Maybe Happy – Beat Even
PROTAGONISTI: i Maybe Happy sono Marco Mattioli (chitarra, synth, voce) e Mirco Chiavelli (basso, chitarra, voce) con l’aggiunta recente di Cristian Brandani (batteria acustica ed elettronica).
SEGNI PARTICOLARI: ‘Beat Even’ è il secondo lavoro dei Maybe Happy e contiene otto tracce registrate all’Igloo Factory di Correggio. L’album esce per Upupa Produzioni ““ Bob Corn, ThreeLakes – e Fooltribe, due realtà spesso in collaborazione. Cosa ancora più interessante, ‘Beat Even’ è in free download sul sito della band.
INGREDIENTI: già dalla prima canzone ‘Morning‘ i Maybe Happy si dimostrano capaci di far dialogare agevolmente elettronica e chitarre, con risultati che prendono in parte le distanze dall’esordio del 2010 ‘Until 7:00’.
DENSITA’ DI QUALITA’: la convivenza fra beat e linea melodica di chitarra e voci segna tutto l’album, creando un ambiente triste ma accogliente, con testi incisivi e parti strumentali molto efficaci, come in ‘Breath Coughs‘. C’è invece della sana rabbia electro-punk in ‘Difference‘ l’unica traccia aggressiva del disco (If I’m looking for you / and It drives me so hot / who do you think we need? / who do you think we are?) e anche la più breve. L’atmosfera torna distesa con ‘Dog‘ in preparazione della sofferta e a tratti cupa ‘So Far So Wrong‘ con apprezzabili passaggi post-rock, che sono disseminati un po’ lungo tutto ‘Beat Even’. Piacevole anche il tappeto sonoro di ‘Uncertain Way‘. Sul finale, rimane forse difficile all’ascolto ‘Walk and Come and Go‘ tanto quanto è azzeccata ‘Slow‘: una seconda voce si spinge in alto (in un modo non estraneo ad un certo tipo di metal) a ripetere i’ve seen through / that night I’ve seen through my mind / I’ve seen through your eyes mentre gli strumenti accompagnano la conclusione di un bel lavoro, coerente nelle sue sfaccettature.
‘Beat Even’ è un disco che scalda come un vecchio plaid dai colori autunnali, di quelli che non ricordavi di tenere nell’armadio e quando li trovi è un piacere. I Maybe Happy confezionano un pacchetto che, a scartarlo ad ottobre, si ha la sensazione di star facendo la cosa giusta.
VELOCITA’: quaranta minuti caldi.
IL TESTO: ‘Never mind if my time is passed by / and this room is still untidy / as your body lies in a sullen morning after‘ da ‘Morning‘
LA DICHIARAZIONE: ‘Anche se la strada maestra è sempre quella (sintetizzatori e delay con linee di basso semplici e indolenti e con melodie di voci emotive ed essenziali) una nuova luce arriva alle canzoni, che ora tendono la mano al passato con l’utilizzo di chitarre avvolgenti e di suoni più classici.‘ dal comunicato stampa dell’album
UN ASSAGGIO ‘Breath Coughs’
IL SITO: maybehappy.it

