programmazione jazz, oggi accoglie anche i profughi di altri generi, diventando un punto di incontro per musicisti che cercano libertà espressiva e un pubblico curioso. In questo contesto, il live di Cappie si inserisce come un momento di contaminazione tra passato e presente, rock e sperimentazione urbana.
Il concerto ha attirato un pubblico appassionato, che ha apprezzato l’intensità e l’autenticità della performance. L’atmosfera intima e l’originale ambientazione all’aperto hanno reso la serata speciale, confermando il potenziale dell’artista nel panorama musicale italiano.
Il live di Cappie lascia una domanda sospesa nell’aria: abbiamo ancora bisogno del rock and roll, delle vibes emo e di quelle correnti culturali “distruttive” che hanno segnato i nostri anni migliori? La risposta, almeno per chi ha assistito al Bachelite, sembra un sonoro sì. La musica di Cappie non è solo un tuffo nostalgico nell’adolescenza, ma anche un invito a ritrovare quell’energia bruciante, quel senso di ribellione e autenticità che spesso la vita adulta ci fa dimenticare. In un momento in cui Milano spinge la sua scena musicale a nascondersi e reinventarsi continuamente, il progetto di Cappie dimostra che certi spiriti non si spengono: si trasformano, si riflettono e continuano a incidere nell’anima di chi ascolta.
foto di Andrea Mariani
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