The Crystal Session – The Crystal Session
PROTAGONISTI: Marinella Dipalma , Francesco De Palma
SEGNI PARTICOLARI: album d’esordio per quello che, almeno su disco, è accreditato come un duo che proviene da Bari. La voce e i synth sono della metà femminile mentre Francesco è al basso e chitarra.
INGREDIENTI: il sound di questo album è molto sfumato e rarefatto, a tratti quasi impalpabile nel mix di generi ed influenze mentre in altri passaggi meno dinamico e più conforme agli stilemi dell’alt-rock. Al netto di queste sortite, siamo di fronte ad un album assai derivativo che si colloca tra Cocteau Twins e Beach House (il termine pop non è però sinonimo di didascalismo o superficialità ), un dream-rock che ammicca a strascichi shoegaze, con un lieve retrogusto cadenzato che ricorda le recenti derive post dei Portishead.
DENSITA’ DI QUALITA’: a spostare con decisione il disco dal mucchio degli album anonimi di scarso rilievo a quello degli Lp che meritano un certo approfondimento figlio di ascolti attenti, è una buona cura per il dettaglio in sede di produzione e missaggi. Inoltre il modo in cui buona parte delle canzoni sono arrangiate (si ascolti soprattutto ‘Narcolepshymn‘ e ‘Raven‘), privilegiando comunque una certa oscurità di fondo, rende l’ascolto generalmente penetrante e “teso” seppur non privo di passaggi eccessivamente cadenzati che fanno calare l’interesse. Nonostante il mood sia quindi chiaro e marcato, i Crystal Session non scelgono sempre la strada più ovvia che dall’inizio alla fine viaggia sullo stesso sentiero diritto e privo di insidie, ma si prendono interessanti licenze che si traducono in buoni cambi di registro all’interno dello stesso pezzo (‘Cursedance‘). Un disco, questo omonimo, che ha quindi un respiro internazionale soprattutto grazie alla voce che riesce con qualche affanno a sottrarsi alla tentazione di porsi sopra le righe e ad una certa colta complessità di fondo che richiede impegno nel processo di instaurazione dell’empatia tra ascoltatore ed artista.
VELOCITA’: Nove tracce per quasi 39 minuti
IL TESTO: “The lamp-light o’er him streaming throws his shadow on the floor/ And my soul from out that shadow that lies floating on the floor“ da ‘Raven‘
LA DICHIARAZIONE “i vostri modelli di riferimento?” – “Su tutti, e vale per entrambi, i Cocteau Twins. Volendo fare qualche nome più recente direi Grizzly bear, Beach House e Dirty Projectors. Ma sono più che altri i nostri gusti da ascoltatori, non ci hanno influenzato molto nella composizione dei pezzi. Per me, come artista femminile faccio il nome di Kate Bush inesauribile fonte di innovazione e rinnovamento“. Scambio via mail con Marinella Dipalma
UN ASSAGGIO: ‘Narcolepshymn’
IL SITO: thecrystalsession.com

