Cyborgs – Electric Chair
PROTAGONISTI: Cyborg-Zero(0) (voce e chitarra); Cyborg-One(1) (batteria e basso, synth piano)
SEGNI PARTICOLARI: tanta era l’attesa per questo secondo album di inediti dei due viaggiatori del tempo, alla ricerca delle radici della musica Blues per riportare queste sonorità in un’epoca futura, in cui si sono estinte. L’album ‘Electric Chair‘ non prevede collaborazioni per testi e musiche; è presente una bonus track, My Sharona, cover riarrangiata del celebre singolo dei Knack.
INGREDIENTI: i Cyborgs dal vivo sono coinvolgenti e spettacolari, in questo album in studio si è cercato, in parte, di ricreare quel tipo di sonorità e coinvolgimento. Sono quindi presenti sia il cantato di Cyborg(0), con il microfono infilato dentro la maschera, sia i “giochi di prestigio” di Cyborg(1) che suona contemporaneamente batteria e basso (suoni bassi della testiera). Il pezzo strumentale chiamato ‘Gag Time‘, che ricorda il ragtime di inizio Novecento, funge da intermezzo: essendo la traccia numero sette, divide l’album in due parti uguali. Questo disco non è la soundtrack di un movie americano, ma il particolare atteggiamento dei Cyborgs con i fan e la leggenda che li accompagna, destano curiosità e mistero. Perché non vedere questo album come un racconto, in chiave cinematografica, del duo venuto dal futuro? l’incipit, ‘Followin’ Blues‘, evocativo ed intenso, racchiude l’essenza dell’intero album. Analizzando il testo di questo brano, si può capire come i suoni elettrici siano predominanti in ‘Electric Chair’: una elettricità intesa nel senso più fisico del termine: “The time is running like the electricity in my heart“. I due Cyborg hanno qualche timore per ciò che li attende, ma sono pronti a partire “I’m scared, but ready to start, yes we are ready to start“, per quello che sanno già essere un viaggio senza ritorno: “And we are sure that from the moment we’ll go, we can’t come back“. Le maschere che connotano i due viaggiatori del tempo sono state indossate, ora inizia il conto alla rovescia. Ovviamente, da 10 a 0, secondo i numeri a loro più congeniali. Tutto questo, prende forma come l’inizio di un vecchio film “like the beginning of an old movie“. Come in un gospel, si rivolgono a Dio, in una esortazione verso sé stessi a proseguire il viaggio “Lord tell me what’s the reason why, it makes me feel so good. Leaving all my life followin’ blues“. ‘Electric Chair’ è un album di transizione: il suono e i testi più spensierati che avevano accompagnato il precedente omonimo album vengono per il momento accantonati, per lasciar spazio ad altri che vanno a delineare un percorso preciso. L’intento è quello di giungere ad una sonorità che ricalchi il Blues delle origini e lo renda attuale e quindi comprensibile alle nuove generazioni, senza per questo tradire i padri di questo genere. Come già detto, dell’album è possibile una visione tipica dello stile usato nel cinema: una prima parte raccontata (quasi parlata), il movie vero e proprio, l’intermezzo che era tipico nei vecchi film, la seconda parte del movie e i titoli di coda. Dell’incipit e dell’intermezzo abbiamo già parlato, ora analizziamo il cuore di questo lavoro. Le prime sei tracce dell’album, racchiudono in sé varie tipologie di generi musicali, anche se tutte hanno di base il Blues: c’è il funk, con riff ripetitivi e con un ritmo incalzante, che si riscontra in ‘Doctor‘, dal testo ambiguo e graffiante. E’ presente un rapidissimo boogie nella title track ‘Electric Chair‘, uno stile nato come tipicità del pianoforte che viene qui riproposto in un originale riarrangiamento. Cyborg(1) con la mano sinistra suona il ‘basso ostinato’ tipico di questo stile, che non potendo anche contare sulla mano destra dello stesso, impiegata nel suonare la batteria, resta essenziale e trova abbellimenti nel suono metallico, di “cyborg-armonica”, che riproduce il ritornello del pezzo. Un elemento che contraddistingue Cyborg(0) è l’utilizzo di interiezioni lessicali e onomatopee, che trovano in ‘Hi Ha Doobie Do Ha‘ e ‘Claustrophobic‘ la naturale valvola di sfogo. Il pezzo ‘Eleven‘, può sicuramente piacere a chi si avvicina alla musica di questo power duo, è ritmato e divertente, con sonorità che rimandano direttamente al genere ZZ Top. Il messaggio intrinseco di Eleven, cioè 11, che nel linguaggio binario è tradotto come 1011, rappresenta una dissonanza nel ciclo vitale, dove inizio e fine, vita e morte, positivo e negativo non hanno la giusta alternanza. Ci sono due codici 1 consecutivi: forse è questo che ha prodotto il guasto alla navicella spaziale a forma si pulce che il giorno 11/11/2010 ha fermato i Cyborgs in questo tempo in cui viviamo. Fra le due parti che vanno a comporre questo album, la più interessante è senza dubbio la seconda, dove si riscontra una maggiore coesione fra i pezzi, la stessa che presumibilmente si troverà nel prossimo album della band. ‘Last War‘ è probabilmente il pezzo che sintetizza maggiormente il percorso che è stato intrapreso: il testo parla di spaghetti ““ uno stereotipo italiano – cucinati con sangue di pomodoro. I live che i Cyborgs hanno tenuto all’estero hanno fatto capire ai due l’importanza delle proprie radici italiane: la guerra in cui sono coinvolti non è contro un nemico fisico, ma contro l’ottusità che spesso colpisce i popoli. Non essere ciechi, evitare i cervelli bolliti da cui prendiamo ordini e soprattutto, saperli riconoscere. Il ritmo è incalzante e risente di influenze orientali e arabeggianti. ‘The Shoes I Wear For Dance‘ è un pezzo ballabile e frenetico, rimanda alla richiesta di un contatto fra uomo e donna “And these black ladies kissed me”, che è diversa dall’altro pezzo ‘Groupie‘ in cui si cerca il solo contatto fisico nel backstage fra queste groupie-girl e il robot-man che è sul palco. Entrambi i pezzi sono però uniti da quella che è l’essenza stessa di questa musica: il Blues nasce quando un uomo e una donna si incontrano. ‘I Know You Know‘ è il pezzo più sperimentale dell’album, con lamenti solistici di chitarra che rimandano al concetto alla base di questo genere: avere i diavoli blu significa provare sofferenza, tristezza e infelicità e questo è ciò che lascia questo pezzo che è un perfetto incontro fra sonorità del passato e futuro psichedelico. Il pezzo finale dell’album è ‘My Sharona‘, celebre singolo che ha reso famosi i Knack, può essere visto come il classico pezzo che viene suonato nei titoli di coda di un movie che si rispetti e che tiene incollato lo spettatore alla poltrona per assaporare fino all’ultima nota e all’ultima parola ciò che lo ha emozionato.
DENSITA’ DI QUALITA’: Si tratta di un progetto ambizioso, ma i due musicisti in questione dimostrano di saperci fare e di avere talento e tecnica da vendere.
VELOCITA’: diversi generi musicali e ritmi si fondono in questo album che contiene 13 pezzi. Le singole tracce, una volta fatte proprie, tendono a essere suonate ripetutamente.
IL TESTO : “ Ok, open your backdoor / Let’s play at the game of the doctor “¦ you give me a lock & I give you a key / hey miss take off your clothes / in one moment you’ll be bad no more” da ‘Doctor‘.
LA DICHIARAZIONE: I Cyborgs hanno rilasciato un breve comunicato ufficiale per indie-roccia.it che è giunto direttamente in codice binario: “01000101 01101100 01100101 01100011 01110100 01110010 01101001 01100011 00100000 01000011 01101000 01100001 01101001 01110010 00100000 01110010 01100001 01110000 01110000 01110010 01100101 01110011 01100101 01101110 01110100 01100001 00100000 01110011 01101111 01101100 01101111 00100000 01110101 01101110 00100000 01100101 01101100 01100101 01101101 01100101 01101110 01110100 01101111 00100000 01100100 01101001 00100000 01110100 01110010 01100001 01101110 01110011 01101001 01111010 01101001 01101111 01101110 01100101 00101100 00100000 01101110 01101111 01101110 01100011 01101000 11101000 00100000 01110101 01101110 00100000 01110100 01110010 01101001 01100010 01110101 01110100 01101111 00100000 01100001 01101100 01101100 01100001 00100000 01101101 01110101 01110011 01101001 01100011 01100001 00100000 01100011 01101000 01100101 00100000 01101000 01100001 00100000 01100011 01100001 01101101 01100010 01101001 01100001 01110100 01101111 00100000 01101001 01101100 00100000 01101101 01101111 01101110 01100100 01101111 00101110 00101110 00101110″.
E’ possibile conoscere il messaggio, facendo copia (esclusi gli apici) del testo in binario e successivamente facendo incolla nel box che indica “codice binario”presente a questo link
UN ASSAGGIO: 'Last War'
IL SITO: ‘Thecyborgs.it

