M+A – These Days

GENERE: indie pop, alternative dance

PROTAGONISTI: Michele Ducci (Voce, Sampler, Vocoder, Percussioni), Antonello Degli Angioli (Sampler, Mixer, Percussioni)

SEGNI PARTICOLARI: M+A è un duo capace di conquistare la fiducia della Monotreme Records, etichetta britannica che nel suo roster presenta band di caratura internazionale: 65daysofstatic e This Will Destroy You su tutti.
Per quando riguarda la distribuzione di “These Days”, questo il titolo del secondo album della coppia originaria di Forlì, bisogna citare Foolica che opera principalmente in Italia e la Indienative, etichetta di Tokio che distrubuirà il prodotto nel paese del Sol Levante.

INGREDIENTI: Si tratta di 11 tracce in cui si alternano episodi di indie pop mitteleuropea ad altri di alternative dance di stampo francese. La scomposizione del meccanismo “These Days” porta alla luce elementi dal carattere ben definito: la voce di Michele Ducci richiama le tonalità calde e sinuose di Thomas Mars (Phoenix) ed in alcuni episodi, il magistrale utilizzo del vocoder, induce l’ascoltatore a chiedersi chi sia l’interprete del featuring.
Risuonano all’orecchio del fruitore tantissimi segmenti, aka samples, di diversa natura: sax, piano, synth e chitarra folk, tutti immersi in un’atmosfera lounge. Nella sezione ritmica trova spazio la drum machine e lo xilofono figli dell’alternative pop/rock scandinavo.

DENSITA’ DI QUALITA’: Michele e Antonello, ovvero M+A, la somma artistica dell’ennesimo made in Italy che lascia la terra natia e trova fortuna all’estero; addendi in grado di costruire nel vero senso della parola, una struttura, un’architettura dallo style liberty. Mattoncino dopo mattoncino, sample su sample, questa coppia ha tirato su qualcosa di valido, avvolgente e assolutamente mai ridondante, nonostante le sonorità ed il beat, non risultino nuovo ad un orecchio ben allenato alla dance pop.
Il disco, come si è accennato negli ingredienti, è decisamente etereogeo dal punto di vista del sound: guai ad associare, scadendo nel superficiale, These Days ad una noiosa manciata di pezzi da apericena.
Il rischio che si corre è proprio questo: scambiarlo per un album composto a tavolino, tutto samples e beat, traducendolo in un Lp vuoto, freddo e soprattutto, monotono dal punto di vista sonoro.
In questa sede quello che si vuol dimostrare è proprio il contrario: nonostante gli ingredienti presenti ricalchino più o meno fedelmente palcoscenici della dance pop sopracitata, gli m+a hanno il merito di consegnare al pubblico una serie di brani dalla struttura pop, capaci di sviluppare il proprio potenziale sfociando: nel folk alla Beck Hansen (si ascolti l’avvolgente ‘B-Song‘) oppure in una godibilissima dance, il pezzo ‘Down the West Side‘ ne è la dimostrazione tangibile. Inoltre, a supporto della tesi che fa di questo album un vero caleidoscopio sonoro, troviamo scratchate e strati hip hop che si sposano perfettamente con il leitmotiv pop che fa da amalgama all’intero LP.

Sonorità calde, che riportano alla bella stagione, impossibile non far proprio il tormentone When; singolo assolutamente catchy, da ascoltare in loop. L’intero These Days conquista, invita a ballare anche se non nasce per far ballare, si può definire come un pop da discoteca: in grado sì, di farci scatenare ma allo stesso tempo di farci riflettere scendendo a patti con l’alchimia che questo duo è riuscita a creare.

In ultima istanza, bisogna prendere atto che These Days è l’album della svolta pop: messa da parte l’elettronica di Things.Yes, Michele ed Alessandro hanno dato la prova che è possibile costruire qualcosa di orecchiabile e di facile presa ma allo stesso tempo di qualità sopraffina. Quello che lascia, ahinoi, perplessi è come nessuno abbia creduto nelle potenzialità -non ancora del tutto sviluppate- di questi ragazzi che oltre quello di qualità, hanno dovuto compiere un salto al di là della Manica per trovare qualcuno che credesse nelle loro idee. Il disco è promosso, forse siamo noi (italiani) a non essere pronti ad accoglierli nel loro paese.

VELOCITA’: 42.33 minuti che scorrono via senza accorgersene, la misura di 11 brani che viaggiano su un’autostrada deserta al tramonto di un sole di fine Agosto.

TESTO: don’t take me back, don’t hurt my neck, would dreaming rising and rising again da When

LA DICHIARAZIONE: “[..] il bello del grande pop non sai mai dire quanto sia colto e quanto sia un prodotto [..]” da “Mucchio Selvaggio”

UN ASSAGGIO: When

IL SITO: M+A | Official Website

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