Morning Tea – No Poetry In It

GENERE: songwriting

PROTAGONISTI: Mattia Frenna, che ha fatto tutto da solo, salvo l’aiuto in fase di scrittura per Where The River Meets The Sea fornito da Marco Colombo, ex compagno di band nei Motel 20099, e il piano suonato da Roberto Redondi (Donnie Lybra) nella title track.

SEGNI PARTICOLARI: secondo disco per il musicista di Sesto San Giovanni (MI), dopo l’esperienza nei Motel 20099 e un debutto che, tra le altre cose, lo ha portato a suonare al Birmingham Popfest.

INGREDIENTI: dopo un debutto nel quale al binomio voce-chitarra acustica si aggiungevano strumenti tradizionali come piano e archi, questo secondo lavoro ha l’evidente intenzione di ampliare e modernizzare il suono. Per arrivare a questo scopo, l’elettronica minimale diventa parte integrante di quasi tutte le canzoni, mentre in un numero minore di casi, il suono si irrobustisce e sfrutta le suggestioni date dai riverberi. Anche dal punto di vista vocale si nota un ampliamento del ventaglio espressivo, in coerenza con quello prettamente musicale. Rimane intatta la delicatezza che caratterizza la proposta di Frenna, anche quando l’intensità sonora si alza.

DENSITÀ DI QUALITÀ: questo un gran disco proprio perché risulta estremamente naturale e scorrevole nonostante un suono sì minimale, ma non certo privo di dettagli e sfumature. Anzi, paradossalmente, questo lavoro più curato e con molti più elementi nel suono dà un maggior senso di intimità e calore rispetto al debutto, che pure era strutturato in modo più semplice. Dopodiché, il miglioramento nell’ispirazione compositiva e nella sensibilità vocale fanno la loro parte nel far sì che questo lavoro sappia sia avvolgere teneramente l’ascoltatore che prenderlo da dentro nelle sue sensazioni più pure. Un’evidente dimostrazione di talento, sotto qualunque punto di vista.

VELOCITÀ: lenta.

IL TESTO: l’incessante ripetizione del verso “I miss something”, in Florence (I Miss Something), è il perfetto complemento al citato utilizzo delle suggestioni dei riverberi, per creare un risultato altamente emozionale e evocativo.

LA DICHIARAZIONE:Esiste già tutto, e va chiamato con il suo nome. Cosa vorresti che dicessi? Non c’è poesia. E questa, non è nient’altro che la verità. Non c’è poesia qui dentro. E neanche là fuori”.

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