Santo Niente – Mare Tranquillitatis

GENERE: alt-rock

PROTAGONISTI: il Santo Niente, dopo vari cambi di formazione e una piccola deviazione nel western, sono: Umberto Palazzo, Tonino Bosco, Federico Sorgente e Lorenzo Conti.

SEGNI PARTICOLARI: Umberto Palazzo è uno di quei personaggi che letteralmente incarnano l’indie italiano, voce spesso fuori dal coro e che si è sempre distinta per autorevolezza (anche su questioni non direttamente riguardanti il processo artistico, si veda ad esempio la recente diatriba sulla SIAE) e originalità espressiva. Dopo una fugace e brillante prova solista, Umberto torna al suo storico gruppo, rifondando il Santo Niente con l’aiuto della sezione ritmica della stoner band Zippo e dell’ex-chitarra dei post-rocker Death Mantra for Lazarus.

INGREDIENTI: come al solito le produzioni di Mr. Palazzo si distinguono per non essere facilmente riconducibili a questo piuttosto che a quest’altro filone musicale. C’è un po’ di tutto in Mare Tranquillitatis, dalle declamazioni caciarone a-là Pierpaolo Capovilla (vedi l’incipt “America, bella America!“), alle storie malinconiche di personaggi crepuscolari in bilico sull’orlo del baratro che faranno sciogliere il cuore agli amanti dei Massimo Volume (di cui tra l’altro fu membro fondatore). Soprattutto però c’è lui e il suo linguaggio davvero unico in espressività e genuinità , mai in cerca di retoricismi inutili e che brilla per la sincerità e la passionalità con cui Umberto racconta e si racconta.

DENSITA’ DI QUALITA’: le storie de il Santo Niente sono le vere protagoniste di ‘Mare Tranquillitatis’, piccoli quadretti umani, carichi di malinconia e urgenza espressiva. Più di una volta si sente come la musica sia soltanto un contorno, come la vera necessità alla base di questo lavoro sia quella di raccontare persone, situazioni, piccole figure insignificanti che illuminate dalla giusta luce, quella della narrazione di Umberto, assumono proporzioni titaniche ed universali. L’accompagnamento musicale, per quanto granitico ed ossessivo (in alcuni punti sembra di ascoltare un disco degli Swans) rimane sempre sullo sfondo, colorando a tinte scure i monologhi di Palazzo e la sua scrittura malinconicamente rassegnata. Così nascono piccoli capolavori, come la meravigliosamente struggente ‘Maria Callas‘, che da sola vale il disco, o come ‘Primo Sangue‘, che nel refrain diventa quasi una canzonetta da spiaggia, non fosse per gli inquietanti rumori sintetici e per la voce baritonale di Umberto. ‘Mare Tranquillitatis’ vince e convince: alcuni episodi minori, come ad esempio Le ragazze italiane, con un testo che finisce con sembrare un po’ da bacchettone di periferia, non inficiano il risultato finale, che è quello che ti aspetti da una band con una storia importante come quella de il Santo Niente: un disco di qualità , sia negli arrangiamenti che nei testi, una raccolta di storie dallo spleen dolceamaro che ci trasporta con dolcezza nel piccolo mondo oscuro popolato di personaggi maledetti de il Santo Niente.

VELOCITA’: il disco in realtà è abbastanza breve, ma la graniticità delle composizioni dilata alquanto il tempo d’ascolto.

IL TESTO: “Dice – queste nuove artiste sudamericane, hanno gioventù, bellezza e forza, ma non saranno mai divine. Ci vuole classe per essere delle dee e nessuna ha la classe di Maria Callas” da ‘Maria Callas

LA DICHIARAZIONE: “In generale mi piace il lavoro di gruppo, sono un “team player” e credo che la band, una vera band, sia sempre di più della somma delle sue parti. ” da un’intervista a Ondarock.it

UN ASSAGGIO ‘Maria Callas’

IL SITO: Pagina Facebook de il Santo Niente

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