Pierpaolo Capovilla-Obtorto Collo

GENERE: cantautorale.

PROTAGONISTI: Pierpaolo Capovilla, frontman, voce e basso degli One Dimensionale Man e del Teatro degli Orrori.

SEGNI PARTICOLARI: dopo tre album con il Teatro degli Orrori e un fortunato tour teatrale, che lo ha portato in giro per lâ’Italia con un progetto di reading musicale di testi del poeta russo Majakovskj, Pierpaolo Capovilla si presenta al pubblico con il suo primo lavoro solista, Obtorto Collo. Il disco (Virgin/La Tempesta) è stato interamente scritto dallo stesso Capovilla con la collaborazione del musicista veneziano Paki Zennaro e prodotto da Taketo Gohara, fatta eccezione per due brani nei quali si è avvalso della collaborazione del compagno di band Giulio Ragno Favero.

INGREDIENTI: messa da parte la potenza di fuoco ritmica dalla coppia Valente ““ Favero del Teatro degli Orrori, la prova solista di Capovilla si sposta su territori lontani e decisamente più affini alla canzone dâ’autore francese, impegnata e sofisticata nei suoni. Scot Walker e Tom Waits sono i riferimenti facilmente riconoscibili nei brani, mentre guardando al bel paese potremmo ritrovare lo stesso gusto per lâ’impegno nella scrittura di cantautori come Piero Ciampi. Archi, cori e nel complesso tutti gli arrangiamenti sono studiati e concepiti come una complessa architettura che funge da sostengo alle liriche, impregnandole di senso e accentuandone forze e debolezze. Ogni brano ha una sua specificità , una sorta di tema musicale che accompagna il racconto, corredato da suoni che spaziano dallâ’acustica morbida e delicata degli archi a suoni cupi e convulsi, dei fiati e delle percussioni a tratti esotiche.

DENSITA’ DI QUALITA’: ‘Obtorto Collo’ è un lavoro estremamente autobiografico, sincero, sofisticato, ombroso, concettuale, forse il lavoro più intimistico di Capovilla. Nei testi câ’è tutto il malessere, lâ’impegno sociale, la critica, il carisma e la personalità  dellâ’autore. Si potrebbe quasi parlare di racconti musicali, più che di canzoni, storie reali di persone come ‘Ireneâ’, giovane rom alle prese con la discriminazione razziale, o ‘82 oreâ’ dedicata alla tragica vicenda di maltrattamento subita dal maestro Francesco Mastrogiacomo, lâ’uomo riceve la sua redenzione grazie ad un quasi angelico coro, mentre tutto intorno scorre feroce la critica alla società . Gli episodi più pop sono i racconti personali, romantici e delicati de ‘ Il Cielo Bluâ’, ‘Dove Vai â’e ‘Come ti vorreiâ’, anche se intimamente pervasi dal medesimo mood tenebroso e notturno che aleggia per tutto il disco. Il momento musicalmente più elevato e raffinato di tutto lâ’album è ‘Bucarestâ’, la più francese di tutte le canzoni, incentrata sulla tematiche dellâ’indifferenza con un delicato intreccio orchestrale dove il piano e gli archi la fanno da padrone.
‘Obtorto collo’ è un disco dalle molte anime, minimale nello stile e scuro nei toni, che mostra Pierpaolo Capovilla nella sua forma espressiva più sincera di poeta moderno, narratore degli ultimi, letterato impegnato. Il suo modo di buttarci addosso quello che siamo, con quel cantato al limite dellâ’accusatorio, crudo e sfrontato, che spesso diventa un vero e proprio recitato, come nella sperimentale e indigesta title track o in apertura con ‘Invitamiâ’, che infastidisce e al tempo stesso affascina. Non ci troviamo davanti ad un disco per tutti, non è immediato e non vuole esserlo, ma andrebbe corredato da un libretto dà istruzioni, che aiuti a decifrare e comprendere la profondità  del pensiero al di là  dell’aspetto, poco invitante. Se volessimo stare al gioco dell’autore e sintetizzare il disco con una locuzione latina la più indicata sarebbe Dividi et Impera. Dividerà  nettamente i fan e le opinioni, indisporrà  i molti, ma conquisterà  chi non è solito guardare dall’altra parte.

VELOCITA’: denso, non privo di ritmo, scandito dalla forza della parole.

IL TESTO: “il cielo blu il mare nel mare dei tuoi occhi dove lâ’amore come un naufrago si è perso tempo fa e non ritorna più ” da ‘Il Cielo Blu

LA DICHIARAZIONE: “Obtorto Collo mi sembra un piccolo affresco musicale su cosa sia diventato il nostro paese in questi ultimi anni. Era il mio obiettivo narrativo” da intervista su La Repubblica.

UN ASSAGGIO ‘Dove Vai’

IL SITO: pierpaolocapovilla.it

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